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Coordinamento Sud – Bisceglie

Da un articolo di Rosa Siciliano, con il contributo del Coordinatore Sud

L’8 e 9 novembre scorsi Bisceglie ha ospitato il Coordinamento Sud di Pax Christi Italia. Accolti con premura e cordialità nel Seminario minore diocesano dal locale Punto Pace, che ha materialmente organizzato l’incontro, alcuni rappresentanti dei Punti Pace delle regioni meridionali d’Italia si sono confrontati sul ruolo di Pax Christi oggi, nella Chiesa e nella società, e hanno condiviso possibili percorsi di pace e di nonviolenza. Di fronte alla guerra globale a pezzi, al genocidio a Gaza che ha visto mobilitarsi 2 milioni di persone, alle povertà in aumento e a un’Europa che inerte resta a guardare i nuovi squilibri mondiali, quale è il nostro ruolo? Quale la nostra presenza, il nostro contributo nei diversi contesti che quotidianamente attraversiamo?

Il saluto e il messaggio del Presidente Nazionale di Pax Christi, mons. Giovanni Ricchiuti, di ritorno dal congresso di Pax Christi Internazionale tenutosi a Firenze, ha dato inizio ai lavori. I partecipanti, dopo una breve introduzione al tema principale da parte del Coordinatore Sud (Livio Gaio) e del Coordinatore Nazionale del Movimento (Antonio De Lellis), si sono ampiamente confrontati condividendo il proprio vissuto come aderenti di Pax Christi e le proprie esperienze territoriali. Un dialogo sincero ed aperto aiutato dal fatto di essere lì in presenza, in cerchio una/o accanto all’altra/o che ha fatto sperimentare l’importanza dell’ascolto reciproco. E’ stato sottolineato che è necessario stare nei conflitti nel dialogo e nella verità, portando sempre il messaggio della nonviolenza per essere lievito lì dove siamo, anche nei movimenti e nelle reti di cui facciamo parte. Sono stati fatti propri i contenuti del n. 24 del Documento di Sintesi del Sinodo dei Vescovi e la parte del Discorso di Papa Leone XIV ai Vescovi italiani dove parla della pace: due riferimenti importanti per la riflessione e per la definizione della azioni conseguenti. Inoltre, si e sottolineato il fatto che essere “artigiani di pace” non dev’essere solo un parlare teorico, ma anche proposta di obiettivi concreti che possano farsi impegno per chi ascolta. All’incontro erano presenti anche alcuni consiglieri nazionali (Stefano Angelone, Anna Mastropasqua, Giuseppe Campisi, Sergio Ruggeri). La serata del sabato si è conclusa con una buona pizza e una passeggiata nel centro storico di Bisceglie.

La domenica mattina hanno offerto la propria testimonianza (da operatori di pace e compagni di strada di Pax Christi), Francesco De Palo, da giovane obiettore di coscienza con Tonino Bello vescovo, e Maria Turtur, che ci ha ricordato, tracciandone un profilo commovente, suo marito Guglielmo Minervini, anche lui obiettore di coscienza, impegnati nella difesa dei diritti umani il primo e nell’impegno politico il secondo. Tutto, sempre, all’insegna della nonviolenza.

Il fulcro delle due testimonianze si può sintetizzare nella “speranza a caro prezzo”, nella capacità di vedere il mondo con gli occhi delle fragilità e di “allungare sempre lo sguardo, oltre l’attualità”, per coglierne l’orizzonte. Attraversando la complessità della Storia con studio e spiritualità, con rigore e tenerezza, per imparare a guardare il mondo con gli occhi dei poveri. E – avrebbe detto Guglielmo prendendo in prestito la frase di un campesinos – “che la sera ci colga lottando”. Due testimonianze, soprattutto quella di Francesco, che hanno commosso e hanno dato molti spunti per continuare la riflessione.

Affrontando il tema della formazione interna, i presenti scelgono oggi più che mai la nonviolenza, unica strada percorribile per il futuro dell’umanità, unica via di uscita dal vicolo cieco del riarmo bellico e culturale del tempo odierno. La nonviolenza evangelica, che parte da Gesù e diventa esempio. In particolare si decide di seguire il piccolo testo di Pax Christi International “La non violenza di Gesù. Operare la pace secondo i vangeli”, oggetto del prossimo incontro di febbraio 2026. Tornare all’essenzialità del Vangelo, per fondare la nostra conversione, prima ancora della prassi, ed essere fermento nelle comunità. Perché si possa alzare il volo, sognare un mondo diverso e un metodo di convivenza e di lavoro comune fondato sull’ascolto attivo e sulla capacità di sognare insieme.

Il Coordinamento Sud accoglie l’invito che “ogni comunità diventi una casa della pace, dove si impara a disinnescare l’ostilità attraverso il dialogo, dove si pratica la giustizia, e si custodisce il perdono”(papa Leone XIV), “impegnandosi nella formazione e nel promuovere percorsi di educazione alla pace e alla nonviolenza, iniziative per il disinvestimento dagli istituti di credito coinvolti nella produzione e nel commercio di armi, per il bando al possesso e all’utilizzo di arsenali nucleari e per l’obiezione di coscienza professionale di chi rifiuta di mettere le proprie competenze al servizio della produzione e del commercio di armi”(n.24 Documento di Sintesi Sinodo). Ha, infine, espresso preoccupazione per le proposte di riforme in atto che rischiano di sgretolare le radici e gli orientamenti della nostra Costituzione.

Noi ci siamo e, auspicando un cambiamento di direzione di questo nostro mondo verso una pace “disarmata e disarmante”, accogliamo questi incontri come felice occasione per “rivedere l’ordine delle cose”.