María Maddalena andó
ad annunciare ai discepoli” Ho visto il
Signore “ed anche ció
che le aveva detto.
(Gv. 20,18)
Mariella Tapella (rivisto da Pio Catagna e Lucia De Sanctis)
Nella societá attuale, caratterizzata dalla disumanizzazione e dall’individualismo, la donna ha un ruolo poliedrico che garantisce stabilitá emozionale, morale e coesione sociale.
Tradizionalmente la donna ha attutito i colpi delle crisi sociali, sempre ha assunto il compito di accudire i bambini, gli ammalati ed anziani. Questo lavoro é vitale, però sovente reso invisibile e non remunerato. Il suo ruolo é fondamentale per recuperaré l’empatia, il senso comunitario e la difesa della vita rispetto alla logica utilitaristica del mercato.
Nonostante le barriere culturali, sociali e religiose, incontriamo donne mistiche straordinarie e donne che hanno brillato nei diversi campi della scienza, dell’arte, della letteratura,della política e nel sociale.
In un momento storico di cambio di epoca, nel quale prevale una alleanza tra movimenti politici di destra ed estrema destra e gruppi religiosi cristiano – sionisti (cristoneofascista), nel quale si nega il linguaggio inclusivo, giustizia di genere e così via, riducendo il ruolo della donna a “mandati” patriarcali e tradizionali, scontrandosi con la loro emancipazióne, come donne ecumeniche per la pace di El Salvador, ci siamo chieste:
che cosa dicono a noi oggi le donne che hanno seguito e servito Gesú in particolare María Maddalena?

Il 22 di luglio, giorno della sua festa, Maria Maddalena ci convoca a un Incontro per riflettere sui dualismi escludenti tra gli esseri umani e la natura che distruggono il tessuto ecologico e sociale.
A motivo di tale festa, come donne ecumeniche salvadoregne per la pace, abbiamo rivisitato il ruolo delle donne di Galilea che accompagnavano e servívano Gesú; donne che si riunivano per condividere pasti, per pregare e per incontri religiosi.
Sono state precisamente tali donne che pretendevano emanciparsi e probabilemente sognavano con la liberazione delle donne in Israele/Palestina, di affrancarsi dal dominio patriarcale, contribuendo alla nascita del movimiento di Gesú come discepolato ugualitario di uomini e donne. Tra queste donne, Maria Maddalena ha avuto un ruolo determinante e predominante.
María Maddalena, discepola della “prima ora” che fa lo stesso cammino del Maestro sino a Gerusalemme, condividendo il suo progetto di liberazione e che ha “osato” rimanere, quando altri avevano perso la speranza.
Questa María Maddalena non ha nulla da condividere con quella “stampata” nell’immaginario religioso della gente, cristiana e non, che la considera una prostituta-penitente, indemoniata ed altre immagini similari, come la tradizione del Medio Evo l’ha considerata.
Come donne ecumeniche qui in El Salvador vogliamo rivisitare la Maria Maddalena che ha condiviso la sua vita con la comunitá di discepole e discepoli di Gesú, servendo con generositá, apportando i suoi beni, sostenendo la sua fede, ascoltando un Messia non trionfante, ma un perdente che, per aver sovvertito sia l’ordine religioso costituito che quello político di carattere imperiale e patriarcale, é stato Crocifisso.
Rivisitare María Maddalena come la prima testimone della Resurrezzione, significa chiedere a noi donne oggi che cosa rappresenta Maria Maddalena come costruttice del Regno di Dio?
Ci sembra importante allora riflettere su Maria Maddalena come Apostola degli Apostoli. Tant’è vero che la prima persona alla quale Gesú apparve ed alla quale conferì la missione di comunicare agli Apostoli la Resurrezione, fu proprio lei che fu investita della funzione di trasmettere il messaggio della vera salvezza eterna, pietra angolare della Chiesa cattolica.
María Maddalena inviata dal Risorto ad annunciare la Vita mentre molti uomini per paura si nascondevano in casa, ma anche come maestra, consolatrice e leader spirituale in uguaglianza di condizione con i discepoli. Ella rappresenta un’ icona nella lotta per l’emancipazione delle donne, una referente nella costruzione di una societá senza violenza, senza discriminazione e senza disuguaglianze per ragioni di genere, di classi sociali ed etniche per un cristianesimo ugualitario. Questo modello ci ispira a camminare sempre con coloro che soffrono.
Nell’attualitá Maria Maddalena rappresenta la voce dell’autenticitá di fronte alla struttura istituzionalizzata.
La sua figura invita ad una riflessione sull’inclusione ed al riconoscimento delle donne nel discorso teologico, sfidando la struttura patriarcale che storicamente ha messo a tacere la loro voce.
In un mondo frammentato, Maria Maddalena agisce come ponte tra la tradizione e la necessitá di una spiritualitá piú inclusiva ed umanista. In questo senso recuperare María Maddalena, implica riconoscere il ruolo fondamentale che hanno avuto le donne all’inizio del cammino della fede nella costruzione del Regno di Dio.
Maria Maddalena é stata la dimostrazione vivente del passaggio da essere vittima a protagonista di una fede nel Crocifisso che ha vinto la morte per la forza del Dio della Vita. In forza di questa riscoperta, come donne ecumeniche ci siamo chieste:
1. Che cosa avrebbe cambiato nella storia del cristianesimo, se avessero ascoltato Maria Maddalena come prima testimone del Resuscitato?
2. É sufficiente tenere gerarchicamente leaders femminili per affermare che nella Chiesa non c’é patriarcato?
Si é giá avviato un percorso in tale senso, manca ancora molto… però “camminando si apre cammino”.
Che lo Spirito Santo, la Ruah di Dio, che sempre scompiglia le nostre false sicurezze, possa aprire cammini di Vita Nuova e che, Maria Maddalena, prima annunciatrice della Resurrezzione, ricordi a chi ha il “bastone pastorale” che non é mai troppo tardi per ristabilire pari dignità.
Possiamo sperare “cose nuove” dalla “finestra aperta” della sinodalitá.
Continuiamo a camminare, seminando, sognando con un discepolato ugualitario tra uomini e donne.



