Giuliana Mastropasqua
La Lettera Apostolica“Disegnare nuove mappe di speranza” di Papa Leone XIV, pubblicata il 28 ottobre 2025, è stata scritta in occasione del 60° anniversario della Dichiarazione Conciliare Gravissimum educationis.
La Lettera, nel sottolineare l’attualità della Gravissimum educationis, ribadisce la centralità e l’urgenza della dimensione educativa nell’azione di evangelizzazione della Chiesa, oltre che l’importanza delle comunità educative che “si lasciano guidare dalla parola di Cristo, non si ritirano; non alzano muri, ma costruiscono ponti”.
La Chiesa, nel suo impegno educativo, ha una lunga e ricca storia di uomini e donne che hanno indicato strade pedagogiche da percorrere nell’insegnamento, nella formazione e nell’accompagnamento dei giovani, soprattutto quelli in difficoltà: dai Padri del deserto a Sant’Agostino, da San Giovanni Battista de La Salle a Maria Montessori a tanti altri, perché, come ricorda Papa Leone nella Dilexi te: “l’educazione dei poveri, per la fede cristiana, non è un favore, ma un dovere”.
Si tratta di una pedagogia incarnata nella storia, ancora oggi attuale e viva, che orienta le istituzioni scolastiche e formative cristiane ad essere comunità educanti, dove tutti – docenti, studenti, famiglie e operatori laici e religiosi, società civile – lavorano coralmente per generare vita e relazioni, per costruire umanità e bene comune, tenendo sempre fermo lo stretto rapporto tra fede e ragione, che ci aiuta ad essere dentro la storia e a interrogarci sulle domande che il tempo ci pone davanti.
In tale prospettiva, le scuole e le università cattoliche sono chiamate ad essere luoghi in cui “le domande non devono essere tacitate e il dubbio non è mai bandito ma accompagnato”; infatti “educare è un atto di speranza e una passione che si rinnova perché manifesta la promessa che vediamo nel futuro dell’umanità”.
La famiglia anzitutto, chiamata ad essere parte di questo processo educativo, è la prima scuola di umanità, che insieme alle agenzie educative si pone al servizio del bene comune, attraverso un approccio educativo, capace di costruire dignità e giustizia.
Questo l’approccio antropologico, che ci propone San John Henry Newman, quello di un umanesimo integrale come fondamento della pedagogica cattolica, che rifiuta logiche legate al mercantilismo e all’utilitarismo. Una pedagogia che metta al centro la persona, la sua dignità, la contemplazione del creato, occasione per aprire alla spiritualità e al rapporto con Dio, attraverso il dialogo e l’interazione con il creato, occasione per scoprire e vivere la responsabilità ecologica “con la mente, le mani, il cuore”.
Tutti siamo chiamati a vivere questa dimensione educativa: le parrocchie, le scuole, le università, affinché tutti concorrano al bene della collettività, attraverso un costruttivo e aperto dialogo con la società civile e con la politica.
Questa l’eredità di Papa Francesco espressa nel Patto Educativo Globale, un patto che ci invita alla corresponsabilità della casa comune, ad essere tutti una comunità educativa e partecipativa, pronta ad accogliere tutti e pronta a costruire una vera e piena umanità e ad essere, come ci dice Papa Leone XIV, comunità disarmate e disarmanti.



