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Papa Francesco e Papa Leone XIV: la Chiesa di fronte alla rivoluzione dell’Intelligenza Artificiale

Alessandro Marescotti, a.marescotti@peacelink.org

L’avvento dell’intelligenza artificiale (IA) rappresenta una delle sfide più profonde e radicali del nostro tempo, tanto da essere definita una “nuova questione sociale” dalla Chiesa cattolica. Due pontefici, Papa Francesco e Papa Leone XIV, hanno affrontato questo tema con una visione comune.

Intelligenza Artificiale: una nuova questione sociale

Entrambi hanno riconosciuto nell’IA un fenomeno capace di trasformare non solo la scienza e l’economia, ma anche le relazioni sociali, il lavoro e la visione stessa del mondo. Papa Francesco ha sottolineato che l’IA deve rimanere uno strumento nelle mani dell’uomo, e non diventare mai un potere autonomo o incontrollato, mettendo in guardia contro il rischio che pochi possano detenere un potere sproporzionato grazie alle nuove tecnologie.

Papa Leone XIV, raccogliendo questa eredità, ha definito l’IA una “nuova questione sociale” paragonabile, per impatto, alla rivoluzione industriale di fine Ottocento.

Papa Leone XIV: verso un nuovo umanesimo digitale

Papa Leone XIV ha una formazione matematica e non è da escludere che questo abbia giocato un ruolo rilevante nella scelta dei cardinali. Il fatto che sappia comprendere e padroneggiare anche gli algoritmi della complessità è importante. Perché viviamo in un mondo fatto di labirinti. Lo diceva già Calvino. Le questioni poste dall’IA popoleranno piano con cui si confronterà questo pontefice. Sarà interessante vedere come la sua cultura matematica si intreccerà con la sua cultura religiosa nel mettere a fuoco le questioni teoriche e pratiche dell’IA. Il suo messaggio toccherà la dignità del lavoro e della persona umana in un’epoca di automazione crescente non solo dei processi materiali (la fabbricazione delle cose) ma anche intellettuali (la costruzione delle frasi, delle immagini e dei processi della conoscenza). In questa era digitale potenziata dall’IA papa Leone XIV formerà, molto probabilmente, una cultura umanistica capace di orientare una migliore comprensione della scienza e del suo futuro.

Una “cultura del futuro”

E’ presto per capire come sarà plasmata questa “cultura del futuro”.

Leone XIV sottolinea la distinzione tra la “scelta” tecnica delle macchine e la “decisione” morale dell’uomo, ribadendo che solo l’essere umano, dotato di coscienza, può orientare la tecnologia verso il bene comune. La sua visione di un “nuovo umanesimo digitale” mira a evitare che la persona venga ridotta a semplice ingranaggio di un sistema tecnologico, promuovendo invece cooperazione, solidarietà e sostenibilità.

Entrambi i papi condividono la convinzione che l’IA debba essere orientata eticamente, al servizio della persona e della giustizia sociale. 

I due pontefici vedono nell’IA una grande opportunità per democratizzare il sapere. Tuttavia, mettono in guardia contro i rischi di nuove disuguaglianze, perdita di lavoro, delega e dipendenza eccessiva di decisioni agli algoritmi.

Entrambi ribadiscono che la pace e il bene comune devono guidare lo sviluppo dell’IA.

Una collaborazione fra visionari tecnologici e visionari etici

La rivoluzione dell’IA, secondo il magistero di Papa Francesco e Papa Leone XIV, è una chiamata alla responsabilità collettiva. Solo mettendo al centro la persona, la dignità e la solidarietà sarà possibile orientare il progresso tecnologico verso un futuro di pace, giustizia e autentico bene comune.

Con l’elezione di Papa Leone XIV si apre una nuova fase promettente per il dialogo fra etica, ragione e tecnologia. Questo pontificato ci invita a rafforzare la collaborazione tra visionari tecnologici e visionari etici, unendo competenze e valori per affrontare le complesse sfide del nostro tempo con intelligenza e umanesimo.

In particolare, sarà importante potenziare sinergie come quelle già avviate tra PeaceLink e Pax Christi, come nei corsi di intelligenza artificiale per la pace. Questo tipo di iniziative dimostra come scienza e nonviolenza possano camminare insieme, generando un potere digitale orientato al bene comune.

Il cammino davanti a noi richiede proprio questo: unire sguardi innovativi e profondamente umani per costruire un mondo più giusto, sostenibile e pacifico. La cultura di Papa Leone XIV può essere un’occasione preziosa per intensificare questo impegno condiviso.