Antonio de Lellis, coordinatore nazionale
Il convegno di Catania del 30 e 31 dicembre 2025 avrà quest’anno come titolo le parole che più sono rimaste impresse nella mente alla nomina di Papa Leone XIV.
Tema del Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2026, è «La pace sia con tutti voi: verso una pace “disarmata e disarmante”»
Il tema del messaggio di Papa Leone XIV per la Giornata Mondiale della Pace 2026 invita l’umanità a rifiutare la logica della violenza e della guerra, per abbracciare una pace autentica, fondata sull’amore e sulla giustizia. Essa deve essere disarmata, cioè non fondata sulla paura, sulla minaccia o sugli armamenti; e disarmante, perché capace di sciogliere i conflitti, aprire i cuori e generare fiducia, empatia e speranza. Non basta invocare la pace, bisogna incarnarla in uno stile di vita che rifiuti ogni forma di violenza, visibile o strutturale. Il saluto del Cristo Risorto, «La pace sia con voi» (Cf. Gv 20,19), è un invito rivolto a tutti – credenti, non credenti, responsabili politici e cittadini – a edificare il Regno di Dio e a costruire insieme un futuro umano e pacifico.
Alla luce di queste scarne, ma indicative informazioni abbiamo, per la prima volta, organizzato il convegno di fine d’anno insieme ad altri movimenti ecclesiali, Acli, Agesci, Azione Cattolica, Movimento dei focolari, ad altri organismi pastorali, come Caritas Italiana e Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace e ad una realtà laica come Libera.
È una bella esperienza di sinodalità che ci fa comprendere come Pax Christi abbia segnato un percorso che oggi, grazie a tanti testimoni che ci hanno preceduto, è fatto proprio dalla Cei.
Pur lasciandoci il compito di coordinare il percorso e nel riconoscimento di un ruolo, di fratello maggiore nella pace, forse non auspicato da tutte e tutti all’interno di Pax Christi, posso annunciare che la sinodalità porterà frutti, facendoci uscire da anni di isolamento, senza rinunciare alla Parresia e alla Profezia.
Non siamo depositari del grande tema della pace e della nonviolenza, ma abbiamo avuto testimoni coraggiosi che tutte e tutti ci riconoscono.
Illumineranno il convegno le parole di don Tonino: “Passare dai segni del potere al potere dei segni”. In questo senso dobbiamo prendere atto che le diffusissime manifestazioni contro il genocidio, dalle flottiglie, agli scioperi nazionali, al riconoscimento dello stato di Palestina, alle sanzioni, ancora timide, contro Israele, attengono al potere dei segni che tutti auspichiamo superino i segni del potere.
Siamo entrati in una nuova fase: una tale diffusione del dissenso al genocidio non si è mai vista dal 7 ottobre. Probabilmente il potere ha tirato troppo la corda ed è saltato un tappo fatto di frustrazione e impotenza attorno alla Palestina e a Gaza.
Certo, leggeremo le solite condanne politiche e di solidarietà alle forze dell’ordine e al governo, e sicuramente tenteranno, in tutti i modi, di aumentare la repressione, ma chi governa e comanda deve farsi delle domande dopo le grandi giornate di insorgenza e le iniziative umanitarie.
Sulla gravità del piano di riarmo europeo è una voce chiara quella di mons. Matteo Zuppi, ma non so quanto sostenuta nei fatti. Il riarmo è un altro capitolo fondamentale che non può essere disgiunto dal Genocidio.
Mentre invece è sembrata una virata evidente quella di Papa Leone sulla Nato, sulle quali ricordo sempre le parole di don Luigi Bettazzi: Chi dice Nato, dice guerra!
Con questi auspici si cercherà di mettere sul tavolo i nodi fondamentali che attanagliano un mondo in guerra, che attende un ruolo chiaro e incisivo dei cristiani e della Chiesa italiana sui grandi capovolgimenti in corso.
Con lo spirito si servizio che dovrebbe contraddistinguerci, cercheremo di rispondere alla domanda: Sentinella a che punto è la notte?



