Edizioni: Nerbini
Siamo entrati in un passaggio storico di straordinaria importanza e
criticità: le spinte verso un conflitto globale combattuto sono davvero
molteplici e determinate da centri di potere che poco hanno
a che fare con la vita e le convinzioni dei popoli. La domanda che
risuona nel cuore di molti è: dove rintracciare elementi di speranza?
In un’epoca di crisi strutturale che da tempo investe l’Occidente, il
volume intende offrire approfondimenti molteplici sulla questione
del potere quale elemento decisivo di tale crisi: ne esplora i vari
ambiti in cui si manifesta o si cela e le modalità con cui si forma e
accresce. Viene poi affrontata la sfida a pensare quale risposta nonviolenta
può essere attuata da parte dei singoli e delle comunità.
Ci siamo quindi interrogati sulle possibili strade e sui processi educativi
che possono essere promossi per istituire nella società un’autentica
resistenza popolare generativa e nonviolenta. Siamo infatti
convinti che la scelta della nonviolenza attiva, là dove autenticamente
vissuta e praticata, è in grado essa stessa di esercitare un
grande potere trasformativo, personale e collettivo. Essa pone al
centro la partecipazione e la responsabilità che contrastano le concentrazioni
di potere, contro ogni sistema oppressivo e contro la
preparazione e l’attuazione di qualsiasi guerra.
Il testo è stato pensato quale laboratorio di idee e di pratiche, e si
connota per essere un work in progress aperto. Auspichiamo che possa
essere utilizzato quale strumento per dibattiti e lavori di gruppo
nelle scuole, nelle parrocchie, in gruppi di amici in modo tale che
la riflessione continui e sia generativa di impegno condiviso.
Il gruppo che ha curato la redazione del volume è composto da:
Alessandro Cortesi (Pistoia), Franco Dinelli (Pisa), Massimo
Feré (Sesto San Giovanni, MI), Marco Pietro Giovannoni (Firenze),
Pietro Domenico Giovannoni (Firenze), Fabrizio Mandreoli
(Bologna), Sergio Tanzarella (Caserta).



