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A Catania, incontro a 5 anni dall’entrata in vigore del Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari (TPAN)

Dietro la sollecitazione di Pax Christi Italia, anche a Catania è stata ricordata la ricorrenza dei cinque anni dall’entrata in vigore del Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari (TPAN).

Con la collaborazione della Comunità parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo, il Punto pace di Catania ha infatti organizzato il 19 febbraio scorso l’incontro “Italia ripensaci!”, titolo che richiama l’omonima campagna che invita il Governo Italiano a firmare il Trattato.

Il rischio della guerra nucleare è una problematica drammaticamente attuale per l’intero pianeta. Se ne parla poco, come anche poco circola l’informazione sul TPAN e sul progetto che ci sta dietro.

Ne hanno parlato Anna Mastropasqua, consigliere nazionale di Pax Christi, ed Enzo Pezzino. Dopo aver ricordato le devastanti caratteristiche delle armi nucleari, i due relatori hanno ripercorso la storia dell’ICAN, la Campagna Internazionale per l’Abolizione delle Armi Nucleari che, iniziata nel 2007, dopo un lungo lavorìo sviluppato da associazioni, medici, scienziati, leader religiosi di ogni provenienza, portò a proporre il Trattato all’Assemblea delle Nazioni Unite. Questa lo approvò il 7 luglio 2017 con 122 voti favorevoli. Non furono firmatari i Paesi produttori di bombe atomiche e quelli appartenenti alla NATO (quindi neanche l’Italia). Il successo dell’ICAN all’ONU ebbe il prestigioso riconoscimento dell’assegnazione del Premio Nobel per la Pace per lo stesso anno 2017. Il Trattato entrò però in vigore dopo l’effettiva ratifica del cinquantesimo stato aderente, cioè il 21 gennaio 2021 (quindi cinque anni fa), purtroppo senza che ne siano vincolati gli stati non firmatari.

Ciononostante, come è stato ribadito nel corso dei due interventi, il Trattato ha comunque una portata storica, perché segna un percorso, ormai tracciato e irreversibile, verso l’abolizione delle armi nucleari. A sostegno di questo obiettivo, anche se a lungo termine, viene svolto un tenace lavoro, da parte dei Paesi aderenti, che comprende periodiche Conferenze su questo tema, volte a convincere un sempre maggior numero di stati firmatari e a respingere con fermezza la dottrina della “deterrenza nucleare”, fondata sull’esistenza stessa del rischio nucleare. Questo percorso verso l’abolizione delle armi atomiche certamente richiede informazione e sensibilizzazione a tutti i livelli: enti locali, partiti politici, società civile, appartenenze religiose, scuole. La storia ci insegna che questi processi alla fine vanno avanti, cambiano le mentalità e giungono a compimento. E questa è la nostra speranza. Cosa può esserci di più ragionevole dell’abolizione delle armi nucleari?

Alle presentazioni dei due relatori è seguito un dibattito con un pubblico attento e interessato, da cui sono emerse alcune riflessioni: l’amara constatazione che stiamo attraversando un momento storico in cui sembra prevalere la “legge del più forte”, con il fiorire di nazionalismi che calpestano le regole democratiche e il diritto internazionale; la deriva bellicista mondiale con una corsa senza fine al riarmo; paradossalmente, non è più la guerra che esige una enorme produzione di armi, ma, al contrario, è l’eccesso della produzione di armi che necessariamente crea le guerre; è stato anche positivamente osservato che, grazie alla sollecitazione del Punto pace di Catania, nel 2021 il Comune di Catania ha approvato una mozione di sostegno al TPAN, basata sul rilievo che nello Statuto del Comune è contenuta l’affermazione che Catania è un Comune “denuclearizzato”.

Punto pace Pax Christi di Catania