Nell’anno del Giubileo della speranza, oggi, venerdì 30 aprile 2025, papa Leone 14.mo ha ricevuto i rappresentanti di movimenti, associazioni e realtà che hanno dato vita un anno fa (17 e 18 maggio 2024) ad ” Arena di pace 2024″. tra queste, Mediterranea Human Saving, Libera, Rete Italiana Pace e Disarmo; le rappresentanze di Azione Cattolica, Acli, Movimento Nonviolento, Medici senza Frontiere, l’associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, Economy of Francesco, l’Anpi, l’Agesci, Cipax, Colibrì, Pax Christi, Fondazione Perugia Assisi, Il mondo di Irene, Beati i costruttori di pace, Movimento dei Focolari, Aipec, Amnesty, Comunità Cristiane di Base, Mamme NoPFas, Ultima Generazione. Sono intervenute anche ‘Assopace Palestina’ e ‘Un Ponte Per’, da sempre impegnate con una presenza costante nei territori palestinesi. C’era pure Olga Karach, attivista bielorussa esule in Lituania, che per il suo impegno in nome dell’obiezione di coscienza è minacciata di morte e, insieme, l’israeliano Maoz Inon_ al quale sono stati uccisi i genitori da Hamas- e il palestinese Aziz Sarah– al quale l’esercito israeliano ha ucciso il fratello; ora sono amici e partecipano attivamente al Parents Circle Family Forum (Forum delle famiglie del circolo dei genitori); essi furono protagonisti di quello storico e coraggioso abbraccio un anno fa a Verona, alla presenza di Papa Francesco.

Uno stralcio delle parole di papa Leone: “… c’è troppa violenza nel mondo, il “noi” deve tradursi a livello delle istituzioni... La nonviolenza come metodo e come stile deve contraddistinguere le nostre decisioni, le nostre relazioni, le nostre azioni… La pace autentica è quella che prende forma a partire dalla realtà (territori, comunità, istituzioni locali e così via) e in ascolto di essa. Proprio per questo ci rendiamo conto che questa pace è possibile quando le differenze e la conflittualità che comportano non vengono rimosse, ma riconosciute, assunte e attraversate... se vuoi la pace, prepara istituzioni di pace. Ci rendiamo sempre più conto che non si tratta solo di istituzioni politiche, nazionali o internazionali, ma è l’insieme delle istituzioni – educative, economiche, sociali – ad essere chiamato in causa. Nell’Enciclica Fratelli tutti ritorna molte volte il richiamo alla necessità della costruzione di un “noi”, che deve tradursi anche a livello istituzionale. Per questo vi incoraggio all’impegno e ad essere presenti: presenti dentro la pasta della storia come lievito di unità, di comunione, di fraternità. La fraternità ha bisogno di essere scoperta, amata, sperimentata, annunciata e testimoniata, nella fiduciosa speranza che essa è possibile grazie all’amore di Dio, «riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo» (Rm 5,5)”

Altre notizie ed il testo integrale del suo messaggio: Il Papa: c’è troppa violenza nel mondo, il “noi” deve tradursi a livello delle istituzioni – Vatican News

E un caro e grato ricordo di quel giorno con papa Francesco



