Mail YouTube

San Salvador – Osare l´ecumenismo

Mariella Tapella (Articolo rivisto da Pio Castagna e Lucia De Sanctis)

Ogni anno in gennaio i cristiani di tutto il mondo pregano insieme per crescere in Unità. E’ la settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani e quest’anno si ricordano i 1700 anni del Concilio di Nicea.

Anche qui in El Salvador, da 7 anni, gli Amici di Romero, convocano i fratelli e le sorelle delle Chiese cristiane presenti nel Paese a unirsi in preghiera, per dare voce agli aneliti di pace, di giustizia, di speranza, di sorellanza e fratellanza in un mondo diviso, frammentato ed ogni giorno più disumano. C’è ancora resistenza nel costruire l’ecumenismo, dovuto a diverse ragioni.

Constatiamo con frequenza che ancora oggi alcuni cristiani cattolici si riferiscono ai protestanti come “sorelle e fratelli separati”. Così allo stesso modo, noi cattolici siamo “sorelle e fratelli separati” per loro.   Dovremmo riconoscerci invece sorelle e fratelli nell’unica Chiesa di Cristo: Chiesa di Cristo che non può essere imprigionata in categorie socio-politiche e giuridiche. La Chiesa di Cristo va oltre la Chiesa cattolica.      

Tutte le Chiese sono Chiesa di Cristo e non lo sono nella misura  in cui si allontanano dall’ideale di comunità che il Nuovo Testamento ci presenta.

Il termine ecumenismo deriva dal greco “oikomene” ossia universale. E’ un cammino verso l’unità con la preghiera, nella conversione e nel dialogo. Dialogo che permette di stabilire stima reciproca e una conoscenza maggiore  gli uni degli altri. Siamo credenti in Gesù e tutti lo confessiamo come Figlio di Dio e figlio di María, vero Dio e vero Uomo.

Anche San Romero aveva cambiato la sua visione dell’ecumenismo, dopo essersi incontrato ed aver  dialogato con i fratelli protestanti; infatti diceva “abbiamo molte affinità che, con la mutua conoscenza, faranno scomparire le differenze, affinché si possa realizzare veramente, senza impedimento alcuno, ciò che Cristo ha tanto sognato:” Padre che siano uno, con un solo gregge e sotto un solo Pastore che è Cristo, Nostro Signore…”. 

Questo ci ricorda che il fondamento biblico dell’ecumenismo è l’orazione sacerdotale universale di Gesù. (Gv. 17,21)

La divisione contraddice chiaramente la volontà di Cristo ed è uno scandalo per il mondo e pregiudica la santissima causa della predicazione del Vangelo (Ut unum sint 6).

Papa Francesco ci ricorda che il dialogo tra diverse confessioni religiose cristiane, per tendere all’unità, dopo  scismi storici, deve essere  un atteggiamento essenziale. L’ecumenismo si realizza nell’andare … come dire “camminando si apre cammino” e deve diventare un processo che non deve essere di élite, ma deve coinvolgere e scendere alla base. Fratelli e sorelle nella fede che crescono come comunità di discepoli che  pregano, amano ed annunciano il Regno di Dio, unendo la vita con la Bibbia. 

Lo Spirito di Gesù è presente dove si ama, si pratica la giustizia, la misericordia, si cerca la pace e si lavora per l’unità. 

Alla maggioranza dei cristiani delle diverse chiese manca l’umiltà per accrescere il proprio cristianesimo nel Regno di Dio.

Unità che non è uniformità istituzionale, ma frutto dello Spirito Santo.

Dio non  è razzista e non è patrimonio di nessuna cultura, di nessun gruppo o istituzione.

La rivelazione del Dio di Gesù di Nazareth rompe i muri del Dio “ebreo” e ci manifesta il Dio universale. Questo è il fondamento del macro e del micro ecumenismo che nasce dall’esperienza del Dio della Vita che è di tutti.

Il Regno di Dio non si identifica con il cristianesimo, va oltre. La Chiesa è mediazione-strumento del progetto di vita di Dio. La Chiesa non è il Regno di Dio, ma serve il Regno.

Perciò il settarismo religioso, il clericalismo sono una negazione del Regno di Dio. Il “clericalismo” che è  frequentemente richiamato e riprovato da Papa Francesco. 

