Norberto Julini
A Fontaneto d’Agogna (NO) il 9 maggio 2026 si è svolto un convegno ad una settimana dal 15 maggio, Giornata internazionale dell’Obiezione di coscienza.
Al relatore di pax Christi è stato dato il tema:
Le obiezioni di coscienza nella Nota Pastorale CEI “Educare a una pace disarmata e disarmante
Ecco le nostre considerazioni:
Nonviolenza ed obiezione di coscienza vanno tenute insieme
L’ obiezione di coscienza va intesa come traguardo: si arriva con una lunga corsa, con fede matura, con speranza “che non delude”, e desiderio di praticare la carità.
Obiettare significa “gettare avanti”, vuol dire “metterci la faccia”, mettere in conto di disobbedire e pagarne il prezzo.
Pax Christi sta svolgendo un impegno coerente e profetico che dura da 70 anni all’interno della Chiesa, e non solo, ed ha contribuito ad una svolta nel pensiero e nel magistero che è giunto ad interpellare le coscienze dei credenti fino a rivolgere alla politica messaggi come quello del 2017 “La nonviolenza: stile di una politica per la pace”. Agli incontri preparatori in Vaticano parteciparono esponenti di Pax Christi Internazionale.
Oggi la nota pastorale dello scorso 5 dicembre raccoglie importanti indicazioni che vanno nella direzione dei temi che ci stanno a cuore.
Ed è importante che si sia riusciti tutti insieme, laici cristiani e non credenti, a creare una rete come Pace e Disarmo, diventato un riferimento per il dibattito nazionale.
Partecipiamo anche ad una rete “cattolica” di ben 40 sigle di aggregazioni laicali di livello nazionale intorno al tema dell’”Italia ripensaci” ed aderisci al trattato per messa al bando delle armi nucleari e poi al mantenimento della legge 185 sul commercio delle armi.
La storia e il cammino di Pax Christi sono segnati da scelte e impegni in questa direzione. Una delle prime Marce di fine anno (1969) sì è svolta proprio davanti al Carcere di Peschiera, dove erano rinchiusi alcuni obiettori di coscienza, prima che venisse riconosciuta la legge 772/72.
Era la prima volta che un movimento cattolico, per giunta guidato da un vescovo, decideva una militanza attiva e continua nel tempo a favore dell’obiezione di coscienza
L’ispirazione era manifesta: il nuovo corso di Pax Christi avrebbe dovuto mettersi nel solco dell’enciclica Pacem in Terris. E nel riconoscimento dell’obiezione di coscienza al servizio militare individua una strada preferenziale
Il 15 maggio 1974 alla Casa dell’ospitalità di Ivrea, fondata da monsignor Bettazzi con l’intento di accogliere persone ai margini della società, cominciava il corso di formazione per venti obiettori.
Vorrei ricordare il convegno di fine dicembre 2022 a Gravina in Puglia, “Obiezione di coscienza, ieri oggi e domani. Un dovere cristiano, una conversione per tutti”, prima della marcia nazionale per la pace con Comm CEI problemi sociali , Caritas, Azione Cattolica, cui si sono aggiunti ACLI, Agesci, Focolari.
I partecipanti al Convegno al termine dei lavori assunsero questi impegni:
- Ribadiscono il proprio impegno ad obiettare ad ogni guerra e ad ogni forma di violenza organizzata e a promuovere la nonviolenza come via maestra per la costruzione della pace.
- Rilanciano il sostegno agli obiettori di coscienza che in Russia, in Ucraina ed in Bielorussia si rifiutano di partecipare alla guerra perché sia dato loro asilo politico nei Paesi europei, come proposto da diverse organizzazioni pacifiste di livello europeo.
- Rilanciano a tal fine la Campagna “Un’altra difesa è possibile”,
- Propongono ai giovani in età di leva, ad oggi sospesa ma non abolita, di dichiarare la loro contrarietà all’arruolamento per motivi di coscienza.
- Ribadiscono l ‘impegno di PX nella campagna “Scuole Smilitarizzate “perché nei luoghi della formazione umana e dei cittadini si pratichi piuttosto l’educazione a comportamenti nonviolenti ed al “ripudio della guerra”.
