Mariella Tapella volontaria di PX in El Salvador, rivisto da Lucia De Sanctis e Pio Castagna
Il grande teologo Karl Rahner scrisse: “il tesoro del passato è la libertà del presente”, infatti la nostra memoria ben vissuta costituisce la nostra speranza ben fondata”.
Solo chi spera con fondatezza e chi vive sostenuto da una forte memoria ha i presupposti per costruire un mondo nuovo. Tant’è vero che se non ci si pone la domanda “da dove veniamo” non ci può essere chiaro “dove andiamo”.
Infatti per costruire El Salvador, ossia un mondo diverso da quello attuale fatto di ingiustizie e di oppressioni, lo si deve sognare. A tal proposito bisogna essere artefici di immaginazione, di sviluppare la fantasía e sperare nell’utopia. I poveri o meglio gli impoveriti di El Salvador e del mondo, sognano di realizzare una nuova umanità che è il presupposto della realizzazione del Regno di Dio già da qui. Questa nuova umanità si colora del sapore della giustizia, della solidarietà, dell’empatia, della fraternità-sororità, dell’amore e della pace.
“Mala tempora currunt”: in questo momento difficile infestato da guerre, genocidio, violenze indotte a livello mondiale, di manipolazione della realtà, di religiosità individualista e così via, quali proposte credibili fare per umanizzarci ed umanizzare?
Come realizzare una pastorale incarnata nella vita di ciascun Salvadoregno? Come ridare speranza in un Paese in cui la dittatura stilla odio con la dialettica amico-nemico, elimina tutti i diritti fondamentali, satanizza, criminalizza gli oppositori e provoca violenza? Come continuare a costruire “il paradiso” nella vita quotidiana nella quale dobbiamo aver cura della Creazione e non appoggiare la costruzione della torre di Babele? Come cristiani dobbiamo continuare a seminare il “granellino di senape” (Mt. 17,20),indipendentemente dalla realtà política governativa che si vive, anche se può essere pericoloso.
Il popolo escluso, considerato folla, possiede una saggezza che viene non dai libri, ma dal” sapore” della vita. Saggezza che tutti abbiamo, ma che non sempre riusciamo ad esplicitare a causa di diversi condizionamenti imposti da questo sistema-mondo.

Come Equipe di Servizio alle Comunità di Base e come missionaria, abbiamo sempre accompagnato il processo di liberazione imparato da San Romero, unendo la vita con la Bibbia attraverso anche cammini di coscientizzazione, a partire dalla pedagogía di Paulo Freire e con la metodologia del vedere, giudicare, agire per celebrare, al fine di consentire alle persone delle comunità, di passare da una coscienza ingenua ed intransitiva ad una coscienza transitiva e critica, da una coscienza mitica alla coscienza storica e da questa ad una prassi trasformatríce, unendo così fede e politica. Ovviamente questo crea come sempre, conflitti con i poteri politici, economici e religiosi.
Gli incontri che facciamo nelle comunità sono caraterizzati dall’ unire la vita con la Bibbia, con il risultato di migliorare le relazioni tra le persone ed aiutare a prendere coscienza, per continuare ad impegnarsi a cambiare questa realtà di morte in realtà di vita piena.
Di solito iniziamo l’incontro con un canto mistico – politico che evoca memoria. Dalla nostra esperienza il cantare assume il significato della convocazione. Ciò serve a creare un ambiente di convivialità, di accoglienza, di fiducia tra le persone. Cosí diventa più facile che tutti i presentí possano dare il loro apporto nel parlare senza paura, esprimersi sui fatti successi a loro personalmente, nella comunità, nel Paese e nel mondo.
Tale momento di condivisione permette anche di raccogliere amarezze e sofferenze, ma soprattutto speranze.
In questo modo il personale diviene collettivo, permettendo di tessere, con fili di diversi colori, il sogno che un altro El Salvador ed un altro mondo é possibile, con il pensiero e la riflessione comunitaria, per decídere quali azioni nonviolente assumere, per denunciare l’anti regno presente. Ciò perchè siamo chiamati e chiamate a fare il passaggio da”persone-brocche” ad essere persone che possano dare da bere ad altri. Così assieme sarà possibile non lasciarsi rubare la speranza (E. G. 86).
Naturalmente bisogna considerare che non solo non é facile, ma é anche pericoloso la coscientizzazione nella situazione di dittatura che si vive; ma per noi è l’unico cammino, per mantenere viva la fiamma di ciò che diceva il teologo Rahner.
Dall’esperienza che sto facendo con loro, tali momenti sono molto attesi ed apprezzati, perchè in tal modo si sentono accolte, perché rispettate nella loro dignità, così rompendo il cerchio dell’isolamento imposto dalla dittatura con il regime di eccezione che viene rinnovato, mese dopo mese, da quel marzo del 2022 imposto per la prima volta.
Tutte le persone presentí cercano di dare il loro apporto, in quanto hanno recepito che Dio parla anche negli avvenimenti della storia personale, comunitaria, mondiale e non solo nella Bibbia, lasciandoci illuminare dalla Parola.
Questo ci permette di crescere umanamente in una fede matura, assumendo ogni giorno impegni per trasformare la realtà anti-regno caratterizzato da ingiustizia e disumanità.
A questo momento di condivisione della vita, partecipano anche le bambine e bambini con i quali faccio un cammino di catechesi “alternativa”, affinchè possano ascoltare, riflettere, in modo che anche loro possano dare un apporto su ciò che succede e questo é importante per tutti, soprattutto in un regime dittatoriale che, manipolando digitalmente la realtá, vuole annullare la storia passata.
Le persone adulte ed i bambini che partecipano, sebbene in un contesto di militarizzazione, poco alla volta stanno perdendo la paura, aumentando di numero e consolidando le relazioni.
Questo ascolto improntato sulla condivisione della vita con la Bibbia permette:
- una conoscenza maggiore e piú chiara delle cause delle ingiustizie vissuti nei diversi ambiti
- una lettura del testo bíblico che permette la riflessione sul significato che hanno tali letture nella realtà attuale ossia storicizzarli
- un impegno concreto che permette di tessere la trasformazione della situazione di oppressione e di schiavitù, imposte da un sistema economico che uccide e da un sistema ideologico che manipola le coscienze
- di avere più allegría nel dare che nel ricevere (Atti apostóli 20,35).
Cosí continuiamo sognando, seminando, speranzando, resistendo ed amando, perchè vogliamo perseverare nell´ essere Popolo, ma anche Popolo di Dio in cammino, perchè ogni giorno nel mondo la bellezza rinasca, risorga e si trasformi attraverso le tempeste della storia.
Questa é la forza della resurrezione ed ogni evangelizzazione é uno strumento di questo dinamismo (E. G. 276). Questo é un augurio per tutte e tutti.



