Amnesty denuncia abusi sistematici sulle donne nel paese in guerra. Lunedì 14 sit-in di fronte alla Farnesina per chiedere all’Italia di agire
In occasione del secondo anniversario dell’inizio del conflitto sudanese, il 15 aprile, Amnesty International ha diffuso un rapporto sugli abusi contro le donne: Sudan: “They Raped All of Us”: Sexual Violence Against Women and Girls in Sudan (Sudan: “Ci hanno violentate tutte”. Violenza sessuale contro donne e ragazze in Sudan).
Il documento, riporta 36 episodi di stupri, anche di gruppo e contro ragazzine adolescenti, perpetrati dai miliziani delle RSF a Khartoum e le città adiacenti di Omdurman e Khartoum Barhi; gli stati di Gezira e del Nord e Sud Darfur – dal 17 aprile 2023 alla fine di ottobre 2024. Si tratta della punta di un iceberg.
Tutte le vittime hanno descritto gli enormi danni fisici e mentali patiti e l’impatto devastante sui loro familiari. Tutte sono state costrette dal peso psicologico e fisico, a lasciare le proprie abitazioni.Molte sono state stuprate perché sospettate di essere sostenitrici dell’esercito. Operatrici sanitarie sono state violentate per non aver potuto salvare la vita a miliziani feriti. A Khartoum, si sono registrati anche episodi di schiavitù sessuale. Secondo le testimonianze, chi provava ad opporsi agli stupri subiva maltrattamenti e torture, talvolta fino a morirne. Nessuna pietà neppure per le mamme che allattavano.
Le donne intervistate hanno chiesto urgenti cure fisiche e psicologiche.
Amnesty International ritiene che il taglio dei fondi USAID da parte dell’amministrazione Trump abbia portato nei campi profughi la chiusura dei presidi sanitari per la salute riproduttiva e mentale.
Le sopravvissute alla violenza chiedono giustizia. Chiedono che il mondo intero conosca la sofferenza delle donne e delle ragazze del Sudan e che agisca per fermare queste atrocità, non inviando armi al Paes e punendo poi gli autori degli stupri.
Amnesty Italia e i Missionari Comboniani hanno raccolto l’appello.
Il 14 aprile alle ore 11, ci sarà un presidio davanti alla Farnesina per chiedere al nostro governo il massimo impegno per un’immediata cessazione delle ostilità in Sudan, per rafforzare l’embargo delle armi e l’accesso agli aiuti umanitari.
Amnesty già nel divcembre 2024 ha svolto attività di advocacy insieme ad altre organizzazioni presenti in Sudan da molti anni come la Comunita di Sant’Egidio e Medici senza Frontiere. Poi, il 12 marzo scorso, in Parlamento, hanno presentato un documento sulla situazione del Paese e sollecitando l’intervento delle istituzioni politiche.



