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Laboratorio del 3 agosto alla Casa per la Pace

La domenica 3 agosto presso la Casa per la pace si è tenuto un laboratorio attivo per circa una trentina tra ragazze e ragazzi preadolescenti che sono stati accompagnati da don Francesco Manetti, una vecchia conoscenza della Casa per la pace, provenienti da Soara (PD) al fine di poter conoscere alcune realtà impegnate per la pace della zona, come ad esempio quella della Comunità delle Piagge e Barbiana.

L’incontro è stato tenuto da Pio Castagna coadiuvato da Lucia De Sanctis.

Si è cominciato spiegando ai ragazzi/e cosa è Pax Christi e la storia di questo Movimento nato appunto dalle ceneri della seconda guerra mondiale e fondato in Francia nel 1945 grazie all’impegno di alcuni cristiani francesi e tedeschi con lo scopo di superare le divisioni causate dalla guerra. Questo fu un primo passo per cercare di “impegnarsi” per la pace e negli anni seguenti si formarono tante Pax Christi in tutto il mondo. Passando alla storia più attuale viene evidenziato come invece oggi con le tante guerre presenti in tutto il Mondo aumenti sempre di più il rischio per la sopravvivenza umana a causa dell’aumento di spese militari anche per le armi atomiche e dell’entrata nelle scuole e nelle università dei militari per fare pubblicità e reclutamento nell’ambito militare. Tutto questo ha un grande impatto anche nel cambiamento climatico che è già in atto per una serie di altre cause.

Fatta questa premessa si parte con una serie di giochi.

  1. “Sparsi in una aiuola”: ognuno va alla ricerca di un fiore, un frutto, un’erba, ecc che possa rappresentarlo e spiega il perché.
  2. “Palma-elefante”: disposti in circolo, un giocatore al centro indica un compagno e dice “elefante”, oppure “palma”. Il giocatore indicato si china e dondola le braccia, tenendo le mani incrociate per mimare la proboscide. I due giocatori che gli stanno al lato stendono le braccia un po’ curve sul “corpo” dell’elefante per simulare le orecchie. Le tre posizioni devono essere assunte simultaneamente. Per simulare la palma, il giocatore indicato, che fa da “tronco”, alza le braccia, a mani unite per dare il senso dell’altezza. I giocatori al suo fianco simulano le fronde alzando il braccio esterno rispetto al “tronco” e tenendo discosto il corpo. Se qualcuno sbaglia o esita troppo a lungo a prendere posizione, il giocatore al centro del terzetto passerà al centro del circolo e riavvierà il gioco. Lo scopo del gioco è quello di educarli alla cooperazione in un mondo pieno di competizione.
  3. “rafforzamento degli aspetti positivi” l’esercizio presuppone che i partecipanti si conoscano abbastanza bene. Si formano gruppi di quattro e ognuno su un foglio scrive il suo nome e “cosa trovo di positivo in me”. I foglietti sono fatti girare nel gruppetto, ognuno aggiunge i talenti che vede nell’altro. Scopo del gioco è quello ancora una volta di evidenziare che l’altro contribuisce al rafforzamento della propria personalità che queste vengano spese nelle relazioni pacifiche con gli altri.
  4. “Le sette parole” è un ottimo esercizio consensuale e se fatto bene mostra come si può raggiungere l’accordo senza rinunciare alle proprie idee, accettando però quelle degli altri quando le loro proposte e argomentazioni sono convincenti. La parola proposta da Pio è stata “Pace” e quindi all’inizio ognuno scrive su un foglietto 7 parole attinenti al tema prescelto. Poi ognuno si unisce, a caso, con un altro e si devono mettere d’accordo sulla scelta di 7 parole in tutto. Dopo i due si uniscono con altri due, poi i quattro con altri quattro e così via finché non si è raggiunto l’accordo generale sulle 7 parole da considerare le più importanti.