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Legge 185/90: giù le armi, Leonardo. Dai porti italiani materiale per l’industria bellica israeliana

Da un governo amico di governi di estrema destra (USA e Israele in testa), monarchie fondamentaliste e/o regimi autoritari, non stupisce se punta ad accelerare l’approvazione del nuovo disegno di legge

5 aprile 2026

Rossana De Simone

Il 21 febbraio 2024 l’aula del Senato approva le modifiche alla legge 185/90 proposte dalla senatrice Stefania Gabriella Anastasia Craxi (FI-FdI-Lega).

Il Servizio studi e documentazione giuridica e parlamentare ha pubblicato due documenti che ricostruiscono la storia della legge, il quadro normativo in materia di importazione ed esportazione di materiali d’armamento, e le modiche del nuovo disegno di legge S 855. 

Un disegno di legge salutato con favore dalle lobby dell’industria militare e della finanza, perché vuole cancellare gli obblighi di trasparenza e rendicontazione in Parlamento su export di armi e relativi finanziamenti.

Gli emendamenti delle opposizioni (PD-M5S-AVS) al governo, che diversamente puntavano a migliorare la trasparenza nella Relazione annuale sull’export di armi, sono stati respinti.

Da un governo amico di governi di estrema destra (USA e Israele in testa), monarchie fondamentaliste e/o regimi autoritari, non stupisce se punta ad accelerare l’approvazione del nuovo disegno di legge. E’ di questi giorni il viaggio nei paesi del Golfo: Le forniture di petrolio e gas, la promessa di armi: la missione di Meloni nel Golfo.

Perché difendere la legge 185/90? Questa legge, insieme all’art. 11 della Costituzione, è l’unica che permette di appellarsi, da un punto di vista legale, quando vi sono denunce come In nome della legge, giù le armi, Leonardo e Cagliari e Gioia Tauro: materiale dual-use per l’industria bellica israeliana nei 19 container fermati.

Il 29 settembre 2025 è stato depositato un ricorso, presso il Tribunale civile di Roma, per chiedere che vengano dichiarati nulli i contratti stipulati da Leonardo Spa e sue controllate con lo Stato di Israele, relativamente alla vendita e alla fornitura di armi all’IDF. È la prima volta che si tenta di usare il diritto civile per bloccare il commercio di armi, chiamando in causa direttamente la responsabilità di un’azienda partecipata dallo Stato.

Per seguire l’azione legale contro Leonardo e lo Stato, che chiede la nullità dei contratti di vendita d’armi a Israele, e per fare una donazione a sostegno delle spese legali andare su giulearmileonardo

Una prima udienza si è tenuta venerdì 27 marzo 2026 in forma scritta, senza discussione orale in presenza, per decisione del giudice del Tribunale civile di Roma. La sua decisione sull’ammissibilità del ricorso, sul calendario per il deposito delle memorie difensive e delle prove, è attesa entro 30 giorni. Essendo la prima udienza si è trattato di un passaggio tecnico fondamentale:

Costituzione delle parti: Gli avvocati delle associazioni (Luca Saltalamacchia e Veronica Dini) hanno presentato le loro ragioni davanti al giudice.

Posizione di Leonardo e dello Stato: La difesa di Leonardo e l’Avvocatura dello Stato (che rappresenta il Governo) si oppongono alla richiesta. La linea difensiva punta spesso sull’insindacabilità delle scelte di politica estera (il cosiddetto “atto politico”), sostenendo che i tribunali civili non abbiano la giurisdizione per annullare tali contratti.

Il 2 aprile 2026 il BDS Italia (boicottaggio, disinvestimento e sanzioni) ha reso pubblico, tramite comunicato stampa, quanto accaduto nei porti di Cagliari e Gioia Tauro: materiale dual-use per l’industria bellica israeliana nei 19 container fermati.

BDS: “Abbiamo la prova della destinazione finale. Ora il sequestro.”

Emersa la totale assenza di controlli sugli armamenti in transito. Violata la legge 185/90.

PER CONTINUARE A LEGGERE: https://www.peacelink.it/disarmo/legge-185/90-gi-le-armi-leonardo-dai-porti-italian