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Pax Christi tra i 50 volontari italiani a Mykolaïv per la pace

Oggi, 29 agosto, parte una nuova carovana di pace #stopthewarnow in Ucraina

Il popolo della pace si rimette in cammino. La terza carovana della pace della rete #Stopthewarnow partirà oggi con una delegazione di 50 volontari con destinazione Odessa e MyKolaiv per portare aiuti umanitari e solidarietà alla popolazione e per tornare a chiedere la fine immediata dei bombardamenti sui civili.

Tra i partecipanti a questa nuova carovana ci sarà monsignor Giovanni Ricchiuti, vescovo di Altamura – Gravina – Acquaviva delle Fonti  e presidente di Pax Christi Italia, in rappresentanza dei Vescovi italiani. Sempre per Pax Christi saranno presenti anche Filippo Severino, coordinatore Sud del Movimento e Riccardo Michelucci giornalista di Avvenire che per la seconda volta si reca in Ucraina a testimoniare il dramma della guerra. A tirare le fila del gruppo sarà come sempre l’associazione Papa Giovanni XXIII che ha riunito all’interno della coalizione “Stopo the war now” circa 175 realtà associative religiose e laiche impegnate nella costruzione della pace in Ucraina attraverso azioni umanitarie nonviolente. «Questa carovana si spingerà ancora più vicino ai fronti di guerra rispetto alle prime due – spiega Alberto Capannini, responsabile dell’Operazione Colomba in Ucraina – con l’obiettivo di portare nuovi aiuti, di incontrare le vittime e verificare i danni ».

“Carissimo don Giovanni, carissimi Filippo e Riccardo, stamattina il nostro pensiero va a voi e a tutti gli amici della Carovana! Vi accompagniamo con la preghiera e vi seguiamo attraverso le pagine di Avvenire e la nostra pagina facebook! Buon viaggio” – scrive la vicepresidente di Pax Christi Adriana Salafia e a lei si uniscono tutti gli aderenti dell’Associazione.


PER CONTATTI: Segreteria Pax Christi 0552020375 info@paxchristi.it
Sulla Carovana segnaliamo anche un articolo di Emanuele Giordana sul Manifesto di domenica 28 agosto di cui di seguito riportiamo un estratto:

StoptheWarNow nei rifugi ucraini: «Non vi lasciamo soli»

«StoptheWarNow questa volta ha risposto a un invito diretto delle organizzazioni della società civile di Mykolaiv che ci hanno chiesto aiuti ma ci hanno invitato a passare dei giorni anche nei rifugi, proprio per condividere la paura dei continui bombardamenti che ormai avvengono ogni 3/4 ore. Il tutto per non restare da soli. Ovviamente è una scelta molto più rischiosa rispetto alle passate edizioni (in aprile a Leopoli e in giugno a Odessa Mykolaiv, ndr) e sinceramente non pensavo che ben 50 persone aderissero vista la situazione. Invece la nostra società civile sembra volersi davvero impegnare nella costruzione dei corpi civili di pace, corpi umani che si vogliono spendere e rischiare per la pace. Stopthewarnow continua a ribadire con la sua modalità che vuole stare vicino a chi subisce, a chi non sa se rivedrà intera la sua casa, se avrà da mangiare e da bere, se non sarà vittima delle bombe a grappolo…».

Tra i partenti… «c’è anche monsignor Ricchiuti, vescovo di Altamura e presidente di Pax Christi, un sacerdote che preferisce firmarsi Don Giovanni. «Porterò il saluto dei vescovi italiani e andrò convinto che la presenza fisica sia importante sia per testimoniare solidarietà sia per portare un messaggio: non solo contro la guerra e per il dialogo e il negoziato ma anche perché solo una fratellanza universale potrà salvarci». Pax Christi non è nuova a queste attività. «Nel 2015, ai miei esordi con Pax Christi, andai a Gaza per gli stessi motivi – dice Ricchiuti – e se fosse possibile andrei anche a Mosca perché purtroppo chi soffre anche lì, con il prezzo pagato di oltre 40mila soldati morti». DON GIOVANNI non nasconde le difficoltà specie con la Chiesa locale schierata su posizioni interventiste: «Non siamo ingenui, sappiamo cosa è la guerra e comprendiamo le ragioni di chi vive in Ucraina ma questa complessità va affrontata proprio dove la guerra ha messo radici. Sono felice di farlo alla vigilia dell’anniversario dell’Enciclica Pacem in Terris».Qualche critica non manca: «Questa ennesima missione mi pare fragile sul piano politico – confessa Antonio, un “cane sciolto” aderente alle iniziative di StoptheWarNow – anche perché non vedo la ricaduta nel nostro Paese di attività che si profilano soprattutto se non solamente come umanitarie. Benissimo, ma servirebbe un’elaborazione politica e prese di posizione chiare». In realtà qualcosa si muove nel mondo laico che finora ha semplicemente aderito forse un po’ per mettere ordine proprio in quella complessità cui accennava Ricchiuti e che attraversa il movimento per la pace.