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Ad Assisi si è svolto il Congresso di Pax Christi Italia

Il 5 e 6 aprile scorsi si è tenuto ad Assisi presso la Pro Civitate Christiana, il Congresso nazionale di Pax Christi Italia, movimento cattolico internazionale per la pace. “Sconfiggere il flagello della guerra” era il titolo e la traccia di riflessione proposta, ripresa in apertura dal presidente, mons. Giovanni Ricchiuti, come orizzonte di impegno, inderogabile e necessario nella drammaticità dei giorni che viviamo.

Mons. Ricchiuti ha espresso, pubblicamente e a nome dei circa 200 presenti e di tutto il movimento, solidarietà e vicinanza al vescovo Franco Moscone di Manfredonia, per le dure critiche ricevute a seguito del suo intervento pubblico di denuncia della follia della guerra e delle spese militari per l’Europa e del genocidio per il popolo palestinese e a Gaza.

Alla strada di nonviolenza ha fatto riferimento il vescovo di Assisi, mons. Domenico Sorrentino, che ha invitato il movimento a proseguire nella strada della nonviolenza attiva, come via possibile di prevenzione e di risoluzione dei conflitti.

Saluti, in apertura, da parte di Tonio Dell’Olio, presidente della Pro Civitate Christiana, e di alcuni rappresentati di associazioni come Movimento dei Focolari, Azione Cattolica, Agesci, Acli, Carlo Tombola, per The Weapon Watch, che condivide l’urgenza di “costruire politicamente un’economia e una convivenza umana disarmata”.

In collegamento video anche il presidente della CEI mons. Matteo Zuppi che ha invitato Pax Christi a continuare nel proprio impegno fondamentale di voce libera per la pace e il disarmo, nella Chiesa e fuori da essa.

Invitato in apertura dei lavori congressuali, Andrea De Domenico, capo dell’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari (OCHA) per i Territori palestinesi, espulso dal governo di Israele nello scorso anno e ora capo ufficio Ocha a Kiev, ha raccontato la sua esperienza e ha offerto la sua testimonianza viva e forte. Ora è tempo di impegno fermo per la nonviolenza, riecheggia nel Congresso e, attraversando i diversi deserti di questo tempo – invita il Presidente – il movimento è chiamato a vivere con responsabilità l’impegno per la pace disarmata e in difesa dei diritti umani.

Un congresso che si celebra nell’ottantesimo anniversario di Pax Christi Internazionale e dell’Organizzazione delle Nazioni Unite ricorda ai presenti il coordinatore nazionale Norberto Julini, nella sua relazione introduttiva, invitando alla nonviolenza: “Eccoci dunque chiamati a un impegno ancora più deciso come Pax Christi in Italia per convertirci e convertire a una ‘mentalità nonviolenta’, come ci esortava don Luigi Bettazzi

La relazione introduttiva ed il Bilancio sociale che l’ha accompagnata hanno indicato impegni e campagne in corso che il dibattito congressuale ha confermato.

I congressisti hanno condiviso un tempo di preghiera comunitaria consapevoli del ruolofondamentale della spiritualità della nonviolenza ed al Congresso è stato annunciato il riavvio del sito rinnovato di Dodici Raccolti, ideato da Massimo Ferè ed ora pronto a tornare attivo.

I presenti hanno discusso e approvato mozioni e raccomandazioni che orienteranno il prossimo quadriennio del movimento in modalità condivisa in rete con altre associazioni e con una rafforzata apertura alle relazioni internazionali con le sezioni di Pax Christi a difesa del Diritto e delle Istituzioni internazionali. Gli argomenti emersi dai lavori di gruppo e che sono diventati temi dei documenti approvati dall’assemblea sono stati la nonviolenza al cuore del progetto educativo di Pax Christi, come dimostra l’apertura a Roma dell’Istituto internazionale che la promuove fra giovani ed adulti per una conversione di mentalità; l’adozione e la diffusione di comportamenti coerenti come l’obiezione di coscienza sia al servizio militare, sia all’adempimento degli obblighi fiscali per la quota relativa alla spesa militare. Questioni ancora da definirsi sul piano legislativo così come l’istituzione di un Ministero della Pace e di un dipartimento per la difesa civile non armata e nonviolenta; questioni da agire in rete con altre associazioni di pacifici e nonviolenti. Auspicata una Camaldoli europea per la rifondazione di un’Europa dei popoli che ripudia la guerra. Confermato l’impegno ad un cammino sinodale in piena condivisione e solidarietà con papa Francesco. Auspicato un migliore rapporto di rappresentanza di genere negli organi del Movimento ed un Coordinamento che valorizzi i talenti di ciascuno per un lavoro collettivo e di responsabilità condivisa. Sono, infine, stati eletti i nuovi Consiglieri nazionali nelle persone di: Allegri Maria Emma, Angelone Stefano, Aquilanti Giuseppe, Campisi Giuseppe, De Lellis Antonio, Mastropasqua Anna, Quatrini Paolo, Ruggieri Sergio, Sacco Renato, Scaroni Mauro, Tofful Elisabetta. Sono stati eletti, altresì, i coordinatori interregionali del Nord, Mauro Scaroni, del  Centro, Pio Castagna, del  Sud, Livio Gaio.