A Catania il 4 gennaio scorso si è svolta una “Marcia per la pace”, organizzata dall’arcidiocesi, dal locale Punto pace Pax Christi e da numerose altre realtà e associazioni.
Un folto corteo si è snodato lungo la principale via Etnea per circa 2 Km, concludendosi in Cattedrale. Più di 500 persone hanno così manifestato il proprio impegno in favore della pace, dando una testimonianza di fede e di responsabilità civile in un momento così difficile e drammatico come quello che si sta vivendo in questi giorni in varie parti del mondo.
Oltre all’arcivescovo mons. Luigi Renna, che ha guidato la marcia, sono intervenuti alcuni esponenti di altre confessioni cristiane o di altre religioni, tra le quali particolarmente significativa è stata la partecipazione dell’imam della Moschea della Misericordia, Kheit Abdelhafid.
In testa alla marcia, assieme ai loro professori, gli studenti con dei cartelloni recanti i nomi dei Paesi sede di conflitti hanno ricordato a tutti come stiamo vivendo in un mondo tragicamente dilaniato da guerre, le cui vittime sono migliaia di civili e migliaia di bambini, che vedono negato il proprio diritto alla vita.
In una tappa del percorso la nostra vice-presidente Adriana Salafia ha reso una intensa testimonianza, con la quale ha richiamato i contenuti del recente convegno di Pax Christi del 30-31 dicembre a Pesaro e il messaggio del papa per la giornata mondiale della pace che si celebra il primo gennaio, intitolato “Rimetti a noi i nostri debiti: concedici la tua pace”. Con l’anno giubilare, infatti, apriamo una porta per incontrare un mondo che rischiamo di lasciare fuori e di trascurare. Oggi il suono del corno giubilare rappresenta il grido della terra e il grido dei poveri, che chiedono ascolto e presa in carico. La pace, dice papa Francesco, è l’inizio di un nuovo mondo, non è la fine delle guerre. E ha chiesto alle Nazioni ricche di condonare, o quantomeno ridurre, i debiti di Paesi che mai potrebbero ripagarli. Più che di magnanimità, è una questione di giustizia sociale. Il giubileo della speranza deve quindi mettere al centro la giustizia.
Nel momento conclusivo di raccoglimento e di preghiera in Cattedrale mons. Renna ha affermato che c’è un’alternativa alla guerra, e con la marcia, l’ascolto, l’impegno, come cristiani o come appartenenti ad altre religioni, ci rivolgiamo direttamente a Dio, che è Signore della pace. Infine, il nostro Punto pace ha simbolicamente consegnato all’arcivescovo la “borsa” dei marciatori che hanno partecipato alla tradizionale marcia nazionale per la pace del 31 dicembre scorso che quest’anno si è svolta a Pesaro. Questo gesto ha avuto il significato di un passaggio di testimone, perché, come mons. Renna ha annunciato pubblicamente, la prossima marcia nazionale per la pace di fine anno, il 31 dicembre 2025, si svolgerà proprio a Catania.
Punto pace Pax Christi di Catania



