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Il cammino sinodale. Una grande e bella avventura

Sergio Paronetto

Domenica 10 ottobre è partito il percorso del Sinodo generale dei vescovi “Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione”, che durerà fino all’ottobre 2023. Il documento preparatorio è stato pubblicato il 7 settembre scorso. In novembre è partito anche il lungo itinerario del Sinodo italiano che avrà come tema conduttore “Annunciare il Vangelo in un tempo di rigenerazione”. Esso accompagnerà per un anno il Sinodo mondiale e proseguirà fino al 2025, scandito in tre fasi: narrativa, sapienziale, profetica. Siamo davanti a una bella avventura, a un Concilio in cammino, a una possibile fioritura non solo ecclesiale.
Lo scopo del Sinodo, osservava già il papa in occasione del Sinodo dei giovani (3 ottobre 2018), non è tanto quello di discutere e produrre documenti, ma di “far germogliare sogni, suscitare profezie e visioni, far fiorire speranze, stimolare fiducia, fasciare ferite, intrecciare relazioni, risuscitare un’alba di speranza, imparare l’uno dall’altro, e creare un immaginario positivo che illumini le menti, riscaldi i cuori, ridoni forza alle mani”.
Le diocesi cominciano a mobilitarsi con fatica. Stanno nascendo i gruppi sinodali. Possono formarsi ovunque. Anche i punti pace, da soli o con altre realtà, possono costituirsi in gruppi sinodali. Le prime riflessioni possono essere presentate a marzo.  Esisteanche una rete nazionale, di cui facciamo parte, composta da 29 associazioni e gruppi, che ha inviato due lettere alla Cei, e che si sta organizzando con incontri virtuali sui credenti Lgbt (9 gennaio), su ecumenismo, su autorità e ministeri, su pace, giustizia e cura del creato.

Mi piace riportare parte della preghiera finale con cui papa Francesco ha concluso la riflessione pre-sinodale del 9 ottobre 2021. “Vieni, Spirito Santo. Tu che susciti lingue nuove e metti sulle labbra parole di vita, preservaci dal diventare una Chiesa da museo, bella ma muta, con tanto passato e poco avvenire.Vieni tra noi, perché nell’esperienza sinodale non ci lasciamo sopraffare dal disincanto, non annacquiamo la profezia, non finiamo per ridurre tutto a discussioni sterili”.