Sergio Paronetto
Tre sentimenti mi stanno agitando in profondità.
Il primo commosso. Ri-cordo la sua stretta di mano e il suo timido ringraziamento per le mie parole all’Arena di pace e giustizia del 18 maggio 2024 come portavoce del tavolo disarmo: “Papa Francesco, vogliamo ringraziarti per il tuo coraggio, vogliamo dirti che siamo con te, che intendiamo accompagnarti, che si sentiamo corresponsabili di un cammino comune”.
Il secondo indignato. Mentre ascolto le lodi pronunciate con enfasi da parte di chi, elogiando il suo impegno “straordinario” per la pace, ha sempre preparato e prepara riarmo e guerra, mi vengono in mente le brucianti frasi bergogliane contro gli “imprenditori delle armi” e gli “affaristi della guerra” (13 settembre 2014), definiti non solo “ipocriti” (23 febbraio 2020) ma anche “maledetti e delinquenti ” (19 novembre 2015).
Il terzo fiducioso.
“Sorelle, fratelli, nello stupore della fede pasquale, portando nel cuore ogni attesa di pace e di liberazione, possiamo dire: con Te, o Signore, tutto è nuovo. Con Te, tutto ricomincia”.Queste le parole di Francesco a conclusione dell’omelia da lui preparata per il 20 aprile 2025, domenica di Pasqua. Dono per l’umanità tutta, testimone della resurrezione, Francesco ci ha testimoniato il coraggio della nonviolenza, sostanza dell’annuncio evangelico, forza spirituale e politica. Possiamo solo pregare e operare perché la sua parola si incarni nelle nostre azioni.
Grati a lui, a Tonino Bello e a Luigi Bettazzi, continuiamo a camminare decisi e lieti.



