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Kairos Palestina in Italia, un tour ricco di incontri, amicizia e sostegno

Riccardo Michelucci

“Prima di tutto dobbiamo chiedere perdono a questi tre amici palestinesi per quello che dovremmo fare e non stiamo facendo”: così ha esordito il sempiterno Alex Zanotelli nell’accogliere a Napoli la delegazione di Kairos Palestina nella prima tappa della visita in Italia che li ha portati poi a Roma, Firenze, Bologna, Padova e Venezia.

I tre componenti della delegazione (il reverendo Munther Isaac, teologo e pastore della Chiesa evangelica luterana di Betlemme e preside del Betlehem Bible College; Rifat Kassis, coordinatore di Global Kairos for Justice, e Sahar Francis, avvocatessa per i diritti umani che dirige da vent’anni Addameer, un’associazione che offre patrocinio legale ai prigionieri politici palestinesi) hanno partecipato a un nutrito calendario di confronti con le istituzioni, con il mondo ecclesiale e le realtà̀ associative, di veglie e incontri pubblici, sempre accompagnati da don Nandino Capovilla. Sono stati accolti nei consigli comunali, nelle università̀, hanno incontrato vescovi, studiosi e attivisti. Hanno partecipato a un incontro presso la Commissione Esteri della Camera dei deputati. Dovevano partecipare anche a un’udienza generale con papa Francesco in Vaticano che purtroppo è saltata all’ultimo momento a causa delle condizioni di salute del Santo Padre. A Roma Mons. Ricchiuti ha annunciato la nascita di KAIROS ITALIA, che entra a far parte della Rete Globale Kairos.

In ciascuna tappa, i tre amici palestinesi hanno raccontato che Betlemme è diventata una prigione a cielo aperto – “una nuova Gaza” – perché́ Israele ha bloccato e chiuso tutte le strade che portano alla città con check point, cancelli e blocchi di cemento, controllando ogni movimento in ingresso e in uscita. Hanno parlato dei coloni israeliani sostenuti dal governo di Tel Aviv che attaccano quotidianamente i villaggi e le aree rurali e cacciano la popolazione per confiscarne i terreni. E poi le persone costrette ad andarsene a causa dei coprifuochi, delle aggressioni e dei cecchini, della distruzione generalizzata e delle continue interruzioni di elettricità̀ e acqua corrente, dei soldati israeliani che sparano per uccidere anche per il semplice gusto di farlo.

In un quadro che appare ogni giorno più̀ drammatico, i delegati di Kairos Palestina hanno cercato di scuotere le nostre coscienze e quelle di chi ci governa. Nonostante la politica italiana sia sempre più cieca e sorda di fronte alle sofferenze del popolo palestinese, in ogni tappa della loro visita in Italia hanno trovato ad accoglierli tantissimi esponenti della società̀ civile, giovani e meno giovani, sempre più̀ consapevoli e pronti a mobilitarsi in loro aiuto.