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Assemblea Rete Italiana Pace e Disarmo – Verona 12-13 aprile 2025

Mauro Scaroni

All’inizio, e poi nel corso, dell’Assemblea ci sono stati alcuni saluti di convenuti: don Davide della diocesi di Verona, Giulio Marcon di Sbilanciamoci, Gianfranco Pagliarulo ANPI, Emiliano Manfredonia ACLI, Jacopo Buffolo del Comune di Verona, Walter Mazza ARCI.

Si è pensato di chiamare l’assemblea a riflettere su 3 tavoli, con un “ focus” particolare dedicato all’Europa:

  1. La nostra difesa europea nelle sue diverse declinazioni: pace, disarmo, diritti, giustizia, democrazia, sicurezza.
  2. Per un’Europa che investe nell’economia di pace disarmare industria bellica, investire nel lavoro sicuro , nella formazione, nella transizione ecologica, nella cooperazione, nella solidarietà.
  3. Europa protagonista e costruttrice di pace oltre i confini: Mediterraneo e Africa.

Gabriella Falcicchio, UniBA e attivista del Movimento Nonviolento, ha quindi aiutato l’avvio dei tre tavoli di lavoro fornendo le seguenti suggestioni:

  • Nonviolenza come azione.
  • Coerenza.
  • Occhio alla fretta: è vero che gli eventi incalzano però , come dice Alexander Langer “ il lavoro di nonviolenza è lento e gentile”. Altrimenti rischiamo di perderci.
  • Il linguaggio: Dobbiamo passare al setaccio: Come pensiamo? Come parliamo? Come agiamo?
  • Coralità (non solo pluralità)
  • Organizzazione e competenza. Servono solide fondamenta.
  • Avere una postura anti narcisistica (delle persone e delle associazioni).

I lavori dei gruppi:

          Gruppo 1

– Parole chiave difesa europea e sicurezza condivisa

– Riprendere la proposta del Ministero della pace con particolare riferimento alla difesa civile nonviolenta; dopo il referendum si dovrebbe iniziare la campagna per la raccolta delle firme anche online per poterne riavviare l’iter

– Centralità delle campagne (non troppe però)

– Centralità dell’opinione pubblica

          Gruppo 2 (ho partecipato a questo)

  • Siamo immersi in un clima di paura/ angoscia montato ad arte, fonte di individualismo passività
  • Serve fare fronte comune, nei territori e in rete:

          allargando ed allungando i ponti

          ampliando tematiche (disarmo, democrazie e diritti, ambiente, lavoro economia e   finanza, migrazioni)

  • incentivare il NOI
  • Coscientizzare/ coscientizzarci
  • Servizio Civile

          Per parte mia ho illustrato quanto contenuto del documento del CN alla Rete in preparazione all’assemblea (allegato (*) – pubblicato sul sito della Rete stessa) ovvero, per sommi capi:

coordinarsi meglio per essere efficaci;

condividere con altre realtà sensibili- Arena, Gruppi cattolici per il TPNW (erano presenti Carlo Cefaloni Mov. Focolari, Alessandra Cetro AGESCI  e Pierangelo Milesi ACLI), Greenpeace, …;

approfondire l’interlocuzione con i lielli europei delle associazioni e reti analoghe;

formazione e tesaurizzare le esperienze di servizio civile;

la pressione su parlamentari italiani ed ed europei.

          Gruppo 3:

  • Le 3 ferite del Mediterraneo: Gaza, Siria, Libia
  • Criminalizzazione delle ONG e della solidarietà
  • Incrociare i giovni e valorizzare il servizio civile.
  • Attenzione al tentativo di rimozione della proibizione delle mine antiuomo (paesi baltici, Polonia, Finlandia)
  • Piano Mattei neocolonialista, logica predatoria.

Dal punto di vista operativo, in grande sintesi, ecco le opzioni:

  1. costruire una credibile e sostenibile alternativa a “ Rearm Europe” per una vera difesa
  2. lavorare nei territori, ad ogni livello, “ mettendo a sistema” i diversi comitati, reti locali, coordinamenti (pilastri di RIPD)
  3. al riarmo opporre la cooperazione, contro il neo colonialismo.

LE CAMPAGNE IN ESSERE:

  •  Legge 185/90: al momento congelata ma serve tenere alta l’attenzione;
  • Campagna “ Ferma il riarmo” che ha collegato le 5 Reti italiane;
  • Campagna contro le armi esplosive in contesti abitati e diritto internazionale;
  • Campagna ICAN da rilanciare e potenziare soprattutto nei territori;

INOLTRE:

  • Armi e clima: da ricentrare e ” mettere a tema”;
  • Educazione alla pace. Rapporti con Università (RUNI-PACE). Contrasto, e proposte alternative/ costruttive, alla emergente militarizzazione delle scuole;
  • Difesa civile non armata e nonviolenta (che potrebbe “ aprire” a “ opzione fiscale”).
  • Sviluppare iniziative sui territori a forte insediamento industriale militare (Piemonte, Sardegna, alto Lazio, La Spezia). Positiva, in particolare con il Mov. Focolari ma non solo.
  • Coltivare l’alleanza tra le 5 Reti (RIPD, Sbilanciamoci, Europe for peace, Fondazione Assisi Pace giusta, Greenpeace).

Ancora, si è proposto di sottolineare la Campagna “ Banche armate” che ha comunque dato significativi risultati a proposito delle policy etiche degli istituto bancari. Certo non è sufficiente, però sono segnali positivi.

Una attenzione particolare poi- a sfondo di tutto- sarà da dedicarsi al recente Decreto sicurezza che- come peraltro recentemente sottolineato dalla sezione diritti umani dell’ONU (Italia: esperti Onu preoccupati per l’attuazione amministrativa di un problematico disegno di legge sulla sicurezza | OHCHR)- allarma in quanto si porrebbe ”… in contrasto con i suoi obblighi ai sensi del diritto internazionale dei diritti umani, tra cui la protezione dei diritti alla libertà di circolazione, alla privacy, a un processo equo e alla libertà, nonché la protezione dalla detenzione arbitraria..”.

Circa l’organizzazione e la vita delle Rete, è stato comunicato che, dal punto di vista economico, la rete riesce a sostenere positivamente le proprie attività attraverso i regolari contributi delle associazioni aderenti e dai fondi provenienti da Progetti e campagne internazionali.

Inoltre – come peraltro da noi suggerito con la nota inoltrata a RIPD in occasione dell’Assemblea- e pubblicata sul sito della Rete (alleg.(*))– è stato preso atto della necessità di potenziare e coltivare la relazione tra Esecutivo e Coordinamento. Si è quindi condiviso di individuare appositamente la figura di un referente dell’esecutivo per tenere direttamente i rapporti con il coordinamento.

Altrettanto si è convenuto di fare per rendere maggiormente efficaci le relazioni tra esecutivo e territori. Anche in questo caso, quindi, l’esecutivo nominerà un referente apposito.

Infine, si è convenuto di integrare l’attuale Esecutivo della Rete, attualmente composto da 8 elementi, rappresentanti di ACLI, ARCI, AOI, CGIL, Archivio Disarmo, Lega ambiente, Movimento Nonviolento, Un ponte per…, con un rappresentante di ANPI e uno di Libera.

Infine, infine mi piace riportare una frase di Gianfranco Pagliarulo (presid. ANPI):

“ Agire buone pratiche territoriali”

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allegato(*):

NOTA PAX CHRISTI ITALIA x Ass. RIPD 12-13.04.2025

A proposito della prossima Assemblea RIPD p.v., sentito il CN di Pax Christi, si condivide la constatazione della necessità di un ” cambio di passo” per rendere maggiormente  efficace il nostro operato.

A questo proposito si sottolinea quanto segue:

– Cercare, nel confronto con l’arcipelago del Movimento per la pace, di avere una piattaforma il più  possibile unitaria e condivisa per- appunto- ottenere maggiori e migliori risultati. In questo senso si potrebbero promuovere e favorire anche momenti di condivisione anche- ma non solo- con la rete delle associazioni cattoliche (ACLI e Pax Christi ne fanno peraltro parte). Anche la recente esperienza di Arena 2024- alla quale parecchie delle nostre associazioni hanno partecipato- crediamo offra validi spunti di condivisione.

– Potenziare le relazioni con reti estere, (soprattutto in ambito europeo) per rendere maggiormente efficace l’impegno del movimento, approfondendo (rendendoli ” strutturali”) i contatti con i movimenti per la pace dei diversi paesi in guerra (esperienza di Katrina- UKR, Olga-BR, Darya RUS; ma anche Parents circle, Donne PAL/ISR- “ Women Wage Peace” e “ Women of the sun” …) 

Anche, in particolare, predisponendo progetti di rilancio del protagonismo delle organizzazioni internazionali (ONU, UE,…) oggi consegnate alla NATO e pare annichilite dal complesso militar-industriale-finanziario.

– Sebbene importante (dal punto di vista… della visibilità, appunto) si potrebbe contenere il ricorso a manifestazioni e marce che rischiano di restare ” autoreferenziali” senza molto incidere sugli obiettivi prefissati;

– Esercitare, costantemente- e al limite dello stalking- la sollecitazione ed il controllo sui parlamentari, italiani ed europei, in materia di diritto internazionale, diritti umani, armi e finanza, ambiente…

Infine, vorremmo poi condividere una raccomandazione circa la necessità, a nostro avviso, di curare maggiore attenzione nelle comunicazioni/ condivisioni tra esecutivo RIPD e resto del Coordinamento favorendo quindi in maggior misura la circolarità e la reciprocità.

Ci si rende certo ben conto della difficoltà di riuscire a coinvolgere pienamente tutte le realtà che compongono la Rete. Resta, comunque e purtroppo, il fatto che spesso i momenti di confronto e di approfondimento siano spesso convocati repentinamente e ciò sta rendendo oggettivamente difficile la possibilità di parteciparvi- sebbene fino ad ora abbiamo tutti fatto i salti mortali per potervi parrecipare. Forse, ci si permette di suggerire, gioverebbe una maggiore attenzione nella gestione di decisioni e comunicazioni con tutti i componenti del Coordinamento consentendo una azione maggiormente partecipativa anche considerata la necessità di rendere maggiormente efficaci le iniziative attraverso una ottimizzazione dei tempi di divulgazione e realizzazione… Oltre al fatto che associazioni e movimenti facenti parte della Rete potrebbero essere in difficoltà qualora fossero informati/ interpellati, da stampa o altri, circa le scelte operate dall’ Esecutivo di RIPD.