Nella Bolla di indizione del Giubileo 2025, datata maggio 2024, papa Francesco richiamava un’espressione di Paolo nella Lettera ai Romani: “Spes non confundit”, la speranza non delude, perché fondata sulla certezza dell’amore di Dio, da cui niente potrà separarci.
Cosa vuol dire allora sperare, in un mondo così tormentato?
Il 29 novembre prossimo pregheremo per la Palestina, in coincidenza della Giornata internazionale di solidarietà con il popolo palestinese che si celebra a Padova. Ma quali possono essere i motivi di speranza per i Palestinesi con i disastri ancora in corso che tutti conosciamo? Dalla data della cosiddetta “tregua” sono stati uccisi centinaia di Palestinesi, nella Striscia di Gaza gli aiuti arrivano con difficoltà, manca tutto e la vita si riduce a una sopravvivenza fino al giorno successivo. In Cisgiordania, poi, già martoriata da mille ingiustizie e vessazioni, la violenza dei coloni si è moltiplicata, con uccisioni e devastazioni che somigliano sempre più ad una pulizia etnica, nell’assordante silenzio del mondo e nella più totale impunità dei responsabili.
In questo contesto impossibile, come trovare la speranza per il popolo palestinese?
La nostra fede ci invita comunque a sperare e nella veglia di preghiera del 29 novembre cercheremo di individuare motivi di speranza per il popolo palestinese.
Punto pace Pax Christi di Catania



