Il nascente punto pace di Viareggio
Si è svolto nella sede del costituendo gruppo di Viareggio il laboratorio di formazione alla nv con il suindicato titolo. Si è partiti dalla consapevolezza di sé e delle modalità con cui condurre le relazioni quotidiane, che si può avviare una comunicazione costruttiva, democratica, che non guardi ai limiti, ma coltivi le risorse di ogni persona, rispetti le diversità e allo stesso tempo garantisca coesione sociale, in modo che le persone possano agire insieme verso un obiettivo comune, anche in situazioni conflittuali. E’ quella che in sintesi Jerome Liss che è stato un neuropsichiatra statunitense convertito alla nonviolenza e docente all’Istituto di psicologia clinica dell’Università di La Jolla, fondatore della “Comunicazione ecologica”.
Quella, insomma, di cui abbiamo molto bisogno sempre e, a maggior ragione, nell’attuale contesto storico-sociale, nel quale Pax Christi continua diffusamente e con costanza a portare avanti il suo impegno per la pace.
Il laboratorio è stato condotto da Pio Castagna, coordinatore centro di PX, nonché formatore alla nonviolenza.
La modalità “laboratorio” ha favorito un apprendimento di principi e di prassi della relazione nonviolenta e costruttiva attraverso la sperimentazione “sul campo” con esercitazioni, giochi di ruolo e simulazioni.
E’ così che i partecipanti hanno potuto mettersi alla prova nel gestire le emozioni negative (rabbia, tristezza, vergogna, paura) che sono quelle che causano maggiori sofferenze e disagio per gestirle al punto che il soggetto ritrovi equilibrio sul piano di mente, corpo ed emozioni.
A completare l’intensità di questa parentesi di vissuto nella relazione con gli altri, è stata la condivisione della lettera del compianto Don Beppe Socci che, nel raccontare il suo mestiere di “seggiolaio” come metafora della vita, rende poesia all’intreccio delle vite di ciascuno di noi rappresentando allo stesso tempo la concretezza e il valore delle relazioni con gli altri che danno il senso profondo al vivere in questa terra.
La lettura degli stralci di questa riflessione è stata ben scandita, al fine di agevolare in ciascuno dei presenti un viaggio interiore, perché il pretesto era quello di favorire un rilassamento e ad un tempo una sosta alle tante sollecitazioni ricevute. Il senso di questi laboratori è sempre quello di perseguire il benessere, perché per essere artigiani di pace, prima di saper fare, bisogna essere pace. Infatti il sostare ha sempre una duplice valenza di “sostare” nell’accezione letterale del termine, ma anche di so-stare, come prendersi il tempo necessario per riavvolgere al meglio i fili della nostra vita, per rimanere sulla metafora della riflessione di cui sopra.
Con questi laboratori ormai svolti con cadenza periodica, il nascente gruppo locale di Pax Christi cerca di portare avanti e proporre alla propria comunità la diffusione di una cultura ed educazione alla nonviolenza. Iniziative che partono e si concludono inevitabilmente con un sincero riconoscimento e un’immensa gratitudine a chi conduce queste iniziative, perché ci fa sperimentare la peculiarità della funzione di PX in una Diocesi.



