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L’avidità non conosce limiti: la minaccia dell’estrattivismo in El Salvador

Mariella Tapella, Articolo rivisto da Pio Castagna e Lucia De Sanctis

Il recente interesse del Presidente incostituzionale Nayib Bukele di ripristinare l’attività mineraria in El Salvador che è il paese più piccolo (20,000Kmq) nonchè il 2° paese più deforestato dell’America Latina ed il più popolato con 6 milioni di abitanti. Ciò ha creato non poche reazioni.
La discussione è iniziata con un annuncio sorprendente il 27 di novembre 2024. Attraverso le sue reti social, il Presidente aveva detto “Dio ha posto un gran tesoro sotto i nostri piedi, formato da depositi d’oro con la maggior densità per Kmq del mondo e sarebbe un assurdo non sfruttarli”.
Per stimolare ancora di più l’avidità, aggiunge… “oltre all’oro ci sono altri metalli ben pagati sul mercato”, senza specificare da dove avesse ottenuto tali informazioni. Ovviamente giustifica tutto ciò dicendo “otteremo uno sviluppo economico-sociale senza precedenti. Se vogliamo tale sviluppo, dobbiamo spaccare le montagne”. In più promette un’ attività mineraria moderna e sostenibile, con una tecnología di punta e con pochi costí ambientali. “Lo faremo bene, non solo proteggeremo l’ambiente, ma lo miglioreremo”.

Agli inizi di dicembre chiede ai Salvadoregni “avete avuto fiducia in noi per le altre riforme, abbiate ancora fiducia in noi permettendo l’attività mineraria” e aggiunge “se la facciamo male, non ci voterete nelle prossime elezioni”. L’affermazione è incredibile e con quale cinismo continua a mentire. Infatti l’esperienza insegna che l’industria mineraria è morte per le comunità, per l’ecosistema e l’equilibrio ambientale e per lo sfruttamento di coloro che dovranno lavorarci in condizioni disumane.
E sulla stessa linea si trovano anche le imprese minerarie che promettono di realizzare un’industria mineraria verde, cosa impossibile.
Infatti i dati reali dimostrano esattamente il contrario, perchè si usa cianuro, arsenico e sostanze tutte altamente velenose, oltre all’utilizzo di un’ enorme quantità d’acqua. Perciò quando Bukele dice che farà tutto per bene, nel rispetto dell’ambiente e delle persone dice una menzogna. Inoltre, secondo esperti, l’industria mineraria moderna utilizza processi brutali appunto demolendo montagne, usando in grande quantità sostanze chimiche che inquinano tutto al loro passaggio.
Il Presidente Bukele non possiede le competenze che lo accreditano come difensore dell’ambiente.
La questione ambientale non è mai stata nell’ agenda del suo Governo nè a livello interno nè a livello di impegni internazionali.
Internamente al contrario vengono perseguitati i difensori dei diritti umani e della Casa Comune considerati oppositori, nemici del Governo solo per avere una posizione di crítica costruttiva rispetto al suo modello di sviluppo.
A livello internazionale, El Salvador si astenne nel votare il Patto del Futuro proposto dall’ ONU il 22 /9/2024. Patto che prevede 56 azioni in ambiti che spaziano dal nucleare, al clima, alla pace e sicurezza, ai diritti, ecc
Dall’inizio di dicembre il Governo sta preparando il terreno affinchè venga approvata la legge che autorizza l’attività mineraria, gettando a mare ciò che si era conquistato nel 2017, sotto la presidenza di Salvador Sánchez Ceren del FMLN (Frente Farabundo Martí para la Liberación Nacional).
Dopo 12 anni di ferrea resistenza dei movimenti sociali, ambientalisti, con accompagnamento della Chiesa, la legge per l’industria mineraria finalmente fu approvata. Tale legge era stata condivisa a livello nazionale e scritta con il sangue dei martiri difensori della Casa Comune, facendo si che El Salvador diventasse il 1° paese a proibire tale attività. Questa conquista si era ottenuta, perchè era prevalsa la ragione e non l’avidità. L’attività mineraria, lontano dall’essere la panacea, è morte per le comunità, per gli ecosistemi e l’equilibrio ambientale. Inquina l’acqua, l’aria e il suolo. Papa Francesco dice “l’acqua potabile e sicura è un diritto umano fondamentale e universale, perché determina la sopravvivenza delle persone.” (L. S. n. 30).
Il 20 dicembre scorso viene sottoposto il progetto di legge sull’attività mineraria all’Assemblea Legislativa con poca discussione. Lo stesso viene approvato, su petizione del Presidente, con 57 voti su 60, senza nessun eco delle osservazioni dei pochi deputati di opposizione e la legge il 23 dicembre fu promulgata.
Che regalo “di morte” riceve il popolo salvadoregno in mezzo alle festività della nascita del Salvatore del mondo!
Regalo nefasto che danneggerá le attuali e future generazioni. Tale approvazione, non solo distrugge la Casa Comune, ma è un chiaro disprezzo per la vita umana.
Papa Francesco il 13/10/2024 in una udienza, ricordando l’omicidio del difensore ambientalista honduregno Juan López, chiede, in nome di Dio, alle grandi corporazioni estrattiviste, del petrolio, agrochimiche, e così via che smettano di distruggere i boschi, le montagne e l’inquinamento dei fiumi, mari e di intossicare popoli ed alimenti.
Il prezzo dell’oro maledetto, frutto dell’avidità del dittatore e delle imprese minerarie, non conosce limiti (1 Tim. 6,10)
Il Presidente incosituzionale è disposto a tutto. Non é servita la ferrea opposizione di gruppi ambientalisti, del Comunicato della Chiesa Cattolica del 13/12. “la vita e la salute non hanno prezzo”, nè il sondaggio del IUDOP-UCA nel quale la maggioranza dei salvadoregni rifiuta l’attività mineraria. Ancora meno sono servite le proteste fatte da organizzazioni ambientaliste, accompagnate da gruppi cristiani di fronte all’Assemblea Legislativa il 23 /12 con cartelli: “Per la salute e la vita no all’attivita mineraria” – “l’industria mineraria non è sviluppo ma distruzione”e così via o la denuncia fatta da una leader ambientalista Vidalina Morales.
Anche il movimento indigeno per l’integrazione della lotta dei popoli nativi (Milpa) è contro tale approvazione, in quanto creerà conflitti per la appartenenza delle terre e gravi danni alla Madre Terra.
Dopo l’approvazione della legge la Chiesa Cattolica che già il 13/12 aveva espresso un No chiaro alla riattivazione dell’industria mineraria, il 24 /12,chiedono insieme alla Coperativa Sacerdotale cattolica, all’Assemblea di abolirla e chiedono al Presidente che ponga il veto a tale legge. In più la Coperativa Sacerdotale esorta i deputati cattolici a non rinunciare all’identitá cristiana ed esercitare l’obiezione di coscienza.

