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Disarmare il cuore… e gli Imperi

Fabrizio Truini

Abbiamo sentito e compreso come sono potenti gli imperi, che dominano le nostre vite. Come disarmarli se non disarmiamo prima i nostri cuori? Cioè se non rendiamo i nostri cuori così forti tanto da farli abbracciare la verità della nonviolenza attiva per affermare la pace?

Pongo tali interrogativi a me, prima che a Voi, perché il mio cuore è dilaniato da quanto sta accadendo nel mondo. Vi confesso che mi sento complice delle tragedie, perché culturalmente e politicamente non ho contribuito a farle evitare, ma poi positivamente ne sono responsabile dal punto di vista economico, a causa delle mie sia pur minime tasse dirette e indirette, che sorreggono l’attuale stato del mondo ingiusto e violento. Ma la responsabilità, ci insegna la psicanalisi, diventa possibile solo se il conflitto tra obbligo di violenza e obbligo di colpa venga superato in una scelta cosciente e feconda, che porti alla verità dell’agire giusto. “Serve un sussulto di umanità e di responsabilità –ha affermato il card. Parolin in un’intervista di 3 giorni fa-  un impegno condiviso che porti al centro la dignità della persona”.

Nell’ultimo congresso pensavo di risolvere la questione, proponendo la raccomandazione di rinnovare l’obiezione fiscale, che fu subito e giustamente stoppata, perché non più possibile, Anche se volevo dire di pensare in maniera nuova il nostro rapporto con l’imposizione fiscale, e non quello di ripetere l’obiezione fiscale come in passato, tuttavia la formulazione era sbagliata. Ma poi ho preso coscienza che occorre ripensare lo stesso concetto di obiezione, che è stata considerata come disobbedienza. Pensate a Goffredo Fofi che ha scritto il libro: Elogio della disobbedienza. Mi sono chiesto se non sia meglio pensare in modo nuovo (d’altra parte obicere significa non solo ‘gettare contro’, ma anche ‘portare avanti’) e quindi parlare invece di obbedienza alla coscienza. Trovo perciò necessario credere che sia obbligatorio riflettere, anche in questi tempi tragici che richiedono interventi immediati. Nessuno nega che vadano fatti, però è bene evitare di ridurre ad elemosina la carità che presuppone la verità,  rivelazione della effettiva realtà. Per esempio ho trovato una grande consolazione leggendo il saggio di Tommaso Greco Critica della ragione bellica, che ribalta due convinzioni: quella della naturalità della guerra, che invece è propria della pace e ancor più giudica insieme a Maritain erroneo il concetto di sovranità, nato con lo Stato assoluto. Voi direte subito che la sovranità è del popolo, come scritto nel 1° art. della nostra Costituzione, ma va subito notato che nell’ 11° rimane prerogativa dello Stato. Vorrei ricordare a tal proposito due espressioni profetiche: “Tutti siamo sovrani” diceva don Milani, e Capitini proponeva l’omnicrazia, il potere di tutti, e quindi di ogni cittadino. E’ a questo livello di radicalità del pensiero che bisogna spingersi per cambiare il nostro modo di agire. Non si tratta di rivendicare in primo luogo il diritto della pace, che certo va riconosciuto, quanto di affermare prioritariamente il dovere della pace. Dobbiamo essere consapevoli che siamo noi in prima persona a essere i promotori della nuova cultura della pace, quale prassi di nonviolenza, che cambia gli assetti politici, giuridici ed economici del mondo.

 Voi direte: ma che c’entra tutto ciò con l’obbedienza fiscale? Devo confessarVi che sono stato indotto a ragionare in modo nuovo grazie all’esempio di due grandi profeti. Il primo è quello di Gandhi, il quale dopo durissime contestazioni contro il dominio inglese che opprimeva l’India, nel 1930 indisse e effettuò la famosa marcia del sale dalla quale iniziò l’ascesa della nonviolenza attiva. L’altro esempio l’ho rintracciato nell’annuncio evangelico riguardo alle tasse, e precisamente nel passo in cui Gesù pronuncia la storica frase sui Tributi che lo ha portato alla morte quale eversore dell’Impero. Gli fu chiesto se bisogna pagare la tassa. Di chi è l’immagine sulla moneta? Di Cesare gli risposero. Allora date non a Cesare ciò che è di Cesare, ma a Dio, ciò che è di Dio. E qual è l’immagine di Dio se non la persona umana, creata a sua immagine?

Ecco allora il nuovo atteggiamento che viene suggerito riguardo al dovere della fiscalità. Occorre dire che i buoni cittadini vogliono certo pagare le tasse, ma esigono che la parte destinata alla difesa della Patria come detta l’art. 52 della Costituzione, sia indirizzata non più solo per la difesa armata, ma in pari grado anche per quella civile, non armata e nonviolenta, dato che ormai la legge 230/98 ha sancito il diritto degli obiettori a svolgere il servizio civile come servizio non armato della Patria. Ciò che avviene ormai da anni. Voi sapete che per iniziativa del Movimento Nonviolento fatta propria dalla Conferenza Naz. Enti di Servizio Civile, da Sbilanciamoci e dalla RDP, alla quale aderisce PX, è stata presentata in Cassazione la proposta di legge intitolata “Istituzione e modalità di finanziamento della difesa civile”, per creare un dipartimento chiamato a coordinare e attuare politiche che richiedono risposte civili orientate alla protezione dei diritti fondamentali attraverso i corpi civili di pace. E’ previsto un fondo specifico, da finanziare con la legge di bilancio, e la possibilità per i singoli cittadini di contribuire con la modalità nuova del 6xmille. Ora occorrono almeno 50 mila firme per sostenerla, ma è da sperare (M. Bersani Flavio Lotti) che si raggiungano le 500 mila. Certo la formulazione di tale proposta definita come ‘Complementare alle FF AA’ lascia molto a desiderare, tanto che un obiettore storico quale Tonino Drago ricorda come la Campagna per l’obiezione fiscale non ha mai voluto un allineamento dei Corpi CNANV alle forze militari. Credo però che è illusorio pensare che si possa raggiungere subito il disarmo. La proposta vuol solo perseguire l’obiettivo di formare un’opinione pubblica perché ogni persona inizi a prendere sul serio la scelta nonviolenta nella dimensione politica, giuridica ed economica- finanziaria. 

Ma noi dobbiamo  rilanciare anche la proposta del Ministero della Pace, avanzata dall’Ass. Giovanni XXIII, di don Oreste Benzi, assecondata da ACI, da ACLI e da altre 30 Ass. Cattoliche, compresa PX. Ed è urgente richiamare tutti a convergere su tale esaltante finalità. Tra i vari obiettivi che perseguiamo, Disarmo nucleare, Banche disarmate, Fari di Pace, smilitarizzazione della scuola e dei cappellani, Difesa dell’Ambiente, Educazione alla pace, credo che questo sia l’impegno più urgente che ciascuno di noi può e deve attuare. Le firme raccolte dovranno comporre un Albo che testimoni la fattiva volontà di essere e vivere da persone pacifiche e nonviolente. Questa la strada che dobbiamo immediatamente percorrere, se vogliamo un futuro di pace per noi e per le generazioni future.