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UNA CITTA’ GRANDE COME IL MONDO

Mentre tra siccità e guerra scorrono le peggiori notizie davanti ai nostri occhi, sfuggono ormai i barconi che affondano e i volti dei milioni di rigugiati in viaggio per la sopravvivenza. Inizia proprio riferendosi al “viaggio” il denso Messaggio che anche la Campagna Sulle soglie senza frontiere di Pax Christi vuole accogliere, proporre alla lettura estiva e “celebrare” nella vicina Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, il 25 Settembre. In realtà è dal 1914 che la Chiesa propone di mettere al centro i drammi e le speranze dei migranti di ogni latitudine. È sempre stata un’occasione per dimostrare la preoccupazione per le diverse categorie di persone vulnerabili in movimento, per pregare per loro mentre affrontano molte sfide, e per aumentare la consapevolezza sulle opportunità offerte dalla migrazione.

Questt’anno il titolo scelto dal papa per il suo messaggio annuale è “Costruire il futuro con i migranti e i rifugiati”. L’hai già letto? Ecco l’occasione giusta! Prenditi dieci minuti e vedrai che sarà una ricchezza che, se appartieni a Pax Christi, potrai arricchire il tuo Punto Pace nel prissimo periodo.

Costruire il futuro con i migranti e i rifugiati
«Non abbiamo quaggiù una città stabile, ma cerchiamo quella futura»
(Eb 13,14).


Cari fratelli e sorelle!

La città futura è una «città dalle salde fondamenta, il cui architetto e costruttore è Dio stesso» (Eb 11,10).
Il suo progetto prevede un’intensa opera di costruzione nella quale tutti dobbiamo sentirci coinvolti in prima persona. Si tratta di un meticoloso lavoro di conversione personale e di trasformazione della realtà, per corrispondere sempre di più al piano divino. I drammi della storia ci ricordano quanto sia ancora lontano il raggiungimento della nostra meta, la Nuova Gerusalemme, «dimora di Dio con gli uomini» (Ap 21,3).
Ma non per questo dobbiamo perderci d’animo. Alla luce di quanto abbiamo appreso nelle tribolazioni degli ultimi tempi, siamo chiamati a rinnovare il nostro impegno per l’edificazione di un futuro più
rispondente al progetto di Dio, di un mondo dove tutti possano vivere in pace e dignità.
«Noi aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova, nei quali avrà stabile dimora la giustizia» (2 Pt 3,13). La giustizia è uno degli elementi costitutivi del Regno di Dio. Nella ricerca quotidiana della sua volontà, essa va edificata con pazienza, sacrificio e determinazione, affinché tutti coloro che ne hanno fame e sete siano saziati (cfr Mt 5,6). La giustizia del Regno va compresa come la realizzazione dell’ordine divino, del suo armonioso disegno, dove, in Cristo morto e risorto, tutto il creato torna ad essere “cosa buona” e l’umanità “cosa molto buona” (cfr Gen 1,1-31). Ma perché regni questa meravigliosa armonia, bisogna accogliere la salvezza di Cristo, il suo Vangelo d’amore, perché siano eliminate le disuguaglianze e le discriminazioni del mondo presente. Nessuno dev’essere escluso. Il suo progetto è essenzialmente inclusivo e mette al centro gli abitanti delle periferie esistenziali. Tra questi ci sono molti migranti e rifugiati, sfollati e vittime della tratta. La costruzione del Regno di Dio è con loro, perché senza di loro non
sarebbe il Regno che Dio vuole. L’inclusione delle persone più vulnerabili è condizione necessaria per ottenervi piena cittadinanza.
Dice infatti il Signore: «Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi» (Mt 25, 34-36). Costruire il futuro con i migranti e i rifugiati significa anche riconoscere e valorizzare quanto ciascuno di loro può apportare al processo di costruzione. Mi piace cogliere questo approccio al fenomeno migratorio in una visione profetica di Isaia, nella quale gli
stranieri non figurano come invasori e distruttori, ma come lavoratori volenterosi che ricostruiscono le mura della nuova Gerusalemme, la Gerusalemme aperta a tutte le genti (cfr Is 60,10-11).

Per continuare a leggere questo articolo collegati al sito della Santa Sede MIGRANTI E RIFUGIATI e clicca

https://migrants-refugees.va/it/wp-content/uploads/sites/3/2022/05/MESS-GMMR-2022-ITA.pdf