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47ma Giornata ONU – Palestina: il diritto di agire. La bussola del Diritto per la giustizia e la pace

La 47° Giornata Onu di solidarietà con il popolo palestinese si è svolta  a Padova sabato 29 novembre 2025 per iniziativa della  Campagna Ponti e non Muri di Pax Christi che ha trovato piena e prestigiosa collaborazione con il  Centro Ateneo per i diritti Umani, ricevendo anche il patrocinio di Amnesty International Italia e l’adesione della rete Uniti per la Pace Padova.

Circa 200 convegnisti hanno potuto ascoltare ed apprendere considerazioni sul diritto internazionale ed umanitario costantemente violato ed infranto a danno del popolo palestinese e della loro terra. In particolare essendo stata adottata in data 17 novembre dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU, la risoluzione n. 2803 relativa alla sospensione delle pratiche genocidarie in atto  a Gaza ed alle  prospettive di uscita dalla gravissima crisi umanitaria che ne deriva, gli esperti presenti  al tavolo come il prof. Marco Mascia e la professoressa Alessandra Annoni hanno contestato la legittimità di tale atto che sostiene la creazione di una forza internazionale di stabilizzazione e un possibile “percorso verso l’autodeterminazione e la sovranità palestinese” se determinati obiettivi saranno raggiunti.

La risoluzione, approvata con 13 voti favorevoli e 0 contrari, con l’astensione di Cina e Russia, assegnerà a Donald Trump il controllo supremo di Gaza e vedrà il suo “consiglio di pace” supervisionare truppe multinazionali di mantenimento della pace, un comitato di tecnocrati palestinesi e una forza di polizia locale, per un periodo di due anni è di diritto e di fatto una capitolazione dell’ONU di fronte all’imposizione unilaterale di Donald Trump di un’ intesa che non ha visto alcuna interlocuzione con rappresentanti del popolo palestinese, mentre la stesura del testo manifesta l’attiva e determinante azione della parte israeliana.

Non è chiaro chi altro farà parte del “consiglio per la pace”, ma Trump ha dichiarato sui social media che sarà “presieduto da me e includerà i leader più potenti e rispettati del mondo”.

La risoluzione afferma che le truppe di stabilizzazione contribuiranno a proteggere le aree di confine insieme a una forza di polizia palestinese addestrata e selezionata e che si coordinerà con altri paesi per garantire il flusso di aiuti umanitari a Gaza. La risoluzione autorizza la forza di stabilizzazione a “utilizzare tutte le misure necessarie per adempiere al suo mandato”.

La risoluzione afferma che le forze israeliane si ritireranno da Gaza “sulla base di standard, traguardi e tempi legati alla smilitarizzazione” che saranno concordati dalla forza di stabilizzazione, dalle forze israeliane, dagli Stati Uniti e dai garanti del cessate il fuoco.

La risoluzione, utilizzando un linguaggio vago e non impegnativo, afferma inoltre che, se l’Autorità Nazionale Palestinese si riformasse “fedelmente” e la ricostruzione di Gaza procedesse, “potrebbero esserci le condizioni per un percorso credibile verso l’autodeterminazione e la sovranità palestinese”.

Questa prepotente esibizione di forza contro ogni diritto c’impegna a lavorare con metodo e costanza come attivisti  per essere capaci di usare , la bussola del Diritto verso giustizia e pace.

 Il tempo di agire è adesso di fronte all’immane scempio di umanità che è in corso a Gaza, mentre in Cisgiordania prosegue con brutali aggressioni la pulizia etnica che Israele si propone di compiere a danno del popolo palestinese fin dalla fondazione dello stato che si definisce ”ebraico”, ma che è in realtà un progetto coloniale d’insediamento ispirato dal pensiero politico sionista. Il suo sviluppo che si svolge sotto gli occhi del mondo avviene con azioni che violano il diritto internazionale.

Questo modo di procedere nella più completa impunità sta vanificando i principi di giustizia ed uguaglianza fra gli uomini, di cui offende la dignità ed i diritti, affermati nella Carta fondativa delle Nazioni Unite. Dobbiamo agire e reagire perché i crimini in atto stanno dissolvendo quel prezioso patrimonio essenziale ad una convivenza pacifica ed alla cura del Creato. Per questo occorre saperne di più e sapere come fare per contrastare questa sciagura. Sappiamo che niente resterà senza conseguenze e che la complicità di governi e l’inerzia delle istituzioni comporteranno responsabilità da cui non usciremo indenni.

Per questo ci siamo  dati  appuntamento a Padova guidati da esperti e da testimoni ed abbiamo discusso  insieme come proseguire dopo la Giornata in corso d’anno  con azioni efficaci e coordinate.

Nel pomeriggio i convegnisti sono stati impegnati in lavori di gruppo coordinati da esperti  su temi di specifico impegno come:

  •  Diventare divulgatori/informatori sulla questione palestinese (Riccardo Michelucci)
  • Partecipare a progetti in Italia e in Palestina (Giorgio Brunello)
  •  Educare e sperimentare la nonviolenza attiva in Israele /Palestina ed in Italia, (Federico – op. Colomba)
  • Costruire una Campagna di solidarietà con il popolo palestinese e di boicottaggio d’Israele ( Raffaele Spiga)
  • Fare didattica della questione israelo-palestinese (Ruggero Da Ros)