Di fronte alla drammatica crisi globale, con un Mondo e un’Italia sempre più armati e venti di guerra alimentati da una fase di aumento enorme della spesa militare, l’intenzione dei promotori di questa azione è quella di compiere un “passo in avanti” promuovendo congiuntamente una Campagna per il disarmo e la difesa civile. L’obiettivo è la costituzione di un luogo istituzionale capace di indirizzare il contributo alla difesa civile, coordinando con le proprie autonomie le varie componenti oggi esistenti: il Servizio civile, i Corpi civili di pace, la Protezione civile, oltre a un ipotizzato Istituto di ricerca su Pace e Disarmo.
La proposta di legge di iniziativa popolare per l’istituzione di un Dipartimento della difesa civile, non armata e nonviolenta muove da un presupposto costituzionale preciso e da una lunga tradizione di pensiero nonviolento.
Il dovere di difesa della Patria sancito dall’Articolo 52 della Costituzione può essere adempiuto anche attraverso strumenti civili, come già riconosciuto dalla Corte costituzionale nel 1985. Gli Articoli 2 e 11 – solidarietà inderogabile e ripudio della guerra – disegnano un concetto di sicurezza fondato sulla protezione delle persone, delle comunità e delle istituzioni democratiche, non sull’uso della forza militare.
I Costituenti scelsero consapevolmente il termine “ripudio” – con la sua radice etimologica affine a “ripugnare” – per esprimere non solo il rifiuto, ma la vergogna morale nei confronti della guerra come strumento di risoluzione delle controversie.
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Un’altra difesa è possibile! – Un’altra difesa è possibile!




