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Pace è vincere la globalizzazione dell’impotenza

Ricordando che il mese di marzo è il mese della rete mondiale della preghiera del papa per il disarmo e la pace (pubblicata il 6 marzo 2026) e che ogni settimana Leone XIV interviene sulla guerra scatenata in Medio Oriente, in Iran e in Libano, inviamo l’intervento (2 marzo 2026) di Leone alla Loyola University di Chicago a sostegno dell’iniziativa internazionale “Building Bridges”, espressione che evoca la nostra campagna “Ponti e non muri” (s.p.)

Invio cordiali saluti a tutti coloro che partecipano all’Incontro Internazionale per la Pace e la Riconciliazione che si svolge presso la Loyola University di Chicago. Sono lieto che stiate proseguendo il lavoro dell’iniziativa ” Building Bridges”, iniziata nel 2022 con Papa Francesco , riunendo studenti universitari, studiosi e leader che promuovono la pace in tutto il mondo. In un tempo sempre più segnato dalle ferite della guerra e della violenza, i vostri sforzi sono estremamente necessari.  A questo proposito, ci sono diversi principi da tenere a mente mentre portate avanti questa nobile iniziativa. 

Una pace mai imposta con violenza e inganno

In primo luogo, la vera pace non è semplicemente l’assenza di conflitto, ma piuttosto è un dono di Dio. Questa pace non è come quella che il mondo ci offre (cfr Gv 14,27), che purtroppo viene spesso imposta con violenza e inganno. Gesù ci dice, come disse ai suoi apostoli, di non turbarci e di non avere paura (cfr ibid.), perché Egli è con noi tutti i giorni, fino alla fine del mondo (cfr Mt 28,20). I cristiani sono chiamati oggi a essere collaboratori di pace con Cristo, che anche ai nostri giorni desidera condividere questo dono con l’umanità. Il Signore cammina con noi mentre lavoriamo per promuovere l’armonia nelle nostre famiglie, nelle nostre comunità locali, nei nostri rispettivi Paesi e in tutto il mondo.   

Istituzioni internazionali e collaborazione interdisciplinare

In secondo luogo, se vogliamo promuovere la concordia a livello globale, è necessario ricercare l’impegno e la dedizione della comunità internazionale per il bene comune, che trascende confini, tradizioni religiose e culture. Ciò richiede altresì una sistematica collaborazione interdisciplinare, che riunisca istituzioni, organizzazioni, scienziati e leader in vari campi per raggiungere questo obiettivo. I vostri sforzi in questo incontro sono un esempio concreto di come ciò sia possibile e, mi auguro, porteranno grandi frutti.  

Cultura della riconciliazione per cambiare il corso della storia

In terzo luogo, la vera armonia è radicata nella riconciliazione che Dio ci ha portato attraverso il suo unico Figlio, Gesù Cristo, con la sua morte e risurrezione. La pace è un cammino costante di riconciliazione con Dio, con noi stessi, con gli altri e con il creato (cfr 28 ottobre 2025). In questo spirito, siamo chiamati a promuovere una cultura della riconciliazione capace di superare la globalizzazione dell’impotenza, che ci tenta a credere che un’era libera dai conflitti sia irraggiungibile (cfr ibid.). Inoltre, dobbiamo ricordare che la preghiera è anche una potente forza di riconciliazione. Quando persone di diverse tradizioni religiose si uniscono in preghiera, ciò ha il potere di cambiare il corso della storia…