+ don Giovanni Ricchiuti, Presidente di Pax Christi Italia
Lettrici e lettori carissimi di Verba Volant,
il 15 maggio u.s. Papa Leone XIV, ricorrendo il 135° anniversario dell’enciclica di Leone XIII, la RERUM NOVARUM, firmava la sua prima lettera enciclica “MAGNIFICA HUMANITAS, sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale”.
Il 25 maggio, poi, alla Sua presenza, per la prima volta nella storia di questi eventi, la presentazione dell’enciclica.
Come potete leggere, nello scrivere per voi, ringraziandovi sin d’ora per la vostra attenzione, qualche riflessione sul documento papale, ho citato, perché mi sono venute subito in mente, le parole di Gn 1,11, là dove, al termine dei sei giorni della creazione, il Creatore vede ed esprime il suo compiacimento per quella “umanità” fatta a “Sua immagine e somiglianza”, di “maschi e di femmine”, destinata a generare vita e a custodire il creato.
Quindi, “in principio”, davvero una “magnifica umanità”!
Però il Santo Padre scrive nell’incipit 1 : “La magnifica umanità creata da Dio si trova oggi di fronte ad una scelta decisiva: innalzare una nuova torre di Babele o edificare la città dove Dio e l’umanità abitano insieme“.
L’enciclica poi prende il volo e attraverso cinque capitoli più la conclusione, per un totale di 245 paragrafi, ripercorre la storia della presenza della Chiesa nel mondo, segnata dal desiderio di fedeltà al Vangelo (cap. I) incarnato nelle vicende della storia di ogni epoca. E così Leone XIV non poteva non ricordare che per le gravi questioni sociali la fedeltà al Vangelo è lì nella Dottrina Sociale della Chiesa (cap. Il) e che oggi, il potere digitale e l’intelligenza artificiale devono salvaguardare l’umano” senza lasciarsi ingannare o superarlo con il cosiddetto “transumanesimo e postumanesimo” ! (cap. III). Al centro del nostro essere umani c’è il “cuore“, e al centro della fede cristiana c’è un di “più che umano” che è la grazia di Dio!
Allora, scrive il Papa, l’umano va custodito nella verità come bene comune, nella dignità del lavoro umano che non può essere sacrificato sull’altare del potere digitale e nel rispetto della libertà di ogni essere umano (cap. IV). Infine, per noi di Pax Christi, lasciatemelo dire, il cap. V! Una denuncia, senza se e senza ma, della follia del potere devastante della “cultura della potenza”, la potenza dei ricchi di questo mondo, dei costruttori di armi, dell’investimento per la guerra di miliardi e miliardi di dollari o di euro mentre salgono al cielo le grida dei poveri, dei migranti, dei perseguitati e degli emarginati. NO! Non possiamo e non dobbiamo continuare a camminare su questi sentieri che conducono alla morte! NO! Scrive Leone XIV: ” allo sviluppo incessante dei sistemi d’arma legate all’Intelligenza Artificiale che rendono la guerra più praticabile e meno soggetta al controllo umano. …Non esiste algoritmo che possa rendere la guerra moralmente accettabile …”. Lettrici e lettori carissimi, amiche e amici carissimi, sentiamoci positivamente provocati da questa poderosa enciclica di Papa Leone XIV perché qui è in gioco il presente e il futuro di questa nostra umanità creata da Dio e che potrà avere ancora futuro se si lascerà guidare da Lui, che è il Dio dei viventi e Dio della Pace!
Scrive ancora Papa Leone XIV a conclusione dell’enciclica: “Restiamo fedeli alla verità … Investiamo nella educazione, che inizia da noi stessi! …Curiamo le relazioni! …amiamo la giustizia e la pace!“.
E con Isaia, il profeta sognatore, ritorniamo a ricostruire le antiche rovine, a rialzare i luoghi desolati nel passato, a restaurare le città desolate, devastate da molte generazioni. Che l’IA possa aiutarci a capire il dono inestimabile del Creatore ad ogni sua creatura, non a calpestarlo! L’intelligenza umana. Appunto!



