Mail YouTube

Salvador – Sognando un cielo nuovo ed una terra nuova (Ap. 21, 1)

Mariella Tapella con la collaborazione di Pio Castagna e Lucia de Sanctis

È tardi, però è la nostra ora. È tardi, però è tutto il tempo che abbiamo per fare il futuro

È tardi, però siamo noi quest’ora. È tardi, però albeggia se insistiamo un poco

Don Pedro Casaldàliga

Viviamo tempi difficili di cambiamento di epoca e non di epoca di cambiamento! 

La frase del Vescovo Pedro Casaldàliga, ci invita a scoprire le cause che, con urgenza e senza procrastinare, dobbiamo analizzarle per comprendere ciò che stiamo vivendo.

La situazione complicata e difficile che si vive, fa pensare che sul piano ambientale e sul disarmo sia troppo tardi. Però, allo stesso tempo, l’urgenza di realizzare cambiamenti profondi, per salvare la vita del nostro pianeta e di noi stessi, ci fa dire che è la nostra ora. 

E’ il momento in cui questa generazione deve responsabilizzarsi, divenendo soggetto storico.

Possiamo ancora cambiare, avere speranza e non lasciarsi vincere dal pessimismo che il più delle volte ci immobilizza e non ci fa essere soggetti di cambiamento.  

Viviamo un cambiamento di epoca che i nostri nonni non hanno vissuto mentre avevano conosciuto l’epoca del cambiamento.

L’ultima volta che c’è stato un cambiamento di epoca in occidente risale a 500 anni fa: dall’età medievale all’età moderna. Quest’ultima è fallita, perché travolta dal capitalismo sempre più selvaggio, depredatore, crudele. Cosa che determina accumulazione di potere, ricchezza, prestigio in poche mani, inventa guerre di ogni tipo, commerciali, militari, genocidi e usa la fame come arma di guerra. La conseguenza di tutto ciò consiste nella distruzione di vite umane e dell’ambiente. 

Questo cambiamento provoca molteplici problemi, dubbi ed incertezze.  

Sono momenti molto difficili perché creano difficoltà alla comprensione della realtà, in quanto si devono cambiare i paradigmi di riferimento. Si tratta infatti di cambiare il nostro modo di pensare. E’ una grande sfida che pochi si arrischiano affrontare.

La realtà viene con urgenza, diceva San Romero. Infatti la velocità degli avvenimenti ha evidenziato che non si tratta di risolvere un problema, perché ciò che sta collassando è un sistema economico capitalista che ha dimenticato le domande principali necessarie per la sopravvivenza dell’umanità.   

Il capitalismo, sempre più vorace e distruttivo, è come una forza “centripeta”, che si rigenera e che oggi, rincorre il mondo come un fantasma. Il neo fascismo che ideologicamente è rappresentato dall’estrema destra in America Latina, negli USA, in Europa e così via. Infatti stiamo assistendo ad una avanzata di organizzazioni e partiti di estrema destra che hanno come obiettivo la difesa ad oltranza dei postulati neoliberali, la distruzione della democrazia al suo interno, la negazione del cambiamento climatico, l’attacco alla teoria di genere, LGBTI, ai migranti, ai diritti umani e via discorrendo.

Tali organizzazioni e partiti politici hanno una connessione molto stretta anche con le sette evangeliche ed anche con alcune frange del mondo cattolico, sino a conformare ciò che Nazaret Castro, giornalista spagnola, chiama “l’internazionale fascista”.  E’ preoccupante constatare che, mentre il Sud Globale cerca di scrollarsi di dosso il colonialismo, l’Europa colonizzatrice abbia perso i suoi valori fondanti e si è trasformata a sua volta in colonia degli USA. Per me tutto ciò costituisce una VERGOGNA!! 

Il fascismo – neofascismo che si pensava cancellato dalla storia è ritornato. Esso è tornato con modalità inenarrabili, di stampo criminale e disumano: vedi il sionismo in Palestina e Medio Oriente con l’appoggio del Governo degli USA e la complicità dell’Europa con caratteristiche di un regime imperialista che non fa invidia ai precedenti regimi nazi-fascisti.

Non solo il neofascismo ritorna, ma anche un’altra specie che si pensava estinta, riappare.

In El Salvador, dopo gli Accordi di pace del 1992, si pensava che l’autoritarismo che aveva segnato con sangue e fuoco il XX secolo, non ritornasse più. La riconquistata debole democrazia e la tutela dei diritti umani riconosciuti dalle istituzioni, sembravano costituire una diga contro il ritorno delle dittature; purtroppo non è stato così.

La tanto agognata riconciliazione avvenuta con gli accordi di pace succitati è come un eco lontano, perché è ritornato un nuovo “caudillo” ammantato di messianicità sia in America Latina che negli USA. I tratti di questa presunta messianicità sono caratterizzati da xenofobia, sciovinismo, aporofobia (paura e disprezzo dei poveri) razzismo, maschilismo e così via. Questa forma assoluta di potere promette di risolvere tutti i mali e disprezzando il passato istituzionale considerandolo corrotto ed inefficace.  

El Salvador ha sperimentato un capovolgimento brusco e inaspettato del modo di intendere e di attuare la politica che non è più volta al bene comune quanto alla personalizzazione del potere attraverso i social e i droni per il controllo della popolazione, soprattutto delle realtà che lottano per il bene comune. Bukele vuole annullare la memoria storica, cancellare l’immaginario collettivo ed appropriarsi del presente, eliminando tutto ciò che è un impedimento per i suoi piani. Anche Bukele incarna questa figura del XXI secolo “LO STATO SONO IO”

San Salvador, 08 agosto 2025