Se la nostra passione è posta in “Venga il tuo Regno”, ci sentiremo più uniti a tutti coloro che realizzano la volontà di Dio, anche senza esserne consapevoli. “Non tutti coloro che dicono “Signore, Signore, entreranno nel Regno dei cieli, ma coloro che fanno la volontà del Padre Mio (Mt. 7,21)”, come ce lo ricorda il profeta Don Luigi Bettazzi. La volontà del Padre consiste nell’amore per la umanità come Gesù disse a Nicodemo (Gv. 3,16-17). (da ”Sognare eresie”, pag114.) 

Bene lo riassume un altro profeta Don Pedro Casaldaliga:

“Il Regno unisce, la Chiesa divide quando non coincide con il Regno”

Don Pedro Casaldaliga

Di fronte ad una globalizzazione neoliberale, l’ecumenismo ed il macro ecumenismo cercano di costruire la mondializzazione del Regno del Dio della Vita. Questa è la causa di Gesù: il Regno di Dio che è Vita ed Amore.

Ci sono atteggiamenti di alcuni membri del potere ecclesiastico tra cui suore e catechisti che si preoccupano più di aspetti della morale, però non si preoccupano o si preoccupano poco, se si stanno vivendo o no i valori del Regno di Dio: giustizia, solidarietà, fraternità, sonorità, amore, pace che sono valori che umanizzano questa società che ogni giorno di più criminalizza i migranti, le persone LGBTI, inventando guerre, inducendo alla violenza, distruggendo la Creazione e così via.

La spiritualità ecumenica ed interreligiosa ci rende persone tolleranti, pluraliste, aperte allo Spirito che soffia dove vuole e cittadini del mondo. (Fratelli Tutti).

Questo è tanto più urgente in tempi di globalizzazione nei quali non esiste altra autorità universale se non quella di chi soffre. La problematica di coloro che soffrono,  potrebbe costituire la base per una coalizione di religioni per la promozione della compassione sociale e politica del mondo. E’ ciò che propone il teologo Metz ossia un ecumenismo della compassione che non può essere autoreferenziale e non può rimanere nella sola sfera religiosa, ma deve convertirsi in una” politica rigorosa mondiale. “Carità politica” direbbe il profeta Venerabile don Tonino Bello. 

La credibilità dell’annuncio cristiano sarà maggiore, se come cristiani  superassimo le nostre  divisioni, diversamente daremmo una contro-testimonianza. 

“I segni di  divisione tra cristiani in Paesi già devastati dalla violenza, aggiungono ulteriori motivi di conflitto da parte di chi dovrebbe essere fermento di pace” (Evangelii Gaudium# 246) … Sono  tante e molto preziose le cose che ci uniscono… E se realmente crediamo  nella libera e generosa azione dello Spirito, quante cose possiamo imparare gli uni dagli altri.  

L’ecumenismo è un apporto all’unità della famiglia umana. Fare il bene, è un Vangelo ecumenico e interreligioso; un ecumenismo sempre in cammino.

Il principio “Ecclesia semper reformanda” deve essere riconsiderato. In questo senso, perchè  allora non prendere in considerazione il fatto che un membro di una confessione cristiana partecipi all’Eucarestia celebrata da un’altra confessione cristiana, dato che l’Eucarestia è puro dono di Dio? Sarebbe un ecumenismo efficace e concreto.

Il Concilio Vaticano II, nella Costituzione Sacrosanctum Concilium, al n.10  afferma che “la liturgia è il culmine verso cui tende l’azione della Chiesa ed al tempo stesso, la fonte da cui promana tutta la sua energia”. L’accentuare che è anche “la fonte” di un pieno ecumenismo, potrebbe arricchire  di grazia il nostro cammino… (da”Sognare eresie” pag. 122) Come possiamo notare, c’è molto cammino da fare.

Esiste una ricchezza di iniziative ed esperienze che, sebbene non siano il “modus operandi” della Chiesa, sono però significative. Questo è dovuto al fatto che purtroppo abbiamo ancora nella Chiesa cattolica che nella maggioranza dei casi è un clero tridentino e dei fedeli che preferiscono vivere piú una spiritualità asettica, piuttosto che incarnata nella vita. 

Come donne ecumeniche per la pace in El Salvador: anglicane, battiste Enmanuel, battiste shekina, cattoliche, luterane, metodiste e riformate calviniste. Con queste donne stiamo cercando di  apportare un piccolo contributo: lo facciamo con orazione, liturgie ecumeniche, incontri al femminile con teologhe di diverse  denominazioni, aperte a tutti,  con un libretto di canti ecumenici, con respiro al femminile, per tentare di cambiare le relazioni all’interno delle diverse chiese. Libretto di canti che verrà presentato il 15 di marzo 2025 nel monastero delle clarisse di San Salvador. Per una “Ecclesia semper reformanda”.