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Sotto il cielo di Gaza alla Casa per la Pace

Articolo nato dalle sensazioni colte in presenza dal coordinatore nazionale Antonio De Lellis

Nella serata di mercoledì 23 luglio ha avuto luogo alla Casa per la Pace di Pax Christi a Tavarnuzze (Firenze) un primo incontro pubblico che ha segnato la tanto attesa riapertura all’attività istituzionale della nostra struttura. Quello che è stato proposto è stato un evento molto partecipato e sentito durante il quale si è scelto, in questi giorni particolarmente drammatici per il popolo palestinese, di presentato il libro “Sotto il cielo di Gaza” dei nostri Betta Tusset e don Nandino Capovilla, alla presenza, come moderatrice, della giovane Martina Valente della Campagna Ponti non muri di Pax Christi, Campagna che ormai quasi 21 anni fa ha visto la luce proprio tra le mura antiche della nostra Casa, quando coordinatore nazionale era don Tonio Dell’Olio.

Oltre 50 persone, tra cui alcuni giovani, si sono quindi date appuntamento per un aperitivo all’aperto che ha preceduto la presentazione del libro. Un momento conviviale che ha consentito ad aderenti storici di Pax Christi di far conoscenza con amici nuovi, tra i quali sono state anche raccolte alcune disponibilità a cominciare a fare qualcosa insieme che sia proporre attività, partecipare a vari gruppi di lavoro, dare una mano per il giardino e contribuire a fare viva e bella quella dimora che don Tonino Bello sognava essere “un punto logistico di aggregazione ideale che tutti aiuti a far si che la pace diventi inquilina stabile della terra”.

Presenti alla serata tra gli amici fiorentini vi erano anche Stefania Collesei, presidente della commissione pace del Comune di Firenze e Marzio Mori presidente della Caritas di Firenze con i quali si sono cominciati ad immaginare percorsi comuni sui sentieri della nonviolenza e della pace.

Per Pax Christi hanno partecipato alla serata il coordinatore nazionale Antonio De Lellis e il Presidente mons. Giovanni Ricchiuti fieri, entrambi, dei lavori di ristrutturazione appena terminati ed estremamente sensibili al tema del genocidio palestinese in corso, perché non si smetta di operare, denunciare, pregare. La presentazione del libro è durata circa due ore dense di contenuti e di commozione. Con grande attenzione il pubblico presente ha seguito le osservazioni proposte da Betta e Nandino ed ha apprezzato il taglio scelto per il testo presentato che cerca di radicare i diritti oltraggiati della Palestina nel diritto internazionale al quali tutti dovrebbero ritornare.

La Casa per la Pace è tornata per l’occasione ad essere, come da sua vocazione, la splendida cornice per iniziative culturali, educative, religiose, politiche e sociali; ad indossare il vestito delle feste per farsi luogo di impegno e di respiro e per accogliere quanti hanno bisogno di riparare le proprie tende di pellegrini di speranza, di costruttori di pace.

Per altro, il progetto con il quale la Casa per la Pace finalmente si appresta a breve a riprendere anche la propria attività di ospitalità vede la collaborazione di Pax Christi con la Cooperativa sociale ARCA ed intende rappresentare, proprio in continuità con la storia della Casa, un modello innovativo di gestione condivisa, in grado di promuovere un’accoglienza che non sia solo materiale, ma anche culturale e umana. Molti sono stati gli amici di Arca presenti alla serata – compresa la presidente Roberta Rizzi – serata che è stata un momento di ulteriore conoscenza reciproca, di scoperta finanche e di fattiva collaborazione che, nello specifico, si è concretizzata nella realizzazione da parte dei cuochi Francesca, Samuele e Valentina di un succulento menu per l’apericena, prezioso per rendere ancora più piacevole il nostro stare insieme.

Per questa prima ripartenza è doveroso infine ringraziare quanti si sono adoperati per far sì che questa serata, e moltissime altre a seguire, potesse e potranno avere luogo: intanto Pio Castagna, Lucia De Sanctis e Angela Paganelli presenti per dare una mano preziosa e concreta; poi il team della Casa per la Pace con Barbara Peruzzi presente e Gianna Badoni, Adriana Salafia e Giuliana La Spada presenti nei giorni che hanno preceduto la riapertura per dare comunque il loro aiuto; infine tutti i membri del Consiglio Nazionale che ha preceduto l’attuale,  guidato da Norberto Julini e dal presidente mons. Giovanni Ricchiuti e che, collettivamente, ha creduto con convinzione e tenacia in una rinascita possibile e finalmente visibile per tutti.