Mail YouTube

Gruppo “Disarmare il linguaggio e l’informazione”

«Disarmiamo la comunicazione da ogni pregiudizio, rancore, fanatismo e odio; purifichiamola dall’aggressività – ha auspicato citando Francesco -. Non serve una comunicazione fragorosa, muscolare, ma piuttosto una comunicazione capace di ascolto, di raccogliere la voce dei deboli che non hanno voce. Disarmiamo le parole e contribuiremo a disarmare la Terra. Una comunicazione disarmata e disarmante ci permette di condividere uno sguardo diverso sul mondo e di agire in modo coerente con la nostra dignità umana»

Papa Leone, 12 maggio 2025

· Quali parole, racconti, narrazioni per aprire spazi di riconciliazione e dialogo e per decostruire il trinomio pace-sicurezza-guerra?

· Come dare voce, in quanto Pax Christi, alle vittime, ai disarmati, agli invisibili?

· Che responsabilità abbiamo, come cittadini, educatori, credenti, nel custodire un linguaggio nonviolento?

Dagli interventi sono emersi alcuni interrogativi di fondo:

  1. Come rompere l’indifferenza e la disinformazione nelle nostre comunità?
  2. Come reagire alla rassegnazione?

È emerso inoltre che Mosaico di pace, Verba Volant e le campagne/attività di Pax Christi rappresentano strumenti comunicativi utili: Mosaico di pace utilizza un linguaggio complesso, poco divulgativo, ed è orientato a un target specifico di lettori, configurandosi come strumento di approfondimento; Pax Christi, invece, nelle sue dichiarazioni e campagne, adotta un linguaggio più semplice e accessibile.

Sono state condivise le seguenti osservazioni e proposte:

  1. Prestare attenzione ai linguaggi, affinché siano accessibili a tutte e tutti.
  2. Superare la percezione di trovarsi in una posizione minoritaria e quindi inopportuna (è la guerra ad essere folle).
  3. Intercettare luoghi e spazi di informazione anche al di fuori dei contesti ordinari: giornali diocesani o cittadini, rubriche diverse, ecc.
  4. Fare rete e partecipare a eventi in cui condividere le idee essenziali, pur provenendo da percorsi differenti.
  5. Utilizzare in modo intelligente i social (ad esempio lo stato di WhatsApp).
  6. Individuare spazi informativi, anche radiofonici e televisivi, in cui far intervenire aderenti e persone vicine con adeguate capacità comunicative.

Si rileva una difficoltà di comunicazione e dialogo negli ambienti ecclesiali, anche per ragioni strutturali legate alla natura gerarchica della Chiesa.