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La denuncia dei cardinali

(grazie a don Tonio Dell’Olio, oggi, 20 gennaio 2026 su ” Mosaico di pace”- La denuncia dei cardinali)

Ci sarebbe da dire: “Povero Trump! Non può dormire sonni tranquilli. Ora ci si mettono anche i cardinali!”.

Infatti è di ieri la diffusione di una dichiarazione congiunta dei cardinali arcivescovi Robert McElroy (Washington), Blase Cupich (Chicago) e Joseph Tobin (Newark) dal titolo significativo: Tracciare una visione morale della politica estera americana.

I vescovi denunciano: “ la guerra è tornata di moda”. Significa che torna ad essere pienamente legittimata e accolta come soluzione plausibile dei conflitti o strumento per garantire interessi e potere.

I vescovi denunciano che è stata smarrita la “ bussola etica”. “La debolezza del multilateralismo è motivo di particolare preoccupazione” e viene sostituita dall’uso della forza, minacciata e applicata da parte del più forte.

E per ultimo i tre presuli ricordano “ la necessità di aiuti internazionali per salvaguardare gli elementi più centrali della dignità umana, che sono sotto attacco a causa della tendenza delle nazioni ricche a ridurre o eliminare i loro contributi ai programmi di assistenza umanitaria all’estero”. 

Abbiamo ragione di credere che la risposta di Trump non si farà attendere e avrà le consuete modalità sprezzanti e arroganti che forse hanno raggiunto il punto più basso nella lettera al presidente della Norvegia, ma questo non proibirà a nessuno di esprimere la contrarietà e lavorare affinché la conquista del diritto internazionale sia rispettata.

Il TESTO completo della dichiarazione:

Tracciare una visione morale della politica estera americana
Nel 2026, gli Stati Uniti sono entrati nel dibattito più profondo e scottante sul fondamento morale delle azioni americane nel mondo dalla fine della Guerra Fredda. Gli eventi in Venezuela, Ucraina e Groenlandia hanno sollevato interrogativi fondamentali sull’uso della forza militare e sul significato della pace. I diritti sovrani delle nazioni all’autodeterminazione appaiono fin troppo fragili in un mondo di conflitti sempre più gravi. Il bilanciamento tra l’interesse nazionale e il bene comune viene inquadrato in termini nettamente polarizzati. Il ruolo morale del nostro Paese nell’affrontare il male in tutto il mondo, nel sostenere il diritto alla vita e alla dignità umana e nel sostenere la libertà religiosa sono tutti sotto esame. E la costruzione di una pace giusta e sostenibile, così cruciale per il benessere dell’umanità ora e in futuro, viene ridotta a categorie partigiane che incoraggiano la polarizzazione e politiche distruttive. Per tutte queste ragioni, il contributo di Papa Leone XIII nel delineare un fondamento veramente morale per le relazioni internazionali al corpo diplomatico vaticano questo mese ci ha fornito una bussola etica duratura per definire il percorso della politica estera americana nei prossimi anni. Ha affermato:
Ai nostri tempi, la debolezza del multilateralismo è motivo di particolare preoccupazione a livello internazionale. Una diplomazia che promuove il dialogo e cerca il consenso tra tutte le parti sta venendo sostituita da una diplomazia basata sulla forza, sia da parte di singoli individui che di gruppi di alleati. La guerra è tornata di moda e si sta diffondendo un entusiasmo per la guerra. Il principio stabilito dopo la Seconda Guerra Mondiale, che proibiva alle nazioni di usare la forza per violare i confini altrui, è stato completamente minato. La pace non è più ricercata

come dono e bene desiderabile in sé, o nel perseguimento di “l’instaurazione dell’universo ordinato voluto da Dio con una forma più perfetta di giustizia tra gli uomini e le donne”. La pace è invece ricercata attraverso le armi come condizione per affermare il proprio dominio. Papa Leone ribadisce inoltre l’insegnamento cattolico secondo cui “la tutela del diritto alla vita costituisce il fondamento indispensabile di ogni altro diritto umano” e che l’aborto e l’eutanasia sono lesivi di tale diritto. Sottolinea la necessità di aiuti internazionali per salvaguardare gli elementi più centrali della dignità umana, che sono sotto attacco a causa della tendenza delle nazioni ricche a ridurre o eliminare i loro contributi ai programmi di assistenza umanitaria all’estero. Infine, il Santo Padre sottolinea le crescenti violazioni della libertà di coscienza e religiosa in nome di una purezza ideologica o religiosa che schiaccia la libertà stessa.
Come pastori e cittadini, abbracciamo questa visione per l’istituzione di una politica estera autenticamente morale per la nostra nazione. Cerchiamo di costruire una pace veramente giusta e duratura, quella pace che Gesù ha proclamato nel Vangelo. Rinunciamo alla guerra come strumento per ristretti interessi nazionali e proclamiamo che l’azione militare deve essere vista solo come ultima risorsa in situazioni estreme, non come un normale strumento di politica nazionale. Cerchiamo una politica estera che rispetti e promuova il diritto alla vita umana, alla libertà religiosa e al miglioramento delle condizioni di vita.

Per approfondire: Usa. tre cardinali contro la politica estera di Trump: “Assalto catastrofico alla pace” – AgenSIR