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Punto Pace di Prato – Spezziamo l’arco della guerra: i sentieri stretti della pace

Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” Mahatma Gandhi

Luca Roti, Coordinatore Punto Pace di Prato

Dietrich Bonhoeffer, don Primo Mazzolari, don Lorenzo Milani, Alexander Langer:  Pax Christi Punto Pace di Prato offre un itinerario di quattro incontri sul tema della pace, del conflitto e della sua risoluzione nonviolenta riscoprendo e attualizzando quattro grandi personaggi che nel XX secolo, con il loro insegnamento e la testimonianza di vita, hanno particolarmente caratterizzato la riflessione sui temi della guerra e della pace.

Che cosa hanno di comune e di diverso  questi quattro maestri e testimoni  del secolo scorso: don Primo Mazzolari (1890-1959), don Lorenzo Milani (1923-1967) e Dietrich Bonhoeffer (1906-1945) Alexander Langer (1946-1995) ?

 Con quale particolarità hanno seguito l’esigente stile evangelico della nonviolenza? Che eredità ci hanno lasciato?
Tutti e quattro hanno avuto in comune la nettezza, la radicalità e l’intransigenza (naturalmente: in senso positivo, cioè non moralistico) della loro testimonianza cristiana.

 Il coraggio di sostenere le proprie idee in opposizione al Nazismo fino al martirio (è il caso di Bonhoeffer);  testimone instancabile nei tempi della guerra, come la tragedia dei Balcani (è il caso di Langer),  il contrasto coraggioso e deciso con il potere politico (vedi don Mazzolari e il fascismo) o addirittura con la propria istituzione di appartenenza (don Milani e la Curia fiorentina).
Tutti quanti inoltre hanno scelto la non-violenza, il rifiuto della guerra come strumento di risoluzione dei conflitti, reali o presunti. Tutti e quattro scelgono un pacifismo non buonista ma realista: dentro il conflitto e i conflitti della storia umana per soluzioni nonviolente.

Il primo appuntamento sarà domenica 19 ottobre, alle 16,00, presso i locali della Parrocchia Regina Pacis a Santa Lucia e sarà sul libro TU NON UCCIDERE”  di don Primo Mazzolari 1890-1958), testimone e maestro di pace, presbitero, grande capacità oratoria, scrittore e partigiano.

Relatore sarà don Bruno Bignami, il maggior conoscitore del sacerdote mantovano, postulatore della sua causa di beatificazione, direttore dell’ufficio nazionale della CEI per i problemi sociali e del lavoro, docente di morale presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma.

Parroco a Bozzolo (MN) durante l’occupazione tedesca del Nord Italia, dopo l’8 settembre 1943 prese contatto con la Resistenza e aiutò molti ebrei, sbandati dell’esercito, perseguitati politici a nascondersi ed espatriare in Svizzera. Fu un importante referente per tutta la popolazione contro i soprusi e la violenza nazifascista. Arrestato nel 1944 dal Comando tedesco a Mantova, fu rilasciato grazie all’intervento della Curia e si diede alla clandestinità fino alla liberazione dell’Italia nel 1945.Nel dopoguerra fu un coerente sostenitore del dialogo e dell’apertura verso altre componenti della società, laiche e moderate. Per questo fu osteggiato all’interno dell’apparato ecclesiastico, fino alla piena riabilitazione, poco prima della morte, del Cardinale Montini e di Papa Giovanni XXIII.

Fra i suoi numerosi scritti, l’opuscolo TU NON UCCIDERE” rappresenta la più alta e profetica riflessione spirituale e politica del secondo dopoguerra. Con  estrema concretezza don Primo Mazzolari rifletteva sulla pace settant’anni fa. L’opuscolo Tu non uccidere, infatti, veniva pubblicato anonimo nel 1955, ma era già pronto il 15 agosto 1952.

Dopo aver vissuto le due guerre mondiali del Novecento, il parroco di Bozzolo ha condiviso con i giovani del suo tempo pagine di meditazione sull’inutilità della guerra. L’attualità di quel libro, alla luce dei fatti di questi giorni, appare luminosa, persino profetica. Molti i temi meritano una attualizzazione.

Il primo è l’assurdità della corsa agli armamenti. È follia allo stato puro. Ci si mette nelle condizioni di fare la guerra pensando di evitarla. «E nel frattempo, – scriveva – sempre nuovi ordigni e sempre più micidiali vengono inventati, esperimentati e conservati per la giusta guerra di domani».

Preparare la guerra significa allestire le basi per farla: «Se vuoi la pace prepara la pace; se vuoi la guerra prepara la guerra». Non è facile resistere alla tentazione di volere imporre la pace con le armi. 

Il successivo appuntamento è programmato per venerdì 28 novembre ore 21,15 nel Chiostro di san Domenico, e avrà al centro dell’incontro don Lorenzo Milani, un altro profeta di pace , sul tema dell’obiezione di coscienza alle armi, nel 60^ anniversario della Lettera ai cappellani militari in congedel della Toscana e la Lettera ai Giudici.

Relatori saranno Mario Lancisi, profondo conoscitore dell’opera di don Milani, e don Enzo Pacini, Direttore della Caritas di Prato