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Residenza per studenti della St. Xavier’s Boys College. Progetto sostenuto dall’8×1000 della Chiesa cattolica.

Rosa Siciliano

Ci sono diritti che sono inscritti nell’ordine delle cose, basilari e fondativi di una comunità umana. Quelli dei bambini e dei ragazzi, ad esempio. Quelli legati all’istruzione e alla riduzione delle disuguaglianze che restituiscono la possibilità di un futuro migliore e dignitoso per tutte e tutti. Sono diritti che non hanno patria, perché dovrebbero poter giungere, con un battito d’ali, in ogni luogo del mondo. Mentre corriamo vertiginosamente verso il baratro di un nuovo conflitto globale, con l’orrore del genocidio in corso a Gaza, ricordiamo che il diritto internazionale, la Carta delle Nazioni Unite, afferma “la fede nei diritti fondamentali dell’uomo, nella dignità e nel valore della persona umana, nella eguaglianza dei diritti degli uomini e delle donne e delle Nazioni grandi e piccole” (Preambolo della Carta delle Nazioni Unite) e che la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia (1989) garantisce a ogni bambino “il diritto di crescere sano e in condizioni di sicurezza, di sfruttare il suo potenziale, di essere ascoltato e preso sul serio”.

Nel silenzio dei media, ci sono persone che provano a restituire diritti e dignità, istruzione e parola, ai bambini nati nelle periferie del mondo. Perché “la parola è la chiave fatata che apre ogni porta”, ci diceva don Milani.

A Mannar, nel nord dello Sri Lanka, ad esempio, i volontari dell’Ordine dei Fratelli delle Scuole Cristiane de La Salle, congregazione religiosa fondata nel 1680 da San Giovanni Battista de La Salle, stanno portando avanti un progetto per ridurre le disuguaglianze nell’istruzione, garantendo condizioni più eque per ragazzi provenienti da zone remote o svantaggiate. Il progetto, finanziato dall’8xmille della Chiesa cattolica, ha previsto la realizzazione di un nuovo ostello scolastico (una residenza) e alcuni servizi correlati e necessari. Siamo nelle periferie di Mannar, molti studenti vivono in villaggi distanti dalle scuole e sono costretti a percorrere lunghe distanze, ogni giorno, per poter andare a scuola. Distanze e difficoltà proibitive per taluni.

Il progetto ha coperto la costruzione di un ostello con 80 posti letto, dove gli studenti possono vivere, mangiare, studiare e pregare insieme. Vi lavora uno staff di circa cento docenti, più un gruppo di volontari internazionali legati alle comunità de La Salle, impegnati non solo nell’insegnamento ma anche in attività extracurriculari e progetti correlati.

Tra gli obiettivi del percorso intrapreso vi è il monitoraggio della frequenza scolastica, il rilancio di un corso di empowerment giovanile frequentato da 40 studenti, volto non solo alla formazione accademica ma anche allo sviluppo personale e sociale.

Grazie all’uso dell’ostello, molti studenti provenienti da aree rurali remote hanno finalmente un accesso continuo all’istruzione. Un’attenzione particolare è dedicata all’inclusione linguistica: un corso in inglese aiuta a superare alcuni limiti discriminatori che derivano dall’essere madrelingua tamil, permettendo un’integrazione più ampia e maggiori opportunità lavorative e sociali. L’istruzione, la convivenza di persone di provenienza religiosa e culturale diversa e i programmi di empowerment favoriscono armonia interreligiosa e comprensione reciproca e riducono il tasso di povertà in una regione già fortemente provata.

Il progetto ha ricevuto fondidell’8xmille, destinati integralmente alla costruzione dell’ostello e della casa del personale e al funzionamento dei programmi educativi.

Un ponte di giustizia, speranza e pace attraverso l’educazione.