Carla Bellani
Fatti destabilizzanti
Il Sud Sudan, la più giovane nazione del mondo resasi indipendente dal Sudan nel 2011, è precipitata nel 2013 in una guerra civile che ha causato circa 400mila morti e 4 milioni di sfollati.
Il Paese ha poi raggiunto una fragile pace nel 2018 tramite un accordo di condivisione del potere tra i due rivali: il presidente Salva Kiir e il suo vice Riek Machar. Ma lo scorso mese di marzo, nello Stato Upper Nile, i miliziani nuer dell’armata “White Army”strettamente legati a Machar, hanno attaccato alcuni presidi governativi scatenando la controffensiva da parte del presidente Kiir con ripetuti bombardamenti e l’arresto del vicepresidente Machar.
Tensioni politiche ed escalation
L’arresto di Machar ha aperto una crisi politica. La Missione Onu in Sud Sudan (UNMISS) ritiene che il Paese sia “sull’orlo di un conflitto diffuso”. Di fatto, negli ultimi mesi si sono intensificati gli scontri, negli stati di Upper Nile e Jonglei tra le forze armate di Kiir affiancate dall’esercito ugandese, e le forze legate a Machar (SPLM-IO). Nel frattempo, il presidente Kiir ha nominato come vicepresidente Benjamin Bol Bel (del partito SPLM al governo) lasciando Machar agli arresti con l’accusa di incitamento alla ribellione. Bor Mell è un leader del tutto discutibile: un uomo d’affari, già sanzionato dagli Stati Uniti per presunta corruzione.
Situazione umanitaria
L’intensificarsi dei conflittiaumenta il numero di morti, feriti, sfollati e affamati.
L’ultimo rapporto Hunger Hotspots, pubblicato dalla FAO e dal Programma alimentare mondiale (PAM) relativo al periodo giugno-ottobre 2025, prevede che nel paese oltre metà della popolazione, affronterà livelli acuti di malnutrizione; in particolare sono a rischio 2,1 milioni di bambini e 1,1 milioni di donne incinte e che allattano. Anche i rifugiati provenienti dal Sudan presentano tassi di malnutrizione molto elevati.
L’assistenza sanitaria è al collasso perchè vengono bombardati i presidi sanitari, come è accaduto all’ospedale “Old Fangak” di Medici senza Frontiere nello stato di Jonglei. Le epidemie sono diffuse, soprattutto il colera. La situazione è aggravata anche dal taglio dei fondi Usaid voluti del presidente Trump che hanno bloccato i programmi salvavita e le cure mediche.
Un Paese saccheggiato
ll Sud Sudan è ricco di terreni fertili, fiumi, giacimenti minerari e vaste terre coltivabili. Ma i conflitti interni hanno impedito di sfruttare le risorse naturali per il bene collettivo, e la gente fa la fame.
La crisi economica sta peggiorando. La principale fonte di reddito legata all’esportazione del petrolio si è indebolita perchè gli oleodotti che passano per il Sudan vengono bloccati dalla guerra in corso. Un rapporto della Civil Society Coalition on Natural Resources rileva che ogni anno escono dal Paese circa 40 tonnellate di oro: il ricco settore aurifero è segnato da traffici illeciti, dal controllo di gruppi armati e dell’elite governativa che, secondo gli analisti, è affetta da “cleptocrazia”.



