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RiPD-  Gruppo di coordinamento sull’educazione alla pace

Sintesi dell’incontro del 21 maggio 2026 (a cura di Claudia Lamonaca)

Associazioni collegate: Archivio Disarmo, Beati i costruttori di pace – Padova, Centro Studi Sereno Regis TO, MIR, Pax Christi di Catania, Percorsi di pace, Un ponte per, Emmaus Italia.

La riunione del gruppo EduPace si è aperta con un confronto sull’avvio di un percorso pubblico di rilancio delle attività del gruppo, a partire dall’organizzazione di un’iniziativa di formazione rivolta a formatori e docenti.

Nel contesto scolastico attuale si rileva una forte e persistente penetrazione di logiche militariste all’interno delle istituzioni educative. Nonostante l’importante azione di monitoraggio svolta dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università e da specifici progetti di smilitarizzazione, l’autonomia decisionale dei dirigenti scolastici e alcune direttive centrali rendono spesso difficile un reale cambiamento orientato alla cultura della nonviolenza.

Parallelamente, si registra una crescente richiesta da parte del corpo docente di percorsi formativi collegati all’Educazione civica, in linea con le direttive ministeriali, ma specificamente orientati all’educazione alla pace. Gli insegnanti manifestano infatti l’esigenza di acquisire non solo competenze teoriche, ma soprattutto strumenti metodologici utili a inserire tali tematiche nei curricula della scuola secondaria di primo e secondo grado.

Dopo uno scambio sulle diverse esperienze formative già realizzate dalle associazioni presenti, il gruppo converge sull’idea di lavorare all’organizzazione di un ciclo di quattro incontri online rivolti ai docenti, della durata di circa un’ora o un’ora e mezza ciascuno. La scelta della modalità digitale risponde a diversi obiettivi strategici: ridurre l’impatto logistico e organizzativo per le associazioni coinvolte, ampliare il bacino di partecipazione a livello nazionale — intercettando anche docenti delle aree meridionali e periferiche — e favorire un rilancio operativo delle attività del gruppo di lavoro.

Per salvaguardare la qualità della formazione e favorire l’interazione, si propone di limitare la partecipazione a un massimo di 25-30 docenti per ciascun ciclo, prevedendo una pre-iscrizione tramite strumenti digitali. Tale modalità consentirà anche di raccogliere alcune informazioni utili sul profilo dei partecipanti, come l’istituto di provenienza, l’ordine scolastico e la disciplina insegnata.

Ogni associazione della rete sarà invitata a contribuire mettendo a disposizione uno o due formatori qualificati. Nella prossima riunione verranno raccolte le disponibilità delle associazioni e si inizierà a definire più puntualmente l’articolazione del percorso.

La proposta didattica dovrà prevedere una chiara differenziazione dei contenuti in base alle competenze pregresse dei partecipanti, superando il modello della lezione frontale tradizionale a favore di una didattica laboratoriale, partecipativa e informale. Il percorso potrà partire da un livello base, rivolto a docenti che si avvicinano per la prima volta ai temi dell’educazione alla pace, con un’introduzione ai concetti fondamentali e ai moduli inseribili nel curriculum scolastico. Nel corso dei quattro incontri, si potrà progressivamente giungere a un livello più avanzato, rivolto a insegnanti già impegnati nei movimenti o con esperienze pregresse, maggiormente focalizzato sul perfezionamento dell’approccio educativo e sul trasferimento di metodologie didattiche più articolate.

Per quanto riguarda la promozione dell’iniziativa, vengono individuate tre vie strategiche. In primo luogo, si propone di valorizzare i canali informali del passaparola, contattando direttamente docenti e referenti storici dei progetti già realizzati dalle associazioni, così da favorire una diffusione capillare tra colleghi. In secondo luogo, si valuta il ricorso a sponsorizzazioni mirate sulle piattaforme social. Infine, si raccomanda che l’azione di promozione e interlocuzione con gli Uffici Scolastici Regionali non avvenga a nome delle singole associazioni, ma come Rete Italiana Pace e Disarmo. Tale accreditamento politico-istituzionale conferirebbe all’iniziativa un carattere nazionale, una maggiore autorevolezza e una credibilità più solida nei rapporti con il sistema scolastico.

Nell’ottica della condivisione dei percorsi già realizzati dalle singole associazioni, Maurizio Sgarzi di Percorsi di Pace chiede di inoltrare al gruppo i materiali relativi alle attività svolte nelle scuole di Casalecchio di Reno, in provincia di Bologna (v. all.).

Infine, proseguendo la riflessione sull’importanza della geografia per l’educazione alla pace, si propone di organizzare una presentazione del volume Geografie per la pace, a cura di A. Saglia, E. dell’Agnese, F. Epifani e R. Sommella, pubblicato da Unicopli nel 2025. L’iniziativa potrebbe svolgersi in modalità mista, online e in presenza presso la sede di Archivio Disarmo, coinvolgendo autori e autrici del volume, docenti, formatori e realtà della rete impegnate nell’educazione alla pace.

La presentazione potrebbe configurarsi come un’occasione di approfondimento pubblico sul ruolo della geografia nella formazione critica, nella comprensione dei conflitti e nella promozione di una cittadinanza globale orientata alla pace. Si segnala, a questo proposito, la disponibilità di Franco Salvatori, Presidente emerito della Società Geografica Italiana.