Ci siamo interrogati su che cosa significa oggi nei contesti di guerra e di ipercapitalismo imperante “disarmare l’economia”.
Alla domanda si è cercato di rispondere sia come singoli e sia come persone che aderiscono al movimento cristiano Pax Christi.
Sono stati molti i dubbi sollevati circa l’efficacia delle azioni poste in essere per contrastare l’economia di guerra come il boicottaggio dei beni di consumo prodotte dalle multinazionali che alimentano i sistemi di sfruttamento delle popolazioni in conflitto, a favore dell’acquisto dei beni provenienti del mercato equo e solidale con un’attenzione alle persone e alle comunità che vivono nella sofferenza, sottolineando che questo tipo di approccio raggiunge soltanto una sfera limitata e di nicchia poco sostenibile in un’economia protesa al consumismo .
Una risposta concreta ai tanti dubbi si è cercato di individuarla nel proporre come alternativa un’economia di prossimità favorendo la persona, la famiglia e la comunità locale più che il mercato globale.
L’ascolto delle istanze di chi vive sul territorio è condizione necessaria per la realizzazione di economie di pace che passano anche attraverso il lavoro che sia un lavoro sia giusto e dignitoso, ben retribuito al fine di garantire ai singoli e alle famiglie una vita piena e dignitosa.
Contrastare l’economia di guerra anche attraverso le narrazioni differenti che sottolineano che un’economia di pace è più remunerativa ed efficace di un’economia di morte e distruzione, tali narrazioni dovrebbero avere come obiettivo il cambiamento del Sistema Economico sociale.
Tutto ciò è possibile se non si è soli a perseguire l’obiettivo prefissato, ma collegandosi in rete con altri gruppi e associazioni per intraprendere iniziative ed azioni concrete come la partecipazione alla campagna “Per la Difesa Civile e non armata” di cui si stanno raccogliendo le firme per la proposta di legge di iniziativa popolare.
Infine, come cristiani dovremo proporre ai parroci, alla Chiesa locale la Diaconia della Pace dove non ci sia un’ intera comunità impegnata alla costruzione di percorsi di Pace attraverso corsi di Formazione alla Pace e alla nonviolenza scegliendo la nonviolenza come metodo per l’annuncio evangelico.
Rilanciare la scomunica per i mercanti di guerra:
Attivare spazi di dialogo tra le popolazioni in conflitto, cercando di impegnare personalità del mondo della cultura che favoriscono azioni di Pace come ad esempio , nel Conflitto Israelo-Palestinese costruire un incontro tra gli intellettuali del calibro di Michel Sabbah ( già Patriarca della Chiesa Cattolica ;
Marwan Barghouti (Palestinese – attualmente in carcere in Israele);
David Grossman (per il mondo Ebraico).



