Una pioggia a volte battente, a volte leggera, non ha fermato la 58a Marcia nazionale per la Pace che quest’anno è stata realizzata a Catania. La marcia, che ogni anno dal 1968 si svolge il 31 dicembre e che tradizionalmente è promossa da Pax Christi, ha ormai riunito numerose altre associazioni, con la sponsorizzazione della CEI: Azione Cattolica, Acli, Agesci, Caritas, Focolari, Libera.
Il momento iniziale del raduno si è svolto nella chiesa di San Biagio, con gli applauditissimi canti del complesso musicale “Ro’ La Formichina”. Dopo i saluti istituzionali del Sindaco e del Prefetto, hanno introdotto la marcia l’arcivescovo di Catania mons. Luigi Renna e il presidente di Pax Christi Italia mons. Giovanni Ricchiuti, spiegandone il titolo “La pace sia con tutti voi: verso una pace disarmata e disarmante”, che riecheggia le parole di papa Leone XIV. E’ stato poi trasmesso un video-messaggio del cardinale Pizzaballa da Gerusalemme. Il Patriarca ha esposto la gravissima situazione che si vive a Gaza e in tutta la Palestina e, non nascondendo gli immensi problemi che pesano su tutta la popolazione, ha tuttavia espresso parole di dialogo, sottolineando l’importanza della presenza della chiesa in mezzo al dolore, senza perdere la speranza di una risoluzione dei conflitti.
Centinaia di persone si sono quindi incamminate, sempre sotto la pioggia, verso la chiesa del Crocifisso della Buona Morte, dove la marcia è stata accolta dalla locale comunità parrocchiale e dalla cooperativa “Trame di Quartiere”. Le testimonianze di questa tappa hanno raccontato le significative esperienze di accoglienza e di riqualificazione del vecchio quartiere San Berillo a rischio, in cui sono presenti immigrati, prostitute e un gruppo di persone LGTBq+ credenti. Tali attività di inclusione sociale sono anche appoggiate da diverse altre associazioni di solidarietà, tra cui il centro Astalli, che operano nelle vicinanze.
La successiva tappa si è svolta davanti alla moschea della “Misericordia”, dove l’imam Abdelhafit Kheit ha espresso la collaborazione alla pace e al dialogo interreligioso da parte del mondo islamico, sottolineando come la diversità sia un’occasione di arricchimento e di amicizia e non di contrasto. Il giovane Michael Militello di “Living Peace International” ha poi raccontato la sua esperienza internazionale di educazione alla pace.
Nella tappa al porto, Antonio Mazzeo, noto giornalista d’inchiesta e insegnante, ha ricordato le vicende di immigrati e la Global Sumud Flotilla che hanno coinvolto il porto di Catania con la solidarietà di centinaia di catanesi. Non ha mancato di raccontare come in diversi altri porti italiani si siano svolte manifestazioni denominate “fari di pace”, per protestare contro il traffico marittimo di armi destinate ai focolai di guerra. Ha così ribadito il concetto che i porti debbano essere “aperti alle persone e chiusi alle armi”.
Le testimonianze finali, a proposito di una educazione disarmante, si sono svolte nella chiesa monastica di San Benedetto, ultima tappa della marcia. Anna Mastropasqua, consigliere nazionale di Pax Christi, ha ricordato la figura di padre Pino Puglisi, prete scomodo, sempre fedele al Vangelo, che con coraggio ha creato a Palermo il centro di educazione “Padrenostro” per sottrarre i giovani del quartiere Brancaccio al rischio delle lusinghe mafiose. Per tale attività è caduto vittima della criminalità organizzata palermitana nel 1993. Sebastiano Pennisi, insegnante che da giovane ha collaborato con Danilo Dolci, ha illustrato il pensiero e l’azione di questo singolare educatore, che, migrato dal territorio triestino a quello palermitano, negli anni ’50-’90 del secolo scorso si è dedicato al riscatto sociale di contadini, pescatori e disoccupati con metodologie del tutto nuove. E’ stato un intellettuale unico nel suo genere, che non è rimasto seduto al tavolino, ma ha operato concretamente per la promozione della società civile.
La marcia si è conclusa come di consueto con una solenne celebrazione eucaristica nella stessa chiesa di San Benedetto, presieduta dall’arcivescovo catanese. Le offerte raccolte, simbolicamente corrispondenti al costo del cenone a cui i partecipanti hanno rinunciato, saranno inviate al cardinale Pizzaballa e destinate ad aiuti alla popolazione di Gaza.
Nonostante il freddo, la pioggia e il momento internazionale assai difficile, la marcia, animata da tanti giovani scout, ha mantenuto quanto mai viva la speranza in una umanità di pace, nonviolenza, giustizia e cura del creato.
Esemplare è apparsa tutta l’organizzazione dell’evento messa in moto dall’arcivescovo, coadiuvato dal punto pace di Catania. Mons. Renna ha infine offerto un gioioso e sostanzioso momento conviviale di fine anno nella vicina chiesa di Sant’Agata La Vetere.
Vincenzo Pezzino e Laura Sciacca
Punto pace di Catania