- Ribadiscono convintamente le ragioni della Campagna per l’istituzione del Ministero per la Pace.
- Si dichiarano contrari all’aumento delle spese militari, rilanciando ogni forma di obiezione ad esse a partire dalla campagna “Banche armate”.
- Sostengono l’obiezione di coscienza dei lavoratori portuali di Genova e di altri siti che si rifiutano di collaborare al transito di armi nei porti italiani. E la difesa della legge 185 /90 .
- Ricordo i Fari di Pace accesi a Genova, La Spezia, Napoli, Bari , Ravenna , Trieste alla presenza dei rispettivi vescovi diocesani.
OGGI LA CHIESA ITALIANA HA DATO ANNUNCI IMPEGNATIVI CON LA NOTA PASTORALE DEL 5 DICEMBRE 2025 RIGUARDO AD ALCUNI DI QUESTI PUNTI :
La Nota Pastorale mette l’obiezione di coscienza COME PUNTO DI ARRIVO DI UN LUNGO PERCORSO PER GIUNGERE ALLA “ COSCIENZA” ED ELENCA 4 TIPI DI OBIEZIONE:
- “La difesa della patria non si assicura solo con il ricorso alle armi “
il servizio di leva non è stato abolito, è solo sospeso; esercitare il diritto di obiezione di coscienza al momento dell’iscrizione all’anagrafe nel registro di leva è dunque possibile.
E la Nota fa la proposta d’istituzione di un servizio civile obbligatorio
- “La produzione ed il commercio di armi innescano meccanismi economici che tendono a perpetuarsi, per questo rafforzare la normativa in materia di produzione e commercio delle armi….da promuovere anche a livello di Unione Europea”
- “E’ un’ opzione importante la presa di distanza da quelle realtà economiche che sostengono la produzione ed il commercio di armi. Occorre evitare la speculazione da parte di investitori che, sostenendo gli acquisti di titoli azionari dell’industria militare, contribuiscono all’economia di guerra e indirizzano, seppur inconsapevolmente, l’impegno militare da parte dei governi”
- “Interpella, invece, in primo luogo la responsabilità personale, l’obiezione professionale: è il gesto di chi rifiuta di mettere le proprie competenze professionali e lavorative a servizio di aziende orientate alla produzione di armi. Si tratta di una scelta che può essere onerosa in tempi di crisi del mercato del lavoro, ma che proprio per questo va segnalata e sostenuta anche da parte delle comunità. È anche questa una questione significativa, nella quale è coinvolta la coscienza credente, chiamata a praticare un attento discernimento su come costruire pace in tempi difficili”
A tal proposito il card. Roberto Repole, arcivescovo di Torino e vescovo di Susa, per la Festa del Lavoro nella memoria liturgica di San Giuseppe Artigiano ha pubblicato una lettera rivolta che leggete come editoriale di questo numero di newsletter.
Vorrei concludere con un ultimo riferimento al tema “Intelligenza artificiale e
Pace” profeticamente contenuto nel messaggio per la Giornata Mondiale della Pace del 2024 e ripreso nella Nota con queste parole:
“Per le giovani generazioni, particolarmente importante sarà pure orientare a un uso intelligente delle moderne piattaforme digitali e dei giochi elettronici, valorizzandone il potenziale educativo ed evitandone l’orientamento diseducante della violenza. Molti, insomma, gli ambiti, le dimensioni e i saperi coinvolti nella sfida educativa, fondamentale per una costruzione di pace che salvaguardi il presente e viva la tensione al futuro”.
Pax Christi trattò il tema nel Convegno a Gorizia che precedette la Marcia per la pace in quella città .
La questione segna la svolta epocale che stiamo vivendo ed ha molto a che fare con l’educazione alla pace essendo una nuova sfida educativa.
In un discorso del 15 ottobre 2020, Papa Francesco ha invitato tutti gli uomini e le donne di buona volontà a sottoscrivere un Patto Educativo Globale.
L’obiezione di coscienza è infatti frutto di un lungo lavoro educativo da intraprendere dopo incontri come questo e praticarlo qui ed ora, dove abitiamo e testimoniamo.



