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A Catania, incontro su “Ero forestiero e mi avete accolto”

A Catania, il 27 marzo scorso, presso la comunità parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo si è svolto un incontro con Luca Casarini, dal titolo “Ero forestiero e mi avete accolto”, organizzato da diverse associazioni locali, tra le quali il Punto pace Pax Christi di Catania.

Ha presentato l’incontro Livio Ferrante, professore associato di Econometria presso il Dipartimento di Economia e Impresa dell’Università di Catania.

Luca Casarini, già leader No Global ai tempi del G8 a Genova nel 2001, ha reso una testimonianza di straordinaria intensità. Ha esordito con il richiamare il titolo dell’incontro, in stridente contrasto con la realtà dei nostri tempi. Infatti, lo straniero viene oggi identificato con il “nemico”, diventa la causa di tutti i mali e viene facilmente spedito in un CPR se non addirittura in galera. Eppure, numerose fonti ci insegnano il contrario. La stessa Costituzione Italiana invita al rispetto della persona e prevede il diritto di asilo per lo straniero. Per i cristiani la legge di Dio è chiarissima. Il brano del Vangelo di Matteo, capitolo 25, 34-40, a cui rimanda il titolo, è inequivocabile. Del tutto recentemente l’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice ha coerentemente affermato che chi non accoglie non è cristiano, attirandosi però aspre critiche. Ne consegue che quello che accade nella realtà quotidiana non segue la legge di Dio, ma è un prodotto del “regno degli uomini”, in cui l’altro è una minaccia, è il nemico. Della triade “Liberté, Egalité, Fraternité” della rivoluzione francese, la fraternità è stata del tutto dimenticata. L’Italia è uno dei maggiori esportatori di armi, anche verso Paesi poveri, ma non ci chiediamo come mai da quegli stessi Paesi provengano poi i migranti che respingiamo. Questo regno degli uomini è dominato dunque dalla paura e contrassegnato dalla competizione, dal rifiuto del diverso, visto come nemico. Per agire contro questa tendenza dobbiamo fare appello alla nostra volontà di invertire la rotta.

Luca è poi passato a raccontare la sua esperienza come co-fondatore di “Mediterranea Saving Humans”, organizzazione che mette in mare navi per salvare i migranti dal naufragio. Ne ha parlato come di un’impresa folle, consapevole di non poter risolvere il problema della migrazione, ma animata dal principio che prima è necessario “salvare” e poi “discutere”. Poiché si calcola che mediamente 4000 migranti l’anno annegano nel Mediterraneo, è doveroso andare innanzitutto incontro all’emergenza, non si può aspettare. Del resto, se il Medioriente è in fiamme, se viene bombardato il Libano, se in tanti Paesi aumentano povertà, disagi sociali e quant’altro, tutto questo creerà maggiore migrazione e con essa, nel nostro Paese, maggiore clandestinità e marginalità sociale. Oggi si stima che circa 100 mila persone all’anno arrivano in Italia. Gestirle con un’accoglienza umana non sarebbe un problema, a fronte delle enormi spese messe in atto per cercare di respingere questi migranti, e costituirebbe anzi un esempio positivo per costruire “un altro regno”, diverso da quello degli uomini che, ultimamente, ha praticamente ignorato i circa mille migranti scomparsi nel Mediterraneo durante il ciclone Harry del gennaio scorso.

In questa spinta ad andare incontro all’altro occorrono “forme di vita nuove”, in cui prevalga una condivisione effettiva con gli altri (acqua, cibo, vestiti, beni essenziali), nell’ottica di un mondo di fratelli. Si tratta di un cammino verso una linea di orizzonte che si vede, anche se non si raggiunge. Verso questa direzione è necessario dispiegare tutte le forze che abbiamo a disposizione, perché “sperare vuol dire agire”. In questo sforzo è molto importante anche la dimensione spirituale e nel suo racconto Luca ha alluso velatamente a una sua “conversione”. Ha raccontato con commozione i suoi ripetuti incontri con papa Francesco che, a sorpresa, l’aveva anche chiamato come “invitato speciale” al Sinodo dei Vescovi nell’ottobre 2023.

E’ brevemente intervenuto anche Federico Zuolo, professore associato di Filosofia Politica presso l’Università di Genova, che ha sottolineato come il dovere del soccorso renda ampiamente legittima la disobbedienza a leggi ingiuste o anche disumane.

Non è infine mancato un dibattito con un emozionato e attento pubblico che ha mostrato di aver molto apprezzato le testimonianze dei relatori.

Enzo Pezzino, Punto pace di Catania