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Caos globale pace e diritti. E l’Europa?

È il titolo dell’incontro di approfondimento, moderato dal giornalista Roberto Reale, che si è svolto il 28 marzo all’auditorium del museo M9 di Mestre organizzato dal coordinamento cittadino inMarcia per la Pace (coordinamento metropolitano delle associazioni per la pace in cui il punto pace di Pax Christi ne è uno degli animatori) e dall’Anpi che ha visto un’ampia partecipazione in una giornata di diversi impegni per la pace nel segno della non-rassegnazione guardando in particolare all’Europa nel quadro della “terza guerra mondiale a pezzi”, immagine profetica e “dinamica” di papa Francesco più volte evocata.

Antonio De Lellis, coordinatore nazionale di Pax Christi Italia, riferendosi al suo scritto La profezia si sporca le mani richiama a vivere i verbi della nonviolenza evangelica (prevenire, resistere, denunciare, riconciliare, difendere…), consapevoli che la luce c’è ma non è accolta dalle tenebre (Gv 1,5), in un tempo importante, il tempo del disvelamento, in cui si sta organizzando una nuova resistenza, dalle piazze ai tribunali, dai luoghi educativi per ampliare la luce. Il giornalista e inviato di guerra Alberto Negri, in collegamento online, ha analizzato il panorama geopolitico attuale, partendo dalla “nuova avventura” trumpiana in Iran, con il suo rischio di diventare un conflitto regionale e generalizzato.  Questo conflitto spinge poi ancor più l’Europa in rotta di collisione con gli Usa e con Israele. La responsabilità europea è stata quella di non aver fatto nulla per fermare Israele. La docente di filosofa politica Giorgia Serughetti invita a riprendersi la parola pace da chi vuole farne uno strumento di guerra. Può essere utile, per questo, riprendere la riflessione femminista per contrastare l’abuso che si fa delle parole: donne come Virginia Woolf e Simone Weil hanno messo a fuoco il problema della forza e della cultura interiorizzata della violenza.  “Il vento nazional-populista si è fatto tempesta e la parola “pace” in questo contesto è stata svilita: Trump con la sua idea spudorata di “pace attraverso la forza” ha fatto un’operazione di degradazione culturale, pretendendo che sia l’unica via possibile in opposizione ai movimenti e alle istituzioni per la pace. Occorre distingue il conflitto dalla guerra. Il conflitto “regolato”, che si agisce tra attori e interessi differenti, va rilegittimato, come parte essenziale di una politica e di una società sana. Per Emiliano Brancaccio, docente di economia politica, stiamo registrando una “tendenza storica”: le vittime di guerra nel mondo sono in crescita e il trend parte dalla crisi finanziaria del 2008. Questa tendenza storica trova una sua causa economica-finanziaria nella crisi dell’ordine americano che si mostra come declino di competitività degli Usa che determina due svolte: dalla globalizzazione dei mercati al protezionismo e difficoltà di finanziamento dell’egemonia politico-militare a causa dell’indebitamento.

Cosa si può fare? De Lellis suggerisce, tra l’altro, la “remissione del debito”, la campagna di Pax Christi e Attac Italia che mira a cancellare o ridurre gli oneri finanziari insostenibili dei paesi più poveri, ma che potrebbe interessare anche paesi come gli Stati Uniti unendolo all’impegno per la conversione ecologica. L’Europa, per Serughetti, deve “fare i conti con la sua ombra”, il nazionalismo, per ritrovare convintamente la sua vocazione sovranazionale e solidale, ma non sembra andare in questa direzione. Brancaccio sostiene che la soluzione non può essere quella di tornare ai fasti della globalizzazione del libero mercato perché è parte del problema avendo causato colossali squilibri, problema che si vuole risolvere con il nazionalismo protezionista e guerrafondaio. L’alternativa è quella di tornare a discutere di pianificazione pubblica come soluzione politica.

È necessario, poi, come cittadini mobilitarci per la pace, affrontando collettivamente le complesse sfide contemporanee e costruire un futuro fondato sulla fraternità e sul diritto.

Come segno concreto di azione durante il convegno sono state raccolte firme per:

  • La costituzione dell’assessorato per la Pace nel Comune di Venezia
  • Per la proposta di legge di iniziativa popolare :Un’altra difesa è possibile
  • Io “Obietto alla Guerra” la dichiarazione promosso da Emergency per la campagna per la liberazione di Marwan Barghouti