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12 raccolti: Pregare per la Pace? Una proposta e una notizia

Massimo Feré, Don Antonello Solla, Giuseppe Florio, Stefano Angelone, Gianni Novello, Norberto Julini

Questi anni di ritorno alla pratica della guerra come possibile opzione per risolvere le controversie fra popoli e nazioni giungendo a compiere vere e proprie genocidarie rischiano di renderci un po’ tutti assuefatti alla violenza delle armi.

Quello che in Europa doveva essere il Piano per la Futura Generazione sta regredendo a Piano per il Riarmo: quale tremenda inversione di rotta!

Mentre tutto ciò accade nelle nostre Chiese non si prega più per la pace con la fede, la speranza e la carità che questo cambio d’epoca richiede. Certo, ci sono i continui appelli del Papa, dei Vescovi; ci sono i gesti e i segni delle realtà più impegnate.

Ma in tante parrocchie e comunità la preghiera per la pace è stata derubricata tra le “varie ed eventuali” e spesso non compare neppure come intenzione nelle preghiere dei fedeli.

E come guardare al futuro che chiederà sforzi, creatività e disponibilità per attivare processi di riconciliazione tra popoli fratelli che oggi sono risucchiati nella spirale di un odio reciproco che non lascia alcuna speranza? E cosa dire delle altre 58 guerre in corso oggi?

Tutto questo ci interroga profondamente. Perché la preghiera per la pace è al cuore della preghiera cristiana. Ma forse occorre proprio riscoprire il senso profondo della preghiera cristiana per accorgersi di questo legame, e di come la preghiera possa essere una “forza debole” ma capace di cambiare realmente la storia.

La preghiera cristiana è innanzitutto ascolto. Ascolto della Parola di Dio come emerge dalle Scritture, cioè del progetto di Dio sul mondo; che è un progetto di fraternità, di giustizia, di unità, di pace. Pregare per la pace vuol dire lasciare che questa Parola penetri nei nostri cuori e nelle nostre menti e diventi criterio di giudizio sulla realtà.

La preghiera cristiana è intercessione. Intercedere significa, letteralmente, fare un passo in mezzo, entrare nel vivo delle situazioni: la preghiera cristiana è quindi ascolto paziente, attento delle dinamiche della storia e dei suoi protagonisti. Pregare per la pace vuol dire andare al di là della cronaca spiccia … per ascoltare in profondità i “segni” del tempo in cui viviamo.

La preghiera cristiana è eucarestia. Cioè, comunione piena con il gesto mite e nonviolento per eccellenza che Gesù ha posto nella sua vita e nel cuore della storia di tutti i tempi: il dono di sé come risposta alla violenza che lo attendeva, l’assumere su di sé la violenza del carnefice senza replicarla. 

Pregare per la pace vuol dire lasciarci trasformare dalla nonviolenza attiva e riconoscere che solo questa ha un reale potere di cambiamento.

La preghiera cristiana è conversione, cioè assunzione di responsabilità. Tutti siamo abitati da atteggiamenti spesso violenti, prepotenti ed ingiusti; tutti siamo immersi in strutture sociali violente e che generano oppressione. Pregare per la pace chiede un grande impegno a purificare la mente, i pensieri, il cuore, gli affetti, gli occhi, le labbra, le parole le mani, i gesti, i progetti, i contesti, le strutture … da tutto ciò che perpetua violenza perché è lì che si annida la guerra.

La preghiera cristiana è affidamento, cioè certezza che Dio agisce continuamente nella storia. Pregare per la pace vuol dire lasciarsi abitare da uno sguardo di fiducia e di creatività di fronte ai nemici, alle soluzioni che sembrano impraticabili, ai conflitti che tutti giudicano inestricabili: la pace è sempre possibile!

In sintesi, la preghiera cristiana non è quindi alienazione o, peggio, fuga dalla storia! Ma è la condizione fondamentale per formare persone e comunità cristiane capaci di annuncio, di profezia e di resistenza; in una parola, capaci di costruire la Pace.

Sulla base di questa consapevolezza, nel mezzo delle guerre che hanno segnato l’inizio del millennio, Pax Christi lanciò l’esperienza di 12 Raccolti, una fraternità itinerante di preghiera per la pace: ogni giorno un singolo, un Punto Pace, una Parrocchia, un’Associazione, un gruppo informale dichiarava la sua disponibilità a vivere un tempo di preghiera, nella forma che ciascuno riteneva più idonea: col silenzio, con una lettura, un canto … una veglia.

​Oggi, nuovamente immersi in uno scenario drammatico e dalle implicazioni potenzialmente apocalittiche ed esposti al rischio dell’assuefazione e dell’impotenza, crediamo sia importantissimo rilanciare la proposta di vivere questa intercessione comune. Per questo abbiamo lavorato al riavvio del sito di 12 Raccolti che  presenteremo al prossimo congresso. Avevamo già iniziato dai nostri Punti Pace chiedendo proposte  di preghiera comunitaria che abbiamo ricevuto e  pubblicato in questi mesi sulla nostra newsletter.

L’auspicio è vivere una intercessione continua per la pace capace di attraversare l’Italia e dilatarsi fino a coinvolgere realtà e persone anche esterne al Movimento ma desiderose di mettersi in gioco; come anche esperienze e testimoni dalle zone di conflitto armato.

Che la preghiera possa dilatarsi come i cerchi di un’onda concentrica che si genera quando si lancia un sasso in un lago!