di Giuseppina Lupo (Referente Ed. Civica dell’I.C. “F. Minà Palumbo” Castelbuono-Palermo)
Un sasso lanciato nell’acqua immobile di uno stagno provoca una serie di piccole onde che si allargano a cerchi concentrici: al primo cerchio se ne aggiunge un altro più grande e poi ancora uno più grande e così via… fino a che le cose accadano, anche quelle che sembrano più lontane e inafferrabili, come dice Gianni Rodari. Si dà avvio cioè a una lunga serie di eventi, provocando reazioni e conseguenze a catena che altrimenti non si sarebbero avute.
Il sasso lanciato nello stagno è stata l’attività portata avanti da Pax Christi, nell’ambito della formazione alla pace, rivolta agli insegnanti, agli operatori pastorali e agli attivisti della Pace e della cooperazione internazionale. Da qui è seguita la volontà di alcuni insegnanti di portare avanti un progetto di Educazione alla pace coinvolgendo gli alunni dell’I.C. “F. Minà Palumbo” di Castelbuono e Isnello, paesi siciliani della provincia di Palermo.
Il progetto si è concluso con la partecipazione degli studenti a un convegno nazionale dal titolo “Il gran sole di Hiroshima: il ruolo degli enti locali e della scuola per la Pace e il disarmo” promosso dall’Istituto Comprensivo “F. Minà Palumbo” di Castelbuono e Isnello in collaborazione con Pax Christi Italia, Rete italiana Pace e Disarmo. Tale convegno si è svolto il 10 Novembre 2023, a Palermo presso il Palazzo dei Normanni, nella sala Mattarella, con il patrocinio dell’Assemblea Regionale siciliana.
Dal convegno è scaturita l’idea di estendere la campagna “Italia Ripensaci”, promossa da I Can, per la messa al bando delle armi nucleari, anche in Sicilia, in primis al Comune di Castelbuono (dove ha sede la scuola), che ha approvato la bozza di adesione al TPNW nella seduta del Consiglio Comunale del 25 marzo 2024, e successivamente anche all’Unione dei Comuni delle Madonie.
L’Unione dei Comuni “Madonie” è un organo sovracomunale nato il 18 marzo del 2017 che conta 26 comuni della Sicilia centro settentrionale (Petralia Soprana, Petralia Sottana, Blufi e Bompietro, Alimena, Aliminusa, Caccamo, Castelbuono, Castellana Sicula, Collesano, Gangi, Gratteri, Isnello, Montemaggiore Belsito, Pollina e San Mauro Castelverde, Alia, Caltavuturo, Geraci Siculo, Polizzi Generosa, Resuttano, Scillato, Sclafani Bagni, Valledolmo, Vallelunga Pratameno e Villalba).L’Unione dei Comuni Madonie prende parte alla politica nazionale SNAI (Strategia Nazionale Aree Interne), nata con l’intento di garantire la coesione territoriale. Il suo scopo principale è la promozione dell’intero territorio, che si trova per la maggior parte nel Parco delleMadonie, e la crescita delle comunità che la costituiscono, garantendo il rispetto delle singole specificità.
Nella seduta del Consiglio del 20 maggio del 2025 anche l’Unione dei Comuni aderisce con voto unanime di tutti i consiglieri di maggioranza e minoranza (delibera n. 3 del 20 Maggio 2025) alla campagna per il disarmo nucleare e la proibizione delle armi nucleari, accettando la proposta dell’I.C. “Francesco Minà Palumbo” di Castelbuono e Isnello. A presentare la mozione all’attenzione del Consiglio è stato il Presidente del Consiglio dell’Unione Andrea Prestianni, che ha spiegato l’iter che ha portato al Trattato e le motivazioni per cui bisognerebbe aderire.
Alcuni consiglieri intervenendo nella discussione hanno plaudito a questa iniziativa che viene dal basso, dai giovani, dalla scuola, dagli insegnanti che hanno il compito di formare le nuove generazioni.
Durante il dibattito è stato messo in evidenza che la logica perversa della deterrenza non ha impedito le attuali guerre. La deterrenza è rinuncia a costruire un sistema di strumenti e saperi capace di risolvere i conflitti in modo nonviolento prima che questi degenerino, inoltre la disponibilità di armi ne incoraggia l’uso e ne aumenta la produzione.
Altra questione emersa è il problema del riarmo, che vede protagonisti soprattutto i Paesi economicamente più forti dell’Europa, tra cui la Germania, e l’idea ormai sempre più diffusa che solo la corsa agli armamenti può salvare l’economia europea. In realtà il riarmo può solo alimentare la spirale della guerra e diventa pericolosissima in questo tempo in cui “folli Stranamore” sono tornati al potere ovunque e l’Europa è incapace di mettere in campo un’azione di pace con mezzi pacifici.
Inoltre si è accennato all’impatto dell’industria militare e del nucleare sull’ambiente. L’Unione dei Comuni, che è un organismo che rappresenta un vasto territorio, accogliendo la proposta del nostro Istituto, si è impegnato a diffondere l’iniziativa non solo nelle scuole ma anche tra i cittadini affinchè possano fare pressione sul Governo chiedendo con forza che cessi la corsa al riarmo e, soprattutto, vengano messe al bando le armi nucleari e si investa nella tutela e promozione dei diritti umani, nel dialogo, nella giustizia, nella risoluzione nonviolenta dei conflitti. Ci auguriamo, adesso, che anche i 26 comuni dell’Unione decidano di aderire al Trattato di proibizione delle armi nucleari, inserendo la mozione all’O.d.G nei prossimi Consigli e, che i consiglieri presenti se ne facciano portavoce.
Ritornando all’immagine evocativa del sasso nello stagno, se si vuole che le cose accadano non bisogna stare fermi ed attendere il movimento dell’acqua, ma mettersi in cammino e non importa quanti passi, il tipo di falcata e i metri percorsi, l’importante è non rimanere inerti, fino a che non si raggiunge l’obiettivo. E l’obiettivo è una politica nonviolenta per la Pace.



