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Partire per restare

Ci hanno avvisato per sms di lasciare le case

perché avrebbero bombardato.

Ma dove possiamo andare?”

Abuna Jorge, parroco di Gaza

 

Partire per restare

Quale barriera protettiva per i palestinesi?10513411_887682724593167_6593024270094304109_n

Veni, vidi, vici. Siamo venuti, abbiamo visto, ma non abbiamo vinto.

Non possiamo fare proprio nulla per chi muore sotto la furia omicida dell’esercito israeliano che bombarda su case, scuole e ospedali.

Eloi, eloi, lema sabactani. Ci ha sbattuto in faccia Michel Sabbah, patriarca emerito di Gerusalemme: ‘Dio ci ha abbandonato.’

TG e giornali italiani pervertono quotidianamente la realtà mentre la nostra delegazione in Palestina scrive report che pochi leggeranno, filma video che pochi vedranno.

E dall’Italia ci chiedono: ‘Ma quando partite? Sapete che hanno chiuso l’aeroporto?’

E ci troviamo preoccupati per il nostro viaggio di ritorno visto che alcune compagnie hanno annullato i voli.

Che frustrazione e che impotenza: cadiamo nell’ansia per così poco, mentre da Gaza non si può uscire mai. Li abbondoneremo anche noi?

Si svelano così i nostri limiti e si palesa la nostra debolezza.

E allora forse dovremmo chiederci, come ha fatto Papa Francesco allo Yad Vashem: Adamo dove sei? Che fai uomo per il tuo fratello?

E perciò ci diciamo: Partire sì, ma per restare.

Restare attraverso il ricordo dei volti e delle parole di chi abbiamo incontrato in Palestina.

Partire per raccontare le storie di verità sul massacro che abbiamo raccolto qui.

Restare per continuare ad organizzare Pellegrinaggi di giustizia che rompano l’ambiguità dei classici pellegrinaggi in Terra santa, disincarnati e indifferenti alle denunce dell’occupazione e ldella colonizzazione dei Territori Palestinesi. unponteperbetlemme@gmail.com

Partire per educare i giovani delle nostre scuole alla pace e alla giustizia.

Restare per allargare la rete che ci porterà al grande evento della prossima Giornata ONU del 29 novembre a Lucca. www.giornataonu.it

 

Salutiamo e abbracciamo i nostri fratelli palestinesi che nelle famiglie mescolano le lacrime di quasi mille persone uccise nella Striscia alla preghiera di fine Ramadan.

Certamente la nostra non è stata una “operazione difensiva” che è riuscita a proteggere i palestinesi ma avremo almeno risposto a quel dovere di solidarietà che tutti ci lega.

In un mondo che va alla deriva, riprendiamo il largo per richiamare gli uomini e le donne del nostro tempo a rimanere umani.

 

La Delegazione di Pax Christi Italia in Palestina per Gaza

 

Gerusalemme 25 luglio 2014

 

Per contatti: 00972 543176361 0039 3473176588