Mariella Tapella (articolo rivisto da Pio Castagna e Lucia De Sanctis)
San Salvador, marzo 2026
Viviamo questa quaresima marcata dalla tentazione del disumano e della paura difronte alle sconcertanti vicende polítiche mondiali.
Ci preoccupa e ci angustia il corso storico di questo mondo, caratterizzato da crescita di movimenti razzisti, xenofobi, nutriti di discorsi di odio verso i migranti, oltre alla folle corsa agli armamenti che ci avvicina sempre piú ad un rischio nucleare ed alla conseguente fine dell’umanità.
Vediamo dirigenti polítici, finanzieri prepotenti che, “seduti” comodamente sugli idolatrici piedistalli del potere e del mercato, hanno la pretesa di dominare il mondo, attraverso la corruzione crescente. l’utilizzo delle false notizie, tramite reti sociali, per controllare le masse, per poter cosí illegalmente e spudoratamente dichiarare guerre, violazione dei diritti umani e del diritto internazionale, perdíta dei valori etici e distruzione della casa comune.
Ci fa male la sofferenza dell’umanitá, la spirale della violenza, il criminale genocidio che continua in maniera sommessa nonostante il cessate il fuoco in Palestina (Gaza e Cisgiordania), le guerre in Sudan, Líbano, Siria, Ucrania, Etiopía, Afganistan, Pakistan, Congo ed ultimamente lo scontro bellico di Stati Uniti ed Israele contro Iran.

Tutto ciò dovrebbe farci riflettere, cosí come la morte di migranti in mare o nel deserto, la sofferenza di tanti innocenti soprattutto bambine e bambini. Sofferenza che equivarrebbe ad un vero e proprio aborto sociale mentre gli Erodi di turno oggi si sentono i padroni delle vite umane e delle risorse del pianeta.
Questa situazione ci spaventa e ci porta a chiederci: vale la pena continuare a credere nell’utopia di un altro mondo possibile, di una nuova umanitá?
In tutta questa desolante situazione che ha davvero dell’incredibile, dov’é Dio?
Anche Gesú ha sofferto le stesse situazioni; non dimentichiamoci quel suo disperato appello proprio in quel suo venerdì di Passione “Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato?” gridato dalla croce. Peró allo stesso tempo disse, quasi avesse voluto consolarsi “Padre, nelle tue maní consegno il mio spirito”con una infinita fiducia nel Signore.
Situazioni simili ha vissuto Mons. Romero, il martire santo di El salvador e di tutta l’America Latina che, nonostante minacce mortali, ha saputo consolare, dare speranza certa e forza alle comunitá cristiane che vivevano momenti di morte negli anni ’70-80′ e purtroppo continuano a vivere oggi con questo Governo autocratico che ha imposto il regime di eccezione che dura ormai dal marzo del 2022 e che annulla tutti i diritti umani fondamentali, portando morte e sofferenza umana e alla madre terra.
In mezzo a questi discorsi e politiche di odio, in mezzo alle sofferenze provocate dalle guerre, in mezzo al caos, alle lacrime degli innocenti, in queste situazioni tenebrose a cui aggiungere anche le nostre debolezze, possiamo sperare nonostante tutto di vivere in pace, senza lasciarsi alterare dalla nefasta situazione, perché vogliamo sempre confidare che lo Spirito di Dio ha l’ultima parola sui destino della storia.
Fortunatamente l’Amore di Dio é infinitamente piú potente dei nostri errori.
Per questo continuiamo a sognare,“speranzando” con una nuova umanitá, resistendo, ad ognuno di fare qualcosa, come soleva dire Aldo Capitini, impegnandoci nella difesa dei diritti dei piú vulnerabili e nella lotta per una societá piú giusta ed umana, nella totale fiducia nel Dio-Amore, Padre e Madre, nel Dio di Gesú di Nazaret.
In mezzo alle tenebre brilla la luce della resurrezzione di Gesú di Nazaret, il Cristo cosmico, ragione della nostra speranza che ci fa dire con San Romero:
“SU QUESTE ROVINE BRILLERÁ LA GLORIA DI DIO”
Allora coraggio….