Che fare?

Come credenti nel Dio della vita e della storia dobbiamo continuare a:

  • Educare, coscientizzare ed organizzare, perchè più persone acquisiscano uno spirito crítico.
  • Accompagnare le comunità in resistenza contro l’industria mineraria – progetto di morte – in difesa della vita a tutti i livelli.
  • Far conoscere i due comunicati della Conferenza Episcopale e della Coperativa Sacerdotale e rifletterli nei circoli di studio Vita-Bibbia
  • Unirci ad altri gruppi sociali, ambientalisti per chiedere che sia derogata la legge sull’attività mineraria.
  • Chiedere un dibattito pubblico per dare priorità al benessere della maggioranza e non di pochi.
  • Il disegno del Dio in cui crediamo e’ quello per cui l’essere umano amministri i beni universali della Creazione che gli sono stati affidati (Gn 1,29)… devono essere amministrati affinche ci sia vita in abbondanza per il suo popolo (Gv 10, 10)

Tutto ciò che contravviene a tale disegno di Dio, proviene dalla superbia umana che vuole usurpare il luogo di Dio (Gn. 3,5), il Dio in cui crediamo non è lo stesso in cui dice di credere il Presidente incostituzionale Bukele: il suo è il dio denaro..

San Romero dice:
“Non si può divinizzare il progresso, come se non si possa vivere senza.
Prima di tutto Dio e l’uomo. Se un progresso allontana da Dio ed umilia l’uomo, non è vero progresso…
A che servono belle strade, aeroporti, grattacieli se sono amalgamati con il sangue dei poveri che non li potranno mai godere?
(omelia del 15/7/1979).

Chiediamoci oggi a chi serve l’attività mineraria in un Paese come El Salvador: piccolo come un fazzoletto, densamente popolato, molto deforestato e con stress idrico?

No all’attività mineraria, Si alla vita