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Sequestrato lo striscione di Pax Christi in piazza San Pietro

La convocazione fatta da Papa Leone di una Veglia per la Pace da celebrare nella Basilica di San Pietro l’11 aprile è apparsa come una chiamata irrinunciabile per gli aderenti al Movimento Pax Christi, che proprio in quei giorni erano a Roma per la loro assemblea annuale.

Una delegazione si è quindi mossa dalla sede dell’assemblea per recarsi a San Pietro, portando con sé lo striscione, tolto dal tavolo della presidenza, con il logo di Pax Christi e la scritta “Movimento cattolico internazionale per la Pace”: lo striscione doveva essere un muto segnale della particolare partecipazione e dell’impegno per la Pace da parte del Movimento.

Ma per poter entrare nella Piazza e nella Basilica di San Pietro è necessario passare il controllo della polizia e lo striscione è stato requisito perché non si possono portare “simboli politici”; anche una maglietta gialla con le scritte che richiamano l’articolo 11 della Costituzione (“chi manda le armi ripudia la pace” e “l’Italia ripudia la guerra”) è stata considerata un simbolo politico e chi l’indossava ha dovuto togliersela. Alla fine, essendo stati sequestrati i potenziali “corpi del reato”, la delegazione è potuta arrivare solo in Piazza, perché ormai non era più possibile entrare nella Basilica, e ha potuto solo sventolare delle sciarpe con i colori della pace davanti al Papa venuto in Piazza per ringraziare e benedire i tanti partecipanti rimasti fuori dalla Basilica di San Pietro.

In realtà almeno uno striscione che auspicava la pace in Congo e una bandiera ucraina sono riusciti a passare e hanno potuto essere esposti dentro la Basilica di San Pietro. Ci piace pensare che il Papa li abbia visti e li abbia particolarmente apprezzati; non è per caso che il regista della diretta televisiva li abbia fatti riprendere più volte; la Pace non è un concetto astratto: è una realtà da costruire e da incarnare nei luoghi dove oggi ci sono guerre – che è importantissimo ricordare -, dal Congo all’Ucraina, da Gaza alla Cisgiordania, dal Libano all’Iran e in tutti gli altri luoghi dove si combattono “guerre dimenticate”. Lo striscione di Pax Christi voleva contribuire ad affermarlo.