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Chiamati a costruire comunione tra carismi diversi: l’esperienza della Consulta delle Aggregazioni Laicali dell’arcidiocesi di Catania

Adriana Salafia

La Consulta delle Aggregazioni Laicali (spesso abbreviata in CDAL a livello diocesano) è un organismo ufficiale della Chiesa cattolica che riunisce e coordina le diverse associazioni, movimenti e gruppi di laici presenti in un determinato territorio. Il suo scopo principale è favorire la comunione e la collaborazione tra le varie realtà laicali, valorizzando i carismi di ciascuna e promuovendo impegni comuni.

Nel rispetto dell’identità di ciascun gruppo, la Consulta si impegna a:

  • Favorire il dialogo e la conoscenza reciproca tra le diverse anime del laicato organizzato.
  • Coordinare iniziative comuni su tematiche sociali, educative, culturali ed ecclesiali.
  • Offrire un contributo concreto al cammino pastorale della Chiesa locale o nazionale.
  • Maturare un pensiero condiviso alla luce del Magistero della Chiesa.

La Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali di Catania è una realtà storica nata nel 1979 e oggi guidata dall’Arcivescovo Mons. Luigi Renna, riunisce circa 47 aggregazioni laicali (tra associazioni, gruppi e movimenti a carattere locale, nazionale e internazionale) che richiedono di entrare a far parte della Consulta e coordinano l’impegno pastorale, sociale ed educativo dei laici in tutto il territorio catanese.

Negli 2024 l’esperienza della CDAL della diocesi di Catania riceve un nuovo impulso sotto la guida del nuovo arcivescovo e del nuovo direttivo alla luce dell’esperienza del pontificato di papa Francesco che sollecita i credenti a prendersi cura della Casa comune includendo il creato, l’umanità intera e ascoltando il grido di sofferenza della terra e dei poveri.

La nuova esperienza della Consulta nasce dalla consapevolezza di prendersi cura gli uni degli altri e di creare un mondo in cui  si custodisca la fraternità superando i personalismi e credendo fortemente che  il carisma di ciascun movimento o associazione  possa arricchire la comunione tra le associazioni.

Il direttivo della Consulta, perciò, accogliendo l’invito della Chiesa a camminare insieme nello spirito della sinodalità, avvia un percorso sperimentale di partecipazione e corresponsabilità articolato in sei commissioni tematiche:

– Formazione cristiana

– Impegno sociale e politico

– Povertà

– Ecologia Integrale

– Giovani, educazione e famiglia

– Comunicazione

Ogni commissioni viene affidata a due coordinatori delle varie associazioni che decidono di mettersi a servizio della Consulta,  sono concepite come spazi di ascolto reciproco, discernimento comunitario e progettazione condivisa, in cui le diverse aggregazioni laicali mettono in comune esperienze, sensibilità e carismi per leggere i segni dei tempi alla luce del vangelo. Attraverso questo percorso è stato possibile favorire una maggiore comunione tra le associazioni, movimenti e gruppi ecclesiali promuovendo una cultura dell’incontro e della collaborazione.

L’ idea è che le commissioni  possano diventare così un luogo di dialogo con gli uffici pastorali diocesani e con le realtà ecclesiali, per contribuire insieme alla costruzione di una Chiesa che ascolta, include, accompagna e si pone al servizio delle persone e del territorio.

L’attenzione alla formazione, all’impegno per il bene comune, alle povertà, alla custodia del creato, alle nuove generazioni, alle famiglie e alla comunicazione nasce dal desiderio di rispondere alle sfide del nostro tempo con uno stile evangelico, partecipativo e missionario. Questo cammino, ancora in fase sperimentale, vuole essere un laboratorio di sinodalità, nel quale il laicato organizzato possa offrire il proprio contributo alla vita della Chiesa diocesana.

Il percorso avviato dal direttivo precedente, proseguirà con il nuovo direttivo recentemente eletto a fine maggio, chiamato a consolidare e a sviluppare il cammino sinodale intrapreso. La composizione del nuovo direttivo esprime la ricchezza e la pluralità delle realtà associative presenti nell’arcidiocesi di Catania. Tra i suoi membri è stata eletta una rappresentante del punto pace di Catania, segno dell’attenzione della Consulta ai temi della pace, della nonviolenza, della giustizia e della fraternità.