Il 25 settembre ha sfilato per le vie di Catania il “Sudario”, cioè un immenso lenzuolo bianco lungo 70 metri, a sua volta composto da numerose lenzuola cucite insieme, su cui erano impressi i nomi di 18.500 bambini palestinesi uccisi a Gaza dal 7 ottobre 2023 al 31 luglio 2025. La manifestazione aveva lo scopo di fare memoria di tali vittime innocenti a cui è stato negato il diritto di vivere e di non dimenticare un solo nome. Il corteo è stato accompagnato dalla lettura registrata di questi nomi, alternata a testimonianze durante il percorso. L’evento, a cui hanno partecipato migliaia di persone, è stato organizzato da numerose realtà associative, sia laiche che religiose, incluso il Punto pace Pax Christi di Catania.
Il “Sudario” è stato realizzato a partire dall’aprile 2026 dagli studenti delI’Istituto Superiore Giorgio La Pira di Pozzallo (Ragusa), utilizzando i dati quotidianamente raccolti dall’Ospedale Sant’Orsola di Bologna.
Riportiamo qui la testimonianza resa a nome dell’Arcidiocesi di Catania e del Punto pace Pax Christi da Giorgio Buggiani. Il suo intervento si è soffermato su diversi aspetti della tragedia di Gaza.
“Come una luce nell’oscurità”, così Padre Gabriel Romanelli ha salutato la riapertura della scuola della Sacra Famiglia di Gaza City, chiusa da quasi tre anni a causa del conflitto. Il 19 settembre, primo giorno di lezioni, 1.000 studenti dell’istituto legato alla parrocchia cattolica, sono rientrati nelle aule che a lungo hanno rappresentato un riparo per oltre 450 sfollati.
«Riaprire la scuola è un segnale forte per tutti i bambini e ragazzi che potranno respirare un briciolo di normalità in mezzo alla polvere delle macerie e della distruzione», ha dichiarato padre Romanelli. Prima della guerra erano cinque le scuole cristiane che operavano a Gaza: tre cattoliche, una ortodossa e una evangelica. «I bambini di Gaza sono diventati un simbolo», aggiunge padre Romanelli in riferimento alla campagna lanciata da Avvenire per l’assegnazione del Premio Nobel per la Pace ai bambini della Striscia di Gaza. “È una buona iniziativa, proprio come gesto simbolico, non una graduatoria del dolore, ma un segno capace di richiamare l’attenzione sulla condizione di tutta l’infanzia nelle guerre”, ha affermato il sacerdote argentino.
“Un momento di verità: la fede in tempo di genocidio” è un documento pubblicato quest’anno dal movimento ecumenico Kairos Palestina, indirizzato a tutti i cristiani (e non solo) di tutto il mondo. Il documento promuove una riflessione cristiana coraggiosa e non neutrale, schierandosi apertamente a fianco delle vittime palestinesi, in particolare i bambini, e definendo il genocidio un peccato strutturale contro Dio. L’obiettivo dichiarato è quello di scuotere il cristianesimo occidentale dal silenzio, l’indifferenza e l’ambiguità di fronte alla tragedia di Gaza.
Sono ormai circa 2.500, in 67 Paesi, i preti che aderiscono alla rete internazionale “Preti contro il genocidio”. Tra loro anche cardinali e vescovi. Il gruppo nato spontaneamente e attraverso il passaparola, fece la sua prima uscita pubblica il 22 settembre 2025: oltre cento preti a Roma. Fu importante che una voce sorgesse dal basso nella Chiesa, libera da calcoli diplomatici e capace di definire genocidio lo sterminio di Gaza. Perché, quando la vita viene annientata, l’ambiguità diventa complicità e anche il silenzio finisce per benedire le armi.
Punto pace Pax Christi di Catania



