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“La speranza linfa per la pace in un mondo con poca speranza”

Pio Castagna

Il 30 gennaio presso la Parrocchia Santa Famiglia a Cecina (LI) si è svolta una conferenza pubblica promossa dal locale gruppo di Pax Christi, nel mese che la Chiesa dedica alla pace.

Il tema sopra indicato è stato sviluppato da Gianni Novello già Vice presidente di Pax Christi Italia.

Gianni Novello inizia, dicendo che la pace è un valore etico che appartiene non solo ai credenti ma a tutti.

Invece i disperati sono quelli che credono che per risolvere le controversie internazionali siano necessarie le guerre che non hanno mai risolto le divergenze, ma le hanno acuite (es. nei Balcani, in Africa, in Libia ecc..)

Tutte le guerre hanno dentro di se’ una motivazione legata alla paura dell’altro e anche legata al saccheggio della terra e delle risorse. Di conseguenza ha esaminato i vari tipi di guerre in atto: guerre commerciali, di religione, di proprietà, di interessi geostrategici e così via.    

A questo punto la speranza dove si può inserire? Si inserisce nel titolo di un libro di don Tonino Bello “La speranza a caro prezzo” dove l’autore dichiara che la speranza non la si enuncia, ma la si vive e la si testimonia pagando di persona le conseguenze delle proprie scelte, mettendo in conto anche la reazione di quanti invece vogliono il permanere dello status quo. Una scelta di disubbidienza civile è espressione di coraggio e di nonviolenza da parte di quei cittadini che durante la guerra rifiutano di essere arruolati (es. ucraini e russi, ma anche in Israele).  

Gianni Novello si rifà anche allo spirito della nostra Costituzione mettendo in risalto il suo valore e il ripudio della guerra riportato nell’articolo 11. Tra l’altro ha sottolineato che la pace deve declinarsi su tre livelli tanto cari a Pax Christi nel suo impegno per la pace quali quelli dello studio, della spiritualità e dell’azione.

Inoltre ha sottolineato la necessità che il nostro impegno come nella storia di Pax Christi di trasformare la disumanità provocate dalle guerre che rendono le persone aride e cieche di odio all’umanità nell’incontro con l’altro, nell’effettuare gesti di solidarietà soprattutto verso le vittime delle guerre e delle ingiustizie. Tutto questo nell’ottica di recuperare il senso di umanità. In Pax Christi questo senso dell’umanità è connaturato nella sua storia che ha avuto origine durante la seconda guerra mondiale per opera di alcuni francesi e tedeschi che erano prigionieri in un campo di concentramento. Si promisero, qualora fossero stati liberati, di impegnarsi per la riconciliazione e la pace.    

La speranza deve essere sempre “attiva” che è l’antidoto alla passività e alla rassegnazione che porta alla rinuncia all’impegno. Occorre coraggio e una sana inquietudine così lo aveva dichiarato Sant’Agostino. La speranza deve essere sempre “attiva” e rispondere a queste domande: perché? (come necessità) con chi? (per fare rete) e dove? (per confrontarsi). In conclusione Gianni Novello ci invita a cercare sempre di avere entusiasmo respirando nel Divino e nelle cose belle che comunque ci circondano perché è importante rigenerarsi per far fronte ad un mondo sempre più polarizzato ed incupito.