Mauro Scaroni
All’inizio, e poi nel corso, dell’Assemblea ci sono stati alcuni saluti di convenuti: don Davide della diocesi di Verona, Giulio Marcon di Sbilanciamoci, Gianfranco Pagliarulo ANPI, Emiliano Manfredonia ACLI, Jacopo Buffolo del Comune di Verona, Walter Mazza ARCI.
Si è pensato di chiamare l’assemblea a riflettere su 3 tavoli, con un “ focus” particolare dedicato all’Europa:
- La nostra difesa europea nelle sue diverse declinazioni: pace, disarmo, diritti, giustizia, democrazia, sicurezza.
- Per un’Europa che investe nell’economia di pace disarmare industria bellica, investire nel lavoro sicuro , nella formazione, nella transizione ecologica, nella cooperazione, nella solidarietà.
- Europa protagonista e costruttrice di pace oltre i confini: Mediterraneo e Africa.
Gabriella Falcicchio, UniBA e attivista del Movimento Nonviolento, ha quindi aiutato l’avvio dei tre tavoli di lavoro fornendo le seguenti suggestioni:
- Nonviolenza come azione.
- Coerenza.
- Occhio alla fretta: è vero che gli eventi incalzano però , come dice Alexander Langer “ il lavoro di nonviolenza è lento e gentile”. Altrimenti rischiamo di perderci.
- Il linguaggio: Dobbiamo passare al setaccio: Come pensiamo? Come parliamo? Come agiamo?
- Coralità (non solo pluralità)
- Organizzazione e competenza. Servono solide fondamenta.
- Avere una postura anti narcisistica (delle persone e delle associazioni).
I lavori dei gruppi:
Gruppo 1
– Parole chiave difesa europea e sicurezza condivisa
– Riprendere la proposta del Ministero della pace con particolare riferimento alla difesa civile nonviolenta; dopo il referendum si dovrebbe iniziare la campagna per la raccolta delle firme anche online per poterne riavviare l’iter
– Centralità delle campagne (non troppe però)
– Centralità dell’opinione pubblica
Gruppo 2 (ho partecipato a questo)
- Siamo immersi in un clima di paura/ angoscia montato ad arte, fonte di individualismo passività
- Serve fare fronte comune, nei territori e in rete:
allargando ed allungando i ponti
ampliando tematiche (disarmo, democrazie e diritti, ambiente, lavoro economia e finanza, migrazioni)
- incentivare il NOI
- Coscientizzare/ coscientizzarci
- Servizio Civile
Per parte mia ho illustrato quanto contenuto del documento del CN alla Rete in preparazione all’assemblea (allegato (*) – pubblicato sul sito della Rete stessa) ovvero, per sommi capi:
coordinarsi meglio per essere efficaci;
condividere con altre realtà sensibili- Arena, Gruppi cattolici per il TPNW (erano presenti Carlo Cefaloni Mov. Focolari, Alessandra Cetro AGESCI e Pierangelo Milesi ACLI), Greenpeace, …;
approfondire l’interlocuzione con i lielli europei delle associazioni e reti analoghe;
formazione e tesaurizzare le esperienze di servizio civile;
la pressione su parlamentari italiani ed ed europei.
Gruppo 3:
- Le 3 ferite del Mediterraneo: Gaza, Siria, Libia
- Criminalizzazione delle ONG e della solidarietà
- Incrociare i giovni e valorizzare il servizio civile.
- Attenzione al tentativo di rimozione della proibizione delle mine antiuomo (paesi baltici, Polonia, Finlandia)
- Piano Mattei neocolonialista, logica predatoria.
Dal punto di vista operativo, in grande sintesi, ecco le opzioni:
- costruire una credibile e sostenibile alternativa a “ Rearm Europe” per una vera difesa
- lavorare nei territori, ad ogni livello, “ mettendo a sistema” i diversi comitati, reti locali, coordinamenti (pilastri di RIPD)
- al riarmo opporre la cooperazione, contro il neo colonialismo.
LE CAMPAGNE IN ESSERE:
- Legge 185/90: al momento congelata ma serve tenere alta l’attenzione;
- Campagna “ Ferma il riarmo” che ha collegato le 5 Reti italiane;
- Campagna contro le armi esplosive in contesti abitati e diritto internazionale;
- Campagna ICAN da rilanciare e potenziare soprattutto nei territori;
INOLTRE:
- Armi e clima: da ricentrare e ” mettere a tema”;
- Educazione alla pace. Rapporti con Università (RUNI-PACE). Contrasto, e proposte alternative/ costruttive, alla emergente militarizzazione delle scuole;
- Difesa civile non armata e nonviolenta (che potrebbe “ aprire” a “ opzione fiscale”).
- Sviluppare iniziative sui territori a forte insediamento industriale militare (Piemonte, Sardegna, alto Lazio, La Spezia). Positiva, in particolare con il Mov. Focolari ma non solo.
- Coltivare l’alleanza tra le 5 Reti (RIPD, Sbilanciamoci, Europe for peace, Fondazione Assisi Pace giusta, Greenpeace).
Ancora, si è proposto di sottolineare la Campagna “ Banche armate” che ha comunque dato significativi risultati a proposito delle policy etiche degli istituto bancari. Certo non è sufficiente, però sono segnali positivi.
Una attenzione particolare poi- a sfondo di tutto- sarà da dedicarsi al recente Decreto sicurezza che- come peraltro recentemente sottolineato dalla sezione diritti umani dell’ONU (Italia: esperti Onu preoccupati per l’attuazione amministrativa di un problematico disegno di legge sulla sicurezza | OHCHR)- allarma in quanto si porrebbe ”… in contrasto con i suoi obblighi ai sensi del diritto internazionale dei diritti umani, tra cui la protezione dei diritti alla libertà di circolazione, alla privacy, a un processo equo e alla libertà, nonché la protezione dalla detenzione arbitraria..”.
Circa l’organizzazione e la vita delle Rete, è stato comunicato che, dal punto di vista economico, la rete riesce a sostenere positivamente le proprie attività attraverso i regolari contributi delle associazioni aderenti e dai fondi provenienti da Progetti e campagne internazionali.
Inoltre – come peraltro da noi suggerito con la nota inoltrata a RIPD in occasione dell’Assemblea- e pubblicata sul sito della Rete (alleg.(*))– è stato preso atto della necessità di potenziare e coltivare la relazione tra Esecutivo e Coordinamento. Si è quindi condiviso di individuare appositamente la figura di un referente dell’esecutivo per tenere direttamente i rapporti con il coordinamento.
Altrettanto si è convenuto di fare per rendere maggiormente efficaci le relazioni tra esecutivo e territori. Anche in questo caso, quindi, l’esecutivo nominerà un referente apposito.
Infine, si è convenuto di integrare l’attuale Esecutivo della Rete, attualmente composto da 8 elementi, rappresentanti di ACLI, ARCI, AOI, CGIL, Archivio Disarmo, Lega ambiente, Movimento Nonviolento, Un ponte per…, con un rappresentante di ANPI e uno di Libera.
Infine, infine mi piace riportare una frase di Gianfranco Pagliarulo (presid. ANPI):
“ Agire buone pratiche territoriali”
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allegato(*):
NOTA PAX CHRISTI ITALIA x Ass. RIPD 12-13.04.2025
A proposito della prossima Assemblea RIPD p.v., sentito il CN di Pax Christi, si condivide la constatazione della necessità di un ” cambio di passo” per rendere maggiormente efficace il nostro operato.
A questo proposito si sottolinea quanto segue:
– Cercare, nel confronto con l’arcipelago del Movimento per la pace, di avere una piattaforma il più possibile unitaria e condivisa per- appunto- ottenere maggiori e migliori risultati. In questo senso si potrebbero promuovere e favorire anche momenti di condivisione anche- ma non solo- con la rete delle associazioni cattoliche (ACLI e Pax Christi ne fanno peraltro parte). Anche la recente esperienza di Arena 2024- alla quale parecchie delle nostre associazioni hanno partecipato- crediamo offra validi spunti di condivisione.
– Potenziare le relazioni con reti estere, (soprattutto in ambito europeo) per rendere maggiormente efficace l’impegno del movimento, approfondendo (rendendoli ” strutturali”) i contatti con i movimenti per la pace dei diversi paesi in guerra (esperienza di Katrina- UKR, Olga-BR, Darya RUS; ma anche Parents circle, Donne PAL/ISR- “ Women Wage Peace” e “ Women of the sun” …)
Anche, in particolare, predisponendo progetti di rilancio del protagonismo delle organizzazioni internazionali (ONU, UE,…) oggi consegnate alla NATO e pare annichilite dal complesso militar-industriale-finanziario.
– Sebbene importante (dal punto di vista… della visibilità, appunto) si potrebbe contenere il ricorso a manifestazioni e marce che rischiano di restare ” autoreferenziali” senza molto incidere sugli obiettivi prefissati;
– Esercitare, costantemente- e al limite dello stalking- la sollecitazione ed il controllo sui parlamentari, italiani ed europei, in materia di diritto internazionale, diritti umani, armi e finanza, ambiente…
Infine, vorremmo poi condividere una raccomandazione circa la necessità, a nostro avviso, di curare maggiore attenzione nelle comunicazioni/ condivisioni tra esecutivo RIPD e resto del Coordinamento favorendo quindi in maggior misura la circolarità e la reciprocità.
Ci si rende certo ben conto della difficoltà di riuscire a coinvolgere pienamente tutte le realtà che compongono la Rete. Resta, comunque e purtroppo, il fatto che spesso i momenti di confronto e di approfondimento siano spesso convocati repentinamente e ciò sta rendendo oggettivamente difficile la possibilità di parteciparvi- sebbene fino ad ora abbiamo tutti fatto i salti mortali per potervi parrecipare. Forse, ci si permette di suggerire, gioverebbe una maggiore attenzione nella gestione di decisioni e comunicazioni con tutti i componenti del Coordinamento consentendo una azione maggiormente partecipativa anche considerata la necessità di rendere maggiormente efficaci le iniziative attraverso una ottimizzazione dei tempi di divulgazione e realizzazione… Oltre al fatto che associazioni e movimenti facenti parte della Rete potrebbero essere in difficoltà qualora fossero informati/ interpellati, da stampa o altri, circa le scelte operate dall’ Esecutivo di RIPD.